25 marzo 2020 11:58

Il 24 marzo Albert Uderzo, disegnatore geniale, è morto con la certezza che Asterix e i suoi turbolenti amici galli, inventati nel 1959 insieme a René Goscinny ed emblema della cultura francese a livello internazionale, gli sopravviveranno per molti anni.

“Nessuno mi riconosce per strada. Sono quasi invisibile. I personaggi possono diventare miti, ma lo stesso non vale per noi, che siamo i loro padri”, diceva il co-inventore del rivale mondiale di Tintin e Topolino.

Uderzo ha portato il peso degli anni con prestanza e divertito distacco. Era un uomo poco conosciuto, dal carattere riservato e tranquillo. Un uomo che preferiva parlare del suo lavoro piuttosto che di se stesso.

Grande amante delle Ferrari (nel suo garage ne è transitata una ventina di modelli), questo figlio di immigrati italiani viveva in una lussuosa dimora a Neuilly-sur-Seine. Era diventato ricco grazie ai 370 milioni di album venduti in tutto il mondo (e tradotti in 111 lingue), a una quindicina di film (d’animazione e non), a un parco a tema, a due videogiochi e a centinaia di prodotti di franchising.

“La mia mano non era fatta per questo mestiere”, raccontava. “Guarda che manone, sembrano quelle di un salumiere”

Nel 1977 la morte del grande sceneggiatore René Goscinny, deceduto a 51 anni durante un test da sforzo per una valutazione del suo stato di salute, lo ha colpito profondamente. Insieme a Goscinny, Uderzo aveva pubblicato 24 album che gli avevano fatto conquistare il grande pubblico.

In seguito Uderzo ha lasciato l’editore storico Dargaud per fondare una sua casa editrice, le edizioni Albert-René, con cui ha pubblicato otto storie di Asterix, senza contare i racconti brevi e gli album celebrativi.

“Non mi hanno regalato niente. Certo, soffro di un ‘complesso Goscinny’, ma è anche vero che me lo hanno creato”, diceva riferendosi al fatto che la stampa aveva giudicato i suoi ultimi lavori meno apprezzabili di quelli firmati in coppia con Goscinny. In ogni caso il successo di pubblico è stato enorme.

Come Hergé per Tintin, inizialmente anche Uderzo non voleva che dopo la sua morte fossero pubblicati altri album di Asterix. Poi però ha cambiato idea. Nel 2011, affetto da un reumatismo articolare alla mano destra, ha passato il testimone (d’accordo con Anne Goscinny, titolare dei diritti del padre) ad autori più giovani, pur seguendone da vicino il lavoro, anche in quel caso con esiti trionfali.

“La mia mano non era fatta per questo mestiere”, raccontava. “Guarda che manone, sembrano quelle di un salumiere. Ho le ossa grandi, come mio padre. Ho inchiostrato sempre con il pennello, e per farlo serve una grande attenzione. Lavorando in questo modo mi sono rovinato la mano”.

Un mondo in -ix
Albert Uderzo nasce il 25 aprile 1927, a Fismes, con dodici dita, una malformazione corretta grazie a un’operazione chirurgica. Suo padre è un liutaio. La sua infanzia, a Parigi, è modesta ma felice.

Il giovane Uderzo, daltonico, scopre il disegno presso la Société parisienne d’édition, che pubblica Les pieds nickelés. Dopo la guerra lancia eroi come Belloy l’invulnerabile, Flamberge, Clopinard e Arys Buck, un gigante forzuto accompagnato da un piccolo compagno con un elmetto. Lavora, tra gli altri, per France-Dimanche e France-Soir.

È un periodo di vacche magre: “Vivere di disegni era molto difficile”, ricorda. “Per arrivare alla fine del mese disegnavo una quantità astronomica di tavole”.

Nel 1951 incontra Goscinny e avvia con lui una collaborazione fraterna che durerà 26 anni. Insieme creano il corsaro Jehan pistolet e il pellerossa Oumpah Pah.

Nel 1959, in una casa popolare di Bobigny alla periferia di Parigi, in cui Uderzo viveva tra sigarette e pastis, i due inventano un nuovo universo in “-ix”, animato da una banda di irriducibili armoricani. L’idea nasce dai soggiorni in Bretagna del fratello maggiore di Albert, Bruno, in fuga dal Servizio di lavoro obbligatorio durante la guerra.

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Anti-archetipo del gallico virile, Asterix fa la sua comparsa nel primo numero della rivista Pilote nel mese di ottobre del 1959, a pagina 20. Il numero va a ruba. Nello stesso anno Uderzo crea, insieme allo sceneggiatore Jean-Michel Charlier, Le avventure di Tanguy e Laverdure, un altro grande successo (è il fratello minore di Albert, Marcel, a occuparsi in parte dei colori).

Nel 1961 esce Asterix il gallico, primo album di una lunga serie. Quasi subito il disegnatore dai tratti così espressivi comincia a dedicarsi esclusivamente alle avventure del gallico dal grande naso e dei suoi amici, archetipi dei francesi.

Nel 2008 il titolo del quindicesimo album, La zizzania, riassume tristemente il conflitto tra Uderzo e la sua unica figlia, Sylvie, a proposito dell’acquisto da parte di Hachette Livre del 60 per cento delle edizioni Albert-René, di cui Sylvie detiene il restante 40 per cento. Dopo sette anni di guerra aperta e procedimenti giudiziari, i due si riconciliano nel 2014. Ma quella faccenda “mi ha segnato profondamente”, ammetterà Uderzo.

(Traduzione di Andrea Sparacino)