Un uomo ferito nell’attacco su Khan Sheikhun viene portato in ospedale, il 4 aprile 2017. (Mohamed al Bakour, Afp)

L’Onu indaga su un sospetto attacco chimico in Siria

Un uomo ferito nell’attacco su Khan Sheikhun viene portato in ospedale, il 4 aprile 2017. (Mohamed al Bakour, Afp)
04 aprile 2017 17:26

Almeno 58 persone, tra cui undici bambini, sono morte in un sospetto attacco chimico lanciato nel nord della Siria. Lo sostengono operatori umanitari e autorità sanitarie locali, denunciando uno dei più gravi episodi di omicidio di massa, nel conflitto in corso da sei anni, in cui sarebbe stato usato gas tossico.

L’attacco, lanciato nella mattina del 4 aprile su Khan Sheikhun, nella provincia di Idlib (controllata dai ribelli), è stato seguito da altri raid nel primo pomeriggio nella stessa città. Gli aerei trasportavano sostanze chimiche non identificate, ma le vittime presentavano sintomi simili a quelli causati da esposizione al gas sarin. “Siamo inorriditi, e i bambini sono in stato di shock”, ha detto Mohammad Hassoun, un portavoce dei soccorritori della protezione civile nella vicina città di Sarmin, dove sono stati portato 14 dei feriti. Hassoun ha detto che le vittime presentavano sanguinamento dal naso e dalla bocca e soffrivano di convulsioni. Le vittime sono state distribuite in vari ospedali della provincia, anche se molte sono state mandate più a nord, verso la Turchia, perché pochi ospedali di Idlib hanno la capacità di affrontare i sintomi di attacchi chimici visto che negli ultimi tempi molte strutture sanitarie (anche quelle gestite o supportate da Medici senza frontiere) sono state bombardate da parte delle forze governative.

Idlib è uno degli ultimi bastioni sotto il controllo dei ribelli in Siria, ed è stata sottoposta a una campagna incessante di bombardamenti aerei, nonostante un presunto cessate il fuoco mediato all’inizio dell’anno da Russia e Turchia, per spianare la strada a dei negoziati politici.

L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha accusato dell’attacco del 4 aprile le forze armate siriane o russe. Damasco ha ripetutamente negato l’uso di tali armi in passato, ma in tre occasioni un’indagine delle Nazioni Unite ha ritenuto il governo colpevole di usare armi chimiche. Anche il ministero della difesa russo ha negato ogni responsabilità, dicendo all’agenzia di stampa statale Ria di non aver effettuato nessun bombardamento nella zona il 4 aprile.

Il sito d’informazione vicino all’opposizione Shaam sottolinea che 22 raid sarebbero stati condotti all’alba da jet russi. Lo stesso sito, considerando i sintomi riportati dalle persone colpite, ipotizza che il gas usato negli attacchi sia il cloro.

L’opposizione nazionale siriana ha chiesto un’indagine immediata delle Nazioni Unite e ha chiesto al Consiglio di sicurezza dell’Onu di tenere una riunione di emergenza per condannare i responsabili dell’attacco. La commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sulla Siria ha condannato l’uccisione di civili e ha dichiarato che l’uso di armi chimiche e il deliberato bombardamento di strutture sanitarie sarebbero crimini di guerra e violazioni del diritto internazionale umanitario.

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