Come funziona il diritto d’asilo in Europa

I paesi dell’Unione europea hanno legislazioni diverse e situazioni disomogenee rispetto al diritto d’asilo

Un richiedente asilo aspetta di fronte all’ufficio immigrazione di Berlino il 17 agosto. (Stefanie Loos, Reuters/Contrasto)

Come funziona il diritto d’asilo in Germania

Un richiedente asilo aspetta di fronte all’ufficio immigrazione di Berlino il 17 agosto. (Stefanie Loos, Reuters/Contrasto)
19 agosto 2015 17:56

Le domande di asilo potrebbero essere 750mila in Germania alla fine del 2015, secondo un nuovo rapporto pubblicato dal quotidiano Handelsblatt sulla base di dati inediti forniti dal ministero dell’interno. Nelle scorse settimane si stimava che le richieste d’asilo sarebbero state 400mila. Le autorità fanno fatica a dare alloggio ai richiedenti asilo, inoltre negli ultimi mesi le violenze verso i migranti sono aumentate. La ricercatrice Franziska Schmidt dell’Associazione federale per i minori non accompagnati tedesca spiega come funziona il diritto d’asilo in Germania in cinque punti.

Chi si occupa delle richieste d’asilo in Germania?

Il sistema di richiesta d’asilo in Germania è decentrato, ogni stato organizza i suoi centri di accoglienza per richiedenti asilo, ma esiste un meccanismo di quote per la redistribuzione dei richiedenti asilo in tutto il territorio per cui non importa dove (in quale città o regione) si fa richiesta d’asilo, poiché i richiedenti asilo vengono distribuiti nelle diverse regioni della Germania. Nella suddivisione si tiene conto della nazionalità dei richiedenti asilo, perché ci sono delle sedi regionali del ministero dell’immigrazione che si occupano in particolare di alcune nazionalità di rifugiati.

Quanto tempo si rimane nei centri di accoglienza?

Nel centro di prima accoglienza (Erstaufnahmeeinrichtung) dove si fa richiesta d’asilo si rimane per circa tre mesi. In questo periodo viene fatta l’intervista per la richiesta d’asilo. Entrare e uscire dal centro è possibile. Però nei primi tre mesi di soggiorno ci sono delle restrizioni alla mobilità: non si può abbandonare la regione in cui si è fatta richiesta di asilo, senza aver ottenuto un permesso dall’ufficio competente. Dopo i primi tre mesi la restrizione alla mobilità viene sospesa.

Cosa offre la Germania ai richiedenti asilo?

Nei primi tre mesi i richiedenti asilo ricevono cibo e dei soldi. Vengono offerti dei corsi di lingua, ma non in tutti i campi di accoglienza. Dopo circa tre mesi il richiedente asilo viene spostato in un altro centro di accoglienza nella stessa regione. Il richiedente asilo può lavorare e riceve circa 360 euro al mese. Deve provvedere al cibo da solo. In alcune regioni si può cercare una casa oppure si rimane nella residenza assegnata dallo stato. Il tempo di attesa per ottenere i risultati dell’intervista è della durata di circa un anno, però dipende molto dalla nazionalità. Ma richiedenti che provengono da Siria e Eritrea hanno la possibilità di accedere a una procedura veloce se accettano l’intervista scritta. Esistono dei centri di accoglienza per famiglie, ma sono sovraffollati.

Come funziona l’asilo per i minori non accompagnati?

I minori stranieri non accompagnati che arrivano in Germania e vengono riconosciuti come tali, vengono assistiti dallo Jugendamt (ufficio assistenza minori). Per il momento devono restare nella regione di ingresso in Germania, ma dal 1 gennaio 2016 anche per i minori ci sarà una redistribuzione dei richiedenti asilo per quote nelle regioni di tutta Germania. Dopo un periodo di prima accoglienza, i ragazzi ricevono l’alloggio in una comunità per minori. I minori rimangono in questo sistema almeno fino ai 18 anni. In queste strutture i minori vengono sempre seguiti da un operatore. Inoltre ai minori non accompagnati viene sempre affiancato un tutore, che assume il ruolo dei genitori da un punto di vista giuridico. I minori non accompagnati hanno diritto all’istruzione e all’accesso alla formazione scolastica. È molto importante sottolineare che ci sono differenze a seconda della regione in cui il minore è assistito. Non c’è una procedura omogenea in tutto il paese, ma varia molto da regione a regione. Per esempio in alcune città vengono svolti degli esami medici per verificare l’età minore, in altre no (c’è solo un colloquio). Ci possono essere delle complicazioni se il minore è già stato registrato in altri paesi europei, e le due età rilevate risultano diverse. Dal 2014 il numero di minori non accompagnati è molto aumentato.

Com’è la situazione nei centri di accoglienza in Germania?

La situazione è catastrofica. I comuni sono completamente sopraffatti, i centri sono affollati, le persone dormono nei parchi o nelle tende della croce rossa. Nel frattempo gli attacchi razzisti ai centri di accoglienza sono aumentati. Ma è cresciuto anche l’impegno sociale delle persone, è davvero incredibile quanta gente vuole aiutare. Diventa quasi difficile gestire tutti i volontari.

Questo reportage è stato pubblicato all’interno del progetto #OpenEurope, un osservatorio sulle migrazioni a cui Internazionale aderisce insieme ad altri nove giornali. Gli altri partner del progetto sono Mediapart (Francia), Infolibre (Spagna), Correct!v (Germania), Le Courrier des Balkans (Balcani), Hulala (Ungheria), Efimerida ton syntakton (Grecia), VoxEurop, Inkyfada (Tunisia), CaféBabel.

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