17 luglio 2019 12:33

Il continuo vociare in lingue straniere, le guide entusiaste, i turisti e i selfie: davanti alla cattedrale di Notre-Dame a Parigi è tornata l’allegra confusione tipica di luglio. Ma i cancelli che impediscono l’accesso al piazzale, gli uomini in tuta bianca e lo strano buco nel tetto stanno lì a ricordare il devastante incendio di tre mesi fa. Il cielo ora fa capolino tra le due torri della cattedrale, dove in precedenza si trovava la guglia disegnata da Viollet-le-Duc, una vista che commuove turisti e parigini venuti a vedere il monumento ferito.

Hanno il “cuore spezzato” come Juan Manuel, un venezuelano cresciuto con Il gobbo di Notre-Dame. “La cattedrale appartiene alla storia del mondo”, sostiene un turista australiano, rattristato dalla parziale distruzione dell’edificio. Nonostante le impalcature di ferro che la sostengono, “sembra meravigliosa: so che c’è molto lavoro, ma sento che si rimetterà in piedi”, dice con sicurezza Ryan Fitzpatrick, un avvocato statunitense in vacanza.

Miguel Castillo ha assistito all’incendio. È stato il suo cane, Miss Chanel, che lo ha messo in guardia alzando le orecchie. L’ex pompiere parigino ricorda “la nuvola di fumo che ha oscurato il sole” e ora passa ogni giorno davanti a Notre-Dame.

Alti livelli di piombo
Attualmente i lavori di restauro sono limitati alla pulizia e alla messa in sicurezza del sito, operazioni complicate dalla presenza di piombo tossico che si è sciolto durante l’incendio e si è sparso un po’ ovunque.

La prefettura di Parigi ha evocato “la consistente e puntuale presenza” di polvere di piombo sul piazzale e sulla strada, attualmente chiusi al pubblico. Alcuni consiglieri comunali di sinistra, scettici, hanno richiesto la mappatura dei tassi di inquinamento da questo metallo registrati vicino al monumento.

Storica rivenditrice di libri usati, Lucile Monbrun è preoccupata per la sua salute in seguito a queste rivelazioni, ma non più di quanto lo sia per il normale inquinamento urbano. Denuncia una mancanza di comunicazione da parte delle autorità cittadine: “Quando hanno tolto l’amianto dalle banchine, due anni fa, ci è stato detto che non c’era alcun rischio, ma c’erano persone con le tute protettive e tutto era coperto da tendoni”, dice.

Altri suoi colleghi sono rassegnati, come Pascal Remy, che può solo lavorare lì. “Meno so meglio è, come a Černobyl”, osserva con fatalismo il libraio. Un po’ più avanti sul Lungosenna, Michel Charles, che ha anche lui una bancarella, non crede ai pericoli e resta fiducioso. Ma non è solo il piombo a impensierire i commercianti nei dintorni di Notre-Dame, che accoglieva 13 milioni di visitatori all’anno.

L’opposizione contesta le deroghe al piano regolatore e alle norme di protezione ambientale inserite nel testo per accelerare il lavoro

Lucile Monbrun ha sentito il calo di presenze alla sua bancarella subito dopo l’incendio. La chiusura temporanea del ponte di fronte alla cattedrale e la modifica del circuito di alcuni autobus turistici ne sono in gran parte responsabili.

Il 16 luglio il parlamento francese ha approvato un disegno di legge per regolare il restauro della cattedrale, che il presidente Emmanuel Macron vorrebbe completare in cinque anni, una tempistica che molti non condividono. “Un termine ambizioso che consente di mobilitare tutte le squadre coinvolte”, ha detto il ministro della cultura Franck Riester, mentre secondo l’opposizione si tratta di un obiettivo irrealistico motivato dalle Olimpiadi di Parigi nel 2024. “Non confondiamo velocità e precipitazione”, si è difeso il ministro, ricordando che la cattedrale non è ancora “totalmente salvata”, e che c’è sempre “un rischio” di collasso.

Meccanismi di controllo
Il disegno di legge è finalizzato a organizzare e controllare la raccolta e l’uso delle donazioni e a coordinare il delicato lavoro da compiere su un gioiello del patrimonio culturale. Il testo conferma l’apertura, il 16 aprile, di un conto bancario nazionale per ricevere le donazioni da privati, imprese e comunità, il cui importo annunciato supererebbe gli 850 milioni di euro. Il ministro, tuttavia, ha ammonito coloro che già parlano di eccedenze: “Solo poco più del 10 per cento delle somme promesse è arrivato” e “il costo dei lavori non è ancora stato coperto”, ha detto.

Data l’entità delle somme coinvolte, sono stati pianificati meccanismi di controllo per assicurarne la corretta gestione, anche se l’opposizione continua a denunciare una “legge che introduce eccezioni inammissibili” alle regole sul patrimonio.

Un’istituzione pubblica sotto la supervisione del ministero della cultura avrà la responsabilità di assicurare lo svolgimento e il coordinamento di studi e lavori con l’assistenza di un consiglio scientifico.

Ma il principale motivo di contesa tra maggioranza e opposizione sono le deroghe al piano regolatore e alle norme di protezione ambientale inserite nel testo per accelerare il lavoro. In risposta alle critiche, il governo ha accettato di congelarne alcune, in particolare quelle riguardanti “l’architettura preventiva”, “la durata dell’istruzione delle autorizzazioni temporanee” o “l’autorizzazione a determinati annunci pubblicitari sui teloni o impalcature”.

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Anche la questione architettonica è stata discussa, pur senza essere stata affrontata direttamente nel testo. Alcuni parlamentari, preoccupati per l’espressione “gesto architettonico contemporaneo” usata da Emmanuel Macron sulla futura guglia, avevano chiesto l’impegno a “una ricostruzione identica” o “fedele al suo ultimo stato visivo conosciuto”.

Ma per i turisti, qualunque sia il dibattito politico, l’essenziale è che il monumento riacquisti il ​​suo splendore.

(Traduzione di Stefania Mascetti)