Il Partito democratico ha vinto le elezioni in cinque regioni su sette

Il partito del premier Matteo Renzi ha mantenuto con difficoltà l’Umbria e ha conquistato la Campania. Il forzista Giovanni Toti ha vinto in Liguria e il leghista Luca Zaia ha mantenuto il Veneto. L’affluenza si è fermata al 52,2 per cento

Le elezioni regionali del 2015: dove si vota e chi sono i candidati

19 maggio 2015 20:40
Un seggio elettorale a Trieste, nel 2013. (Giuliano Koren, Corbis/Contrasto)

Il 31 maggio si svolgeranno le elezioni per rinnovare il presidente e la giunta regionale in sette regioni: Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto. Nello stesso giorno si svolgeranno le elezioni amministrative in 1.062 comuni, tra cui 18 capoluoghi di provincia. Alle regionali non è previsto il ballottaggio.

Campania. I risultati sono considerati incerti. Il candidato favorito è Vincenzo De Luca, del Partito democratico, ex sindaco di Salerno, che negli ultimi sondaggi ha perso consensi. De Luca è stato condannato in primo grado per abuso d’ufficio. Inoltre in alcune liste che lo sostengono ci sono dei candidati considerati “impresentabili” dallo stesso Pd, che ha invitato gli elettori a non votarli. Alcuni infatti sono vicini ad ambienti neofascisti, oppure alla criminalità organizzata (come denunciato in un’intervista dallo scrittore Roberto Saviano), altri sono legati a Nicola Cosentino, ex parlamentare in carcere per vicende legate alla criminalità organizzata.

I candidati. Vincenzo De Luca (Partito democratico), Stefano Caldoro (Forza Italia, Nuovo centrodestra, Fratelli d’Italia), Valeria Ciarambino (Movimento 5 stelle), Salvatore Vozza (Sinistra ecologia libertà, Rifondazione comunista), Marco Esposito (Lista civica mo’), Michele Giliberti (Forza nuova).

I sondaggi. Secondo un sondaggio Ipsos per il Corriere della Sera, Vincendo De Luca è in vantaggio e prenderebbe tra il 37 e il 40 per cento. Stefano Caldoro fra il 33 e il 36 per cento, Valeria Ciarambino tra il 14 e il 17 e Salvatore Vozza tra il 4 e il 6 per cento. Al termine di un dibattito televisivo andato in onda su Sky, il pubblico ha espresso le proprie preferenze sui candidati. Ne è uscito vincitore Caldoro che ha ottenuto il 48 per cento, seguito da Ciarambino con il 25 per cento, De Luca con il 12 per cento, Esposito con il 10 per cento e Vozza con il 5 per cento.

Liguria. L’esito delle elezioni è incerto anche in Liguria, dove il Partito democratico si è spaccato durante le primarie per scegliere il candidato alla presidenza. Raffaela Paita, renziana, ha ottenuto la candidatura superando Sergio Cofferati, che ha denunciato irregolarità e brogli. Paita, assessora regionale alle infrastrutture, è anche indagata per omicidio e disastro colposo per le alluvioni di Genova, il 9 e 10 ottobre 2014. Dopo le primarie anche Luca Pastorino, del Pd, vicino a Pippo Civati, si è dimesso da parlamentare, e si è candidato per la presidenza.

I candidati. Raffaella Paita (Partito democratico), Luca Pastorino (Sinistra ecologia libertà, Rifondazione comunista), Giovanni Toti (Forza Italia, Lega nord, Fratelli d’Italia, Nuovo Psi, Riformisti, Area popolare, Liberali), Alice Salvatore (Movimento 5 stelle), Antonio Bruno (Progetto altra Liguria), Enrico Musso (Liguria libera), Matteo Piccardi (Partito comunista dei lavoratori), Mirella Batini (Fratellanza donne).

I sondaggi. Secondo il sondaggio Ipsos per il Corriere della Sera, Raffaella Paita, che ha governato negli ultimi cinque anni nella giunta di Claudio Burlando, è in testa, con un consenso tra il 28 e il 31 per cento. Giovanni Toti è tra il 26 e il 29 per cento, Luca Pastorino tra il 10 e il 13 per cento, e Alice Salvatore tra il 21 e il 22 per cento.

Toscana. L’attuale presidente della regione, Enrico Rossi, del Partito democratico, è il favorito e non ci dovrebbero essere sorprese. Tuttavia in Toscana è previsto il ballottaggio, se nessun candidato ottiene il 40 per cento dei voti più uno.

I candidati. Enrico Rossi (Partito democratico), Claudio Borghi (Lega nord, Fratelli d’Italia), Stefano Mugnai (Forza Italia), Giacomo Giannarelli (Movimento 5 stelle), Gianni Lamioni (Passione per la Toscana, Nuovo centrodestra e Udc), Tommaso Fattori (Sì Toscana a sinistra), Gabriele Chiurli (Democrazia diretta).

I sondaggi. Secondo i sondaggi, Enrico Rossi dovrebbe farcela al primo turno con più del 49 per cento, seguito dal candidato del Movimento 5 stelle, Giacomo Giannarelli, con il 14,4 per cento. Al terzo posto, secondo i sondaggi, Claudio Borghi della Lega nord con il 13,4 per cento, mentre Stefano Mugnai di Forza Italia è al 9 per cento. L’astensione secondo i sondaggi sarà alta.

Marche. Nella regione dovrebbe vincere senza sorprese il candidato del Partito democratico, Luca Ceriscioli. Ma un ex presidente di regione del Pd, Gian Mario Spacca, si è presentato con una lista autonoma ricevendo l’appoggio di Forza Italia.

I candidati. Luca Ceriscioli (Partito democratico), Gian Mario Spacca (Forza Italia, Marche 2000), Gianni Maggi (Movimento 5 stelle), Edoardo Mentrasti (Altre Marche-Sinistra unita), Francesco Acquaroli (Fratelli d’Italia-An e Lega nord).

I sondaggi. Secondo i sondaggi è in testa Luca Ceriscioli, della coalizione di centrosinistra, con il 34,5 per cento delle preferenze. Seguono Gianmario Spacca, con il 27,5 per cento e Giovanni Maggi con il 20 per cento. Edoardo Mentrasti è al 6,5 per cento e Francesco Acquaroli all’11,5 per cento.

Puglia. Michele Emiliano, appoggiato dal centrosinistra, è in netto vantaggio, ma la campagna elettorale non è stata facile. Ci sono state molte divisioni tra Sinistra ecologia libertà e il Partito democratico. Si tratta delle prime elezioni dopo un decennio di presidenza di Nichi Vendola. Anche il centrodestra ha faticato a trovare un candidato comune: Forza Italia si è spaccata tra sostenitori di Raffaele Fitto, che hanno proposto un loro candidato, e berlusconiani, che hanno presentato la candidatura di Adriana Poli Bortone.

I candidati. Michele Emiliano (Partito democratico, Partito comunista d’Italia, Popolari, Noi a sinistra per la Puglia, e altre liste civiche), Adriana Poli Bortone (Forza Italia), Francesco Schittulli (Oltre con Fitto, Nuovo centrodestra, Fratelli d’Italia), Antonella Laricchia (Movimento 5 stelle), Michele Rizzi (Alternativa comunista), Riccardo Rossi (L’altra Puglia), Gregorio Mariggiò (Verdi).

I sondaggi. Secondo i sondaggi Ipsos, Michele Emiliano, candidato del centrosinistra, è in vantaggio, con consensi che vanno dal 47 e al 50 per cento. Segue Adriana Poli Bortone, la candidata di Forza Italia, tra il 20 e il 23 per cento. Il candidato fittiano Schittulli, otterrebbe tra l’11 e il 14 per cento. Mentre Antonella Laricchia, candidata dei cinquestelle, è tra il 13 e il 16 per cento. Gli indecisi e quelli che non intendono votare sono il 49,1 per cento.

Umbria. Anche in Umbria ci si aspetta la vittoria della candidata del centrosinistra Catiuscia Marini, presidente uscente della regione.

I candidati. Catiuscia Marini, sostenuta dal centrosinistra. Claudio Ricci (Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Lega nord, Forza Italia), Andrea Liberati (Movimento 5 stelle), Amato John De Paulis (Alternativa riformista), Simone Di Stefano (Sovranità prima gli italiani), Aurelio Fabiani (Casa rossa, Partito comunista dei lavoratori), Fulvio Carlo Maiorca (Forza nuova), Michele Vecchietti (L’Umbria per un’altra Europa).

I sondaggi. Secondo alcuni sondaggi, Catiuscia Marini è al 40 per cento con 5 punti di vantaggio su Claudio Ricci, fermo al 35 per cento. Andrea Liberati è al 18,5 per cento. L’affluenza è stimata al 56 per cento.

Veneto. In Veneto il candidato della Lega nord Luca Zaia è favorito. Anche se dovrà fronteggiare il suo ex compagno di partito, Flavio Tosi, che è uscito dalla Lega nord e si è candidato con una lista autonoma.

I candidati. Alessandra Moretti (Partito democratico), Luca Zaia (Lega nord, Forza Italia), Flavio Tosi (Lista autonoma), Jacopo Berti (Movimento 5 stelle), Alessio Morosin (Indipendenza veneta), Laura Di Lucia Coletti (L’altro Veneto) e Sebastiano Sartori (Forza nuova).

I sondaggi. Secondo gli ultimi sondaggi Luca Zaia è in vantaggio, con consensi tra il 42 e il 45 per cento, seguito da Alessandra Moretti, tra il 31 e il 34 per cento. Flavio Tosi è dato tra l’8 e l’11 per cento, mentre Jacopo Berti è tra il 10 e 13 per cento.

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