Noi dimentichiamo, la montagna ricorda
Dice l’ultimo abitante del quartiere di sopra
Dei nostri mali comuni fanne poesia
Delle nostre verdi elegie fanne qualcosa di scritto
Solo così si può ancora resistere
La lira del sangue che non ha patria
L’anelito fervido d’indipendenza
Lì dove rendiamo l’anima
Quello è il centro dell’esistenza.
Mewlûd Oguz è un poeta, giornalista e traduttore curdo nato nel 1987 ad Hasankeyf (Heskif in curdo), la millenaria cittadina del sudest anatolico sommersa per sempre dalle acque della diga Ilisu. Dal 2022 insegna curdo in un’università privata a Istanbul. Questo testo è tratto dalla sua raccolta d’esordio, Lîrîka berbangê (“Lirica dell’alba”, Avesta 2024). Traduzione dal curdo di Francesco Marilungo.

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Questo articolo è uscito sul numero 1598 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati