23 settembre 2020 15:08

L’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato che nei giorni scorsi è stato registrato “il numero più alto di casi segnalati in una sola settimana dall’inizio della pandemia”. Sono due milioni i nuovi casi segnalati, con un aumento del 6 per cento rispetto alla settimana precedente.

  • Gli Stati Uniti hanno superato i 200mila morti e il presidente Donald Trump, rispondendo a una giornalista che chiedeva un commento, li ha definiti “a shame”, “una vergogna”. Poi ha continuato: “Ma se non avessimo risposto correttamente e bene alla pandemia, ora avreste 2,5 milioni di morti”. Gli Stati Uniti hanno il maggior numero di morti per covid-19 nel mondo, 60mila in più del Brasile, al secondo posto. Il presidente statunitense ha rilanciato anche un altro tema: in un discorso all’assemblea generale delle Nazioni Unite, ha detto nuovamente che l’Onu deve ritenere la Cina responsabile di aver diffuso il virus.
  • Il Regno Unito è a un “pericoloso punto di svolta” e deve agire, ha detto il premier Boris Johnson, annunciando nuove restrizioni in Inghilterra: dai matrimoni con inviti ridotti a 15 ospiti, al divieto di sport di squadra indoor. Nel tardo pomeriggio di martedì 22 settembre, il premier britannico ha spiegato alla camera dei comuni che i piani per il ritorno dei tifosi allo stadio sono sospesi e che ai funerali potranno partecipare massimo trenta persone. Le mascherine diventeranno obbligatorie per il personale di negozi e alberghi, ma anche per i passeggeri dei taxi. Resta in vigore la “regola del sei” (il numero massimo di persone che possono riunirsi) e la chiusura di pub e ristoranti alle 22:00. Il primo ministro ha anche detto che le restrizioni potrebbero restare in vigore “forse per sei mesi”.
  • In Spagna continuano ad aumentare i contagi giornalieri: sono 10.799 nelle ultime ventiquattro ore. Sono 241 i morti registrati martedì 22 settembre. Si tratta del numero più alto da quando nel paese sembra essere cominciata la seconda ondata della pandemia: durante la prima il picco di vittime era stato di 950 morti.
  • Le autorità svedesi stanno valutando se introdurre restrizioni importanti di contrasto al covid-19 nella capitale, Stoccolma, per la prima volta. La preoccupazione deriva dall’aumento dei casi di coronavirus, arrivati a 1.200 in totale, nelle ultime settimane. “Stoccolma ha visto un netto aumento di recente, in tutte le fasce di età”, ha detto in conferenza stampa l’epidemiologo Anders Tegnell. “Stiamo pensando se adottare misure per ridurre la trasmissione”. Finora il covid ha causato la morte di 5.870 persone in Svezia, dove negozi, ristoranti, palestre e scuole sono rimasti aperti in primavera, mentre il resto d’Europa era in lockdown. La regione di Stoccolma è l’area più colpita del paese, con 2.400 morti.
  • Per la prima volta dal 1944, i premi Nobel non saranno consegnati nella tradizionale cerimonia di Stoccolma che, prevista per il 10 dicembre, è stata ufficialmente annullata. La causa è il covid-19, che trasforma anche l’evento più importante del mondo accademico in una lunga premiazione virtuale in diretta televisiva. Poi i vincitori riceveranno fisicamente i premi nell’ambasciata svedese nel proprio paese.
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  • Il Giappone si prepara ad allentare le restrizioni sugli ingressi nel paese imposti all’inizio della pandemia. Le severe misure introdotte il 3 aprile per contenere gli spostamenti e la diffusione dei contagi avevano portato alla chiusura del paese anche agli stranieri residenti in Giappone che in quel momento si trovavano all’estero. Negli ultimi mesi il governo ha lentamente riaperto i collegamenti con alcuni paesi asiatici dove il numero dei contagi è contenuto, tra cui Cina, Singapore e Corea del Sud, mentre il divieto è stato prorogato per 159 stati. Secondo il nuovo piano dal 1 ottobre ogni giorno potranno entrare in Giappone 1.600 persone provenienti dai paesi asiatici con pochi contagi e mille dal resto del mondo. L’ingresso sarà consentito solo per attività educative e culturali, per motivi di lavoro o per fornire servizi medici. Resterà valido il divieto in vigore per i turisti.
  • Il coronavirus in India ha provocato più di novantamila morti. Lo ha annunciato il 23 settembre il ministero della sanità indiano, spiegando che almeno 1.085 persone sono morte di covid-19 nelle ultime 24 ore. I nuovi casi sono stati 83.347. Il bilancio complessivo dei contagi è ora di 5,6 milioni, i mentre i decessi totali ammontano a 90.020, con un tasso di mortalità dell’1,59 per cento.