Siriani, scappati da Aleppo est, in un rifugio nel villaggio di Jibreen, il 13 dicembre 2016. (Croce rosse internazionale/Ap/Ansa)

L’Onu teme gravi violazioni dei diritti umani ad Aleppo

Siriani, scappati da Aleppo est, in un rifugio nel villaggio di Jibreen, il 13 dicembre 2016. (Croce rosse internazionale/Ap/Ansa)
13 dicembre 2016 17:38

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha indetto una riunione di emergenza per le 18 (ora italiana) del 13 dicembre per discutere la drammatica situazione umanitaria di Aleppo. La riunione è stata chiesta da Francia e Regno Unito dopo le numerose testimonianze che arrivano dalla città siriana e che denunciano gravi violazioni dei diritti umani.

Le Nazioni Unite, il Comitato internazionale della Croce rossa internazionale (Cicr) e la Mezzaluna rossa arabo siriana hanno infatti riportato molti episodi di violenza nei confronti dei civili nel corso della battaglia per la conquista di Aleppo est, controllata dai ribelli e ora in procinto di cadere nelle mani delle forze armate del governo di Damasco.

Il Cicr ha chiesto che le parti in guerra tengano in considerazione la situazione dei civili coinvolti negli scontri. Attualmente, secondo quanto ha raccontato un medico alle Nazioni Unite, un centinaio di bambini orfani o comunque non accompagnati sono intrappolati in un edificio nella zona orientale di Aleppo. Inoltre l’ufficio per i diritti umani dell’Onu afferma di avere testimonianze affidabili del fatto che in quattro quartieri della zona orientale della città i militari siriani sono entrati nelle case uccidendo sul posto almeno 82 persone, tra cui undici donne e tredici bambini. Nelle azioni sarebbe coinvolta anche una milizia irachena. Un portavoce dell’Onu ha raccontato che ci sono racconti di persone uccise per strada mentre cercano di fuggire. Quindi i morti potrebbero essere molti di più.


Il commissario per i diritti umani Zeid Ra’ad al Hussein ha chiesto alle autorità siriane di consentire il controllo internazionale dei trattamenti subiti dai civili, compresi quelli arrestati.

Negli ultimi giorni di scontri, gli abitanti di Aleppo – tra cui attivisti, giornalisti e insegnanti – hanno usatoi social network per raccontare la situazione nella città e la paura della popolazione per le possibili ritorsioni da parte dell’esercito siriano dopo una battaglia lunga quattro anni.

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