Un seggio elettorale a Milano, 4 marzo 2018.

I commenti della stampa straniera

Un seggio elettorale a Milano, 4 marzo 2018.
05 marzo 2018 11:52

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A causa dell’ora di chiusura dei seggi la stragrande maggioranza dei giornali europei non ha fatto in tempo a dedicare l’apertura alle legislative italiane di domenica, e si è affidata alle analisi dei corrispondenti in Italia. Che sono unanimi nel sottolineare la vittoria delle forze di destra e populiste e l’estrema difficoltà nella formazione del governo.

Il paesaggio politico cambia drammaticamente
Süddeutsche Zeitung, Germania
“Qualcosa di radicalmente nuovo sta cominciando in Italia”, scrive Oliver Meiler. “Le elezioni legislative stanno modificando i fondamentali del paesaggio politico molto più in profondità di quanto era stato previsto – talmente in profondità che sarà necessaria molta abilità per mantenere il paese unito”. Il corrispondente da Roma indica “quattro segnali” che arrivano dal voto: “Primo, gli italiani hanno votato massicciamente per due partiti di protesta, gli ideologicamente eterogenei e incostanti cinquestelle e i nazionalisti di destra della Lega; secondo, dal 1994 l’Italia è dominata da Silvio Berlusconi, ma ora sta subendo un cambiamento culturale e di leadership a favore di Salvini; terzo, i socialdemocratici che hanno governato fino a ora, come previsto, sono crollati; quarto, nessuna delle tre coalizioni è in grado di governare”.

La forza del Movimento 5 stelle
El País, Spagna
“La terza mutazione dell’M5s è in corso”, osserva Daniel Verdú. Per il corrispondente da Roma del País, con l’avvicinarsi del voto e della probabile vittoria, “a poco a poco il movimento si adattava alla situazione che stava per verificarsi. Oggi la formazione non è più un esperimento, è presente nelle amministrazioni di 45 comuni, in passato ha eletto 15 parlamentari europei, 92 deputati e 36 senatori. Si parla già di un governo guidato da Di Maio, poco incline a negoziare l’incarico di capo del governo. Ma non c’è nulla di certo”.

El País, 5 marzo 2018.

Più domande che risposte
The Guardian, Regno Unito
Stephanie Kirchgaesner, corrispondente da Roma: “Quando gli italiani si saranno svegliati, lunedì mattina, è molto probabile che non avranno idea di chi sarà il prossimo primo ministro, anche dopo che tutti i voti saranno stati contati. Gli osservatori dicevano che erano pronti per le sorprese, ma la maggior parte di loro aveva anticipato che il risultato sarebbe stato quello di un sostanziale stallo, e che si sarebbe aperto un periodo di intensi negoziati a Roma per formare un governo da qui alla fine di marzo”. Lega e M5s, “un tempo percepiti come marginali”, scrive Kirchgaesner, “avranno probabilmente un ruolo centrale tra le forze che sosterranno il nuovo governo, così da riflettere i risultati elettorali”.

La vittoria contro il sistema
Le Temps, Svizzera
“La vittoria dei populismi e dell’euroscetticismo segna le elezioni legislative italiane. Metà degli elettori si è infatti pronunciata per un partito che si presenta come contro il sistema”, osserva da Roma Antonino Galofaro, secondo il quale “il risultato dell’M5s, come quello della coalizione di centrodestra, è notevole, ma non abbastanza da conquistare la maggioranza. Chi, tra il primo partito d’Italia e la coalizione con più voti sarà in grado di formare un governo e fargli ottenere la maggioranza in parlamento? Il presidente Sergio Mattarella deciderà dopo aver sentito tutti i partiti. Dopo il voto, il paese è diviso in due, con un nord a destra – tendente all’estrema destra – e un sud che si è affidato ai cinquestelle”.

Successo e stallo
Gazeta Wyborcza, Polonia
“Fino a ora il partito contro il sistema di Beppe Grillo aveva rifiutato di far parte di qualsiasi governo”, scrive il quotidiano polacco. “Ora è difficile immaginare che un esecutivo possa essere messo in piedi senza la partecipazione del suo partito, che è stato votato da quasi un elettore su tre”.

Le Temps, 5 marzo 2018.

Un volto più duro e nazionalista
NRC Handelsblad, Paesi Bassi
Osserva Marc Leijendekker da Roma che “due partiti diversamente euroscettici e populisti sono i grandi vincitori delle elezioni in Italia, ma non è ancora chiaro come potranno trasformare il loro risultato in un governo. I risultati ancora provvisori puntano verso uno stallo politico. Dopo una campagna elettorale dominata dai temi del lavoro, dell’immigrazione, del vecchio contro il nuovo, dalla frustrazione e dalla rabbia tra gli elettori dopo anni di crisi economica, circa la metà di loro ha scelto un partito populista. Gli italiani assumono un volto più duro e più nazionalista dopo il voto. Secondo le prime indicazioni sarà estremamente difficile formare un governo, come era previsto. La ‘grande coalizione’ tra Forza Italia di Berlusconi e il Pd di Renzi, che a Bruxelles molti speravano, non è fattibile senza il sostegno di altri partiti. Un esecutivo Lega-M5s sembra possibile, anche se i due partiti l’hanno negato durante la campagna, e sarebbe un incubo per Bruxelles”.

Contro Bruxelles
Kathimerini, Grecia
“Il risultato del voto in Italia, dove la maggioranza dei voti è andata a partiti populisti e dell’estrema destra, è indicativo dell’insofferenza dei cittadini italiani nei confronti dell’establishment europeo”, si legge sul quotidiano moderato greco. Che aggiunge: “I partiti che hanno ottenuto buoni risultati sono quelli euroscettici e convinti che Bruxelles tratti gli italiani come ‘schiavi’. È un quadro impressionante, in particolare perché proviene da un paese che è tra i fondatori dell’Unione europea ed è una delle principali economie del Mediterraneo, mentre la Cina e la Russia cercano di dividere e di indebolire l’Europa. Ed è solo un assaggio dei problemi che potrebbero nascere. I partiti di destra e i populisti ottengono oltre la metà dei voti, ma nessun partito o coalizione sembra in grado di sostenere un governo”.

In collaborazione con Voxeurop.

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