Il principale sospettato dell’omicidio dell’oppositore russo Boris Nemtsov, il ceceno Zaur Dadaev, avrebbe confessato il suo coinvolgimento nel reato sotto tortura, sostiene il consiglio per i diritti umani russo.

Secondo Andrei Babuškin, un rappresentante del consiglio che ha incontrato l’accusato in carcere, “ci sono ragioni che portano a credere che Dadaev abbia confessato sotto tortura”. Babuškin ha detto di aver osservato “numerose ferite” sul corpo del sospettato durante la visita. Afp

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