Nigeria, un anno fa Boko haram ha sequestrato duecento studentesse

Nella notte tra il 14 e il 15 aprile 2014 i miliziani di Boko haram hanno rapito più di duecento studentesse in una scuola di Chibok, nel nordest del paese. A un anno dal sequestro delle ragazze non si hanno notizie

Un anno fa Boko haram rapiva duecento studentesse a Chibok

13 aprile 2015 18:13

Nella notte tra il 14 e il 15 aprile 2014 un gruppo di miliziani di Boko haram ha fatto irruzione nel dormitorio di una scuola superiore femminile di Chibok, nel nordest della Nigeria. L’istituto ospitava centinaia di ragazze provenienti anche da altre scuole della regione, chiuse in seguito agli attacchi del gruppo terroristico. Boko haram ha sequestrato 276 studentesse dai dodici ai diciassette anni. Di queste, 57 sono riuscite a scappare. Le altre 219 potrebbero essere ancora nelle mani dei rapitori.

La cronologia degli eventi:

2014

  • 14 aprile L’assalto al dormitorio di Chibok e il sequestro delle ragazze. Nella fuga i terroristi danno fuoco a case e negozi della città.
  • 23 aprile In Nigeria comincia la campagna #bringbackourgirls, che diventa internazionale con l’adesione del premio Nobel per la pace Malala Yousafzai e della first lady Michelle Obama.
  • 1 maggio Proteste delle famiglie a Chibok per chiedere aiuto al governo e alla comunità internazionale.
  • 5 maggio Il leader del gruppo estremista islamico Boko haram, Abubakar Shekau, rivendica in un video il rapimento delle ragazze, in cui annuncia di volerle “vendere come schiave” e costringerle a matrimoni forzati.
  • 9 maggio Amnesty international sostiene che l’esercito era stato informato di un imminente attacco di Boko haram nel nord del paese, ma non ha preso nessuna misura per fermarlo. Per l’Onu le azioni del gruppo terroristico sono dei “crimini contro l’umanità”.
  • 10 maggio Una squadra francese di esperti nelle ricerche dei dispersi arriva in Nigeria. Le potenze internazionali offrono il loro aiuto.
  • 12 maggio Il leader di Boko haram diffonde un nuovo video con le immagini delle ragazze, in cui sostiene di volerle convertire all’islam e propone uno scambio di prigionieri.
  • 17 maggio Cinque capi di stato dei paesi africani adottano a Parigi, con il sostegno dell’occidente, un piano di guerra regionale contro Boko haram.
  • 21 maggio Per aiutare le ricerche Washington annuncia l’invio di 80 militari in Ciad, al confine con la Nigeria, dove i miliziani potrebbero aver portato le ragazze.
  • 18 luglio Secondo il governatore dello stato di Borno dal 2011 almeno 176 insegnanti sono stati uccisi negli attacchi dei miliziani e 900 scuole sono state distrutte. In lingua hausa Boko haram significa “l’educazione occidentale è proibita”.
  • 22 luglio Cento giorni dopo il sequestro, il presidente incontra per la prima volta le famiglie delle ragazze rapite.
  • 14 ottobre Sei mesi dopo il sequestro centinaia di manifestanti protestano davanti alla sede della presidenza ad Abuja.
  • 27 ottobre Human rights watch denuncia che in realtà sono più di cinquecento le donne rapite dai jihadisti in Nigeria.
  • 31 ottobre: il capo di Boko haram annuncia che le liceali sono state convertite all’islam e fatte sposare con i miliziani.
  • 13 novembre La città di Chibok cade in mano ai miliziani di Boko haram. Viene riconquistata due giorni dopo dall’esercito.

2015

  • 6 marzo Il governo annuncia di aver cominciato a ricostruire il liceo di Chibok distrutto durante l’attacco.
  • 17 marzo Il capo dell’esercito ammette che non si hanno ancora notizie delle ragazze.
  • 24 marzo Boko haram rapisce quattrocento donne e bambini a Damasak.
  • 28 marzo Nelle elezioni presidenziali il candidato dell’opposizione Muhammadu Buhari, musulmano del nord, batte Goodluck Jonathan, presidente uscente, accusato di non aver saputo contrastare l’avanzata di Boko haram.
  • 13 aprile Malala Yousafzai scrive una lettera per esprimere la sua vicinanza alle famiglie delle ragazze rapite e accusare il governo della Nigeria e la comunità internazionale di non aver fatto abbastanza per la loro liberazione.
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Claudia Grisanti
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