26 aprile 2017 12:17

Appena due giorni dopo che io ero rientrato da Tunisi, mia sorella e suo marito sono partiti per un viaggio lasciando i bambini con la mia famiglia, e anche io ho dovuto fare da baby sitter. È facile essere lo zio adorato quando devo solo portare regali e giocare con loro qualche ora alla settimana, ma stavolta dovevo restare anche dopo aver consegnato i giocattoli. Non potevo andarmene dopo un paio d’ore.

Giocando con i bambini ho imparato alcune cose nuove. Sono cose note a tutti i genitori, ma, come ripeto, prima della promozione il mio unico compito era stato viziarli con giocattoli e cioccolata. Adesso ho aggiornato le mie linee guida da baby sitter.

  • Non regalare un gioco che richieda il montaggio e una manutenzione continua.
  • Comprare sempre due giocattoli identici.
  • In caso di punizione, restare fermi sulle proprie decisioni.
  • Essere pronti 24 ore su 24, sette giorni su sette a fare da mediatore in dispute politiche.

Questo ruolo diventerà più facile non appena si capirà, si accetterà e si terrà a mente di far parte di un ciclo infinito: il vostro ruolo è quello di risolvere il problema e spingerli a fare la pace, il loro è quello di trovare un altro modo per litigare.

Penso che i miei consigli potrebbero essere utili alla comunità internazionale che fa da baby sitter ai politici libici e li invita continuamente a sedersi e dialogare.

Un progresso che genera confusione
Mi ha divertito leggere del recente incontro tra il capo della camera dei rappresentanti Ageela Saleh e il presidente del consiglio di stato Abdulrahman Sewehli a Roma. Martin Kobler naturalmente non si è lasciato sfuggire la possibilità di condividere su Twitter i suoi pensieri: “È stata una buona occasione per costruire e far progredire l’attuazione dell’accordo politico sulla Libia”.

A mio avviso l’incontro rappresenta un progresso, e nell’organizzarlo il ministro degli esteri italiano è riuscito laddove molti avevano fallito. Quando ho visto le foto di Saleh e Sewehli insieme a Roma ho pensato che sotto ci fosse lo zampino di Photoshop.

Lo ritengo però anche fonte di confusione, se si pensa che Ageela Saleh è uno dei politici libici attualmente soggetto a sanzioni da parte delle Nazioni Unite, tra cui un divieto di viaggiare!

Se fossimo dentro l’epopea di un mito greco, Sewehli sarebbe il dio delle elezioni

I libici conoscono Sewehli come “l’abisso”, perché una volta ha dichiarato che il paese si stava dirigendo verso un abisso e che lui lo avrebbe salvato da questo destino. Purtroppo, tutto quello che ha fatto in seguito è servito a portarci dritti in quella direzione.

Se fossimo dentro l’epopea di un mito greco, Sewehli sarebbe il dio delle elezioni. Un dio scellerato che ha vinto le prime elezioni ed è entrato nel congresso generale nazionale (Cgn), poi ha vinto le seconde elezioni ed è entrato nella camera dei rappresentanti, poi si è dimesso ed è ridiventato un membro del Cgn quando il Cgn ha rifiutato di dimettersi. Poi è diventato il presidente del consiglio di stato, carica che ricopre ancora oggi.

Tutti i genitori sanno che le lodi e l’incoraggiamento sono più efficaci delle punizioni per insegnare ai bambini un comportamento positivo. Le lodi devono essere legate agli sforzi compiuti dal bambino, non solo ai suoi successi. Tenendo a mente questo consiglio, dovremmo ringraziare Martin Kobler e tutti i politici libici per gli sforzi compiuti fino a oggi. Consideriamo il tutto come una curva dell’apprendimento.

(Traduzione di Giusy Muzzopappa)