12 settembre 2015 16:25

La vittoria del deputato e attivista contro la guerra, Jeremy Corbyn, significa che il partito laburista britannico ha uno dei leader più a sinistra e antisistema della sua storia.

Jeremy Corbyn è stato eletto leader del Partito laburista con un’incredibile vittoria, le cui proporzioni sono maggiori di quella ottenuta da Tony Blair nelle elezioni del 1994.

Corbyn ha vinto con quasi il 59,5 per cento dei voti, sconfiggendo i rivali Andy Burnham, arrivato secondo con il 19 per cento e Yvette Cooper, che ha ottenuto il 17 per cento. La candidata “blairiana” Liz Kendall è arrivata ultima col 4,5 per cento.

Alcuni minuti dopo la vittoria, annunciata di fronte a una folla di iscritti al partito a Londra, Corbyn ha ringraziato per il “grandioso esercizio democratico” che ha coinvolto più di mezzo milione di persone, mostrando quanto il partito sia appassionato, democratico, variegato e determinato nella sua lotta per una società dignitosa e migliore.

Il deputato della circoscrizione nord di Londra è un vincitore inaspettato

Corbyn ha anche ringraziato l’ex leader Ed Miliband, col quale ha detto di aver avuto una lunga conversazione qualche giorno fa, dichiarando di aver ammirato il modo in cui Miliband ha reagito al brutale trattamento della stampa britannica nel periodo precedente al voto.

Il deputato della circoscrizione nord di Londra è un vincitore inaspettato. Ci è riuscito dopo aver convinto gli iscritti e i sostenitori del Partito laburista a lasciarsi alle spalle l’epoca del New Labour di Blair e di Gordon Brown.

Dopo essere stato catapultato dallo status di parlamentare a quello di capo dell’opposizione, ora si accinge a scusarsi per la guerra in Iraq e a opporsi strenuamente ai tagli ai servizi pubblici e al welfare. Comincerà sabato con un comizio nel corso di una manifestazione a favore dei rifugiati a Londra.

La vittoria di Corbyn è straordinaria soprattutto se si considera che è entrato nella sfida come outsider, rispetto ai rivali Andy Burnham, Yvette Cooper e Liz Kendall, ed è riuscito a entrare nelle liste elettorali quando circa quindici parlamentari gli hanno offerto i loro voti per ampliare il dibattito all’interno del partito.

La campagna di Corbyn è stata aiutata anche da un’impennata di nuovi iscritti e sostenitori

All’inizio la sua vittoria era quotata cento a uno, ma la sua campagna elettorale è decollata quando ha ottenuto il sostegno di due dei principali sindacati britannici, Unite e Unison, ed è stato l’unico candidato a votare contro la legge sul welfare proposta dai conservatori, mentre gli altri parlamentari laburisti si sono astenuti.

La campagna di Corbyn è stata aiutata anche da un’impennata di nuovi iscritti e sostenitori, i quali hanno pagato tre sterline per partecipare al voto, che ha fatto sì che il numero degli aventi diritto al voto triplicasse, fino a raggiungere 550mila persone.

Nel corso della campagna, Corbyn ha parlato di fronte a grandi folle e saloni gremiti, ed è stato costretto a tenere comizi all’aperto per le persone che si erano radunate in strada. I suoi sostenitori sono in tripudio per la svolta a sinistra del Partito laburista, ma il suo trionfo deluderà profondamente gli eletti del partito che sono in parlamento, che hanno sostenuto in maniera massiccia gli altri candidati, con un rapporto di 210 a venti.

Uno dei suoi primi compiti sarà di ricompattare i parlamentari laburisti intorno alla sua guida e convincere gli esponenti di spicco a fare parte del suo governo ombra. Tra i suoi principali sostenitori ci sono John McDonnell, Diane Abbott, Michael Meacher, Ken Livingston e Jon Trickett. Andy Burnham è l’unico altro candidato ad aver fatto trasparire di essere disposto a partecipare a un governo guidato da Corbyn, e anche Sadiq Khan, il nuovo candidato sindaco di Londra, potrebbe avere un ruolo importante, avendogli offerto il suo voto per permettergli di essere incluso nelle liste.

Nonostante fosse stata discussa tra i parlamentari laburisti la possibilità di contestare la sua leadership, una simile minaccia alla sua autorità sembra essere in parte tramontata. Il partito laburista è stato profondamente criticato per la maniera caotica con cui ha gestito la sfida elettorale interna, dopo che Ed Miliband ha introdotto il nuovo sistema nel quale i nuovi sostenitori potevano pagare tre sterline per partecipare alle votazioni.

Ciò ha significato che il partito si è dovuto sforzare di tenere lontani gli infiltrati di altri partiti, con molti membri laburisti che si sono lamentati di non aver ricevuto le schede elettorali.

È probabile che Corbyn rappresenterà un ostacolo ai progetti di Cameron di condurre attacchi aerei in Siria

Tutte le correnti del partito, tuttavia, hanno escluso di contestare il risultato per vie legali. Nel corso dei tre decenni passati in parlamento, Corbyn ha passato buona parte del suo tempo a sostenere cause come la coalizione Stop the war, battendosi contro le privatizzazioni e sostenendo gli sforzi di pace in Medio Oriente.

Durante la campagna, ha promesso di dare agli iscritti al Labour molta più autorità all’interno del processo legislativo del partito, una mossa che potrebbe mettere ai margini i parlamentari. Tra le sue proposte più importanti ci sono la rinazionalizzazione delle ferrovie, le scuse per il ruolo del Partito laburista nella guerra in Iraq, l’opposizione alle misure d’austerità, la calmierazione del prezzo degli affitti e la creazione di un servizio pubblico e centralizzato per l’istruzione.

È probabile, infine, che Corbyn rappresenterà un ostacolo ai progetti di David Cameron di condurre attacchi aerei in Siria, nonostante alcuni deputati laburisti potrebbero sfidare il loro leader e votare a favore del governo.

(Traduzione di Federico Ferrone)

Questo articolo è uscito sul Guardian.