Khalifa Abo Khraisse

È un regista e sceneggiatore libico.

La deportazione a Favignana negli scritti di un poeta libico

Fadil al Shalmani era tra le migliaia di libici che si opposero alla colonizzazione italiana e furono deportati in Italia. Le sue memorie sono un tassello importante della storia di quegli anni. Leggi

In Libia nessuno è al sicuro

Per strada, al bar, in fila, al volante o allo stadio, i libici sanno che l’importate è avere sempre una via di fuga. E spesso il pericolo maggiore arriva da dove meno te lo aspetti. Leggi

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C’era una volta un’altra Libia

“C’è un solo sole a dar luce e calore a tutti gli esseri viventi, come c’è una sola luna a illuminare il cammino al viandante”: una lettera scritta negli anni novanta è finalmente arrivata a Tripoli. Leggi

Nostalgia di Tripoli a Venezia

Ho passato dei giorni al Lido, proprio mentre la città vecchia di Tripoli, come tante storiche in Libia, sta morendo. Leggi

In Libia democrazia e libertà sono ancora parole vuote

“Nella moderna cultura araba non abbiamo una definizione di democrazia, ma una versione modificata a vantaggio dell’antica alleanza tra esercito e istituzioni religiose”. Un commento all’opera del giornalista Al Sadiq al Nayhum. Leggi

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La sfida di portare la storia di Maometto al cinema

Malgrado i ripensamenti delle istituzioni religiose islamiche Mustafa Akkad riuscì a girare il film con l’aiuto di Gheddafi. Ma non è scampato agli estremisti di Al Qaeda. Leggi

In Libia non esiste il lieto fine

Nessuno vuole leggere storie sulla Libia, soprattutto se riguardano i crimini che qui si consumano. Tutte le storie di questo genere che vengono dalla Libia sono più simili a Gomorra che a una serie poliziesca americana. Leggi

Gli immortali padroni della Libia

Per giorni era stato dato per morto: ma il generale Khalifa Haftar ha smentito tutti ed è tornato a Bengasi. Intanto nel sud del paese continuano gli scontri con gli eterni nemici ciadiani. Leggi

Tripoli, Livorno, Roma e l’anima delle città del Mediterraneo

Oggi aiutare le persone è diventato un affare per molte grandi organizzazioni. Però ho conosciuto una realtà diversa. Leggi

In Libia il colonialismo italiano non è mai finito

Dopo la guerra l’Italia ha continuato a fare accordi con Tripoli: prima c’è stata l’amicizia tra Gheddafi e Berlusconi, poi l’accordo per fermare i migranti. Leggi

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I libici che cercano una patria in Europa

Nessuno dovrebbe morire perché è nato con il passaporto sbagliato. Se è vero che questo paese è un luogo sicuro dove far tornare i migranti, allora perché i libici muoiono in mare nel tentativo di lasciarlo? Leggi

Le promesse, i tradimenti e il razzismo del governo libico

Le milizie armate di Misurata impediscono agli abitanti di Tawargha di tornare nella loro città. Ma è il paese intero a fargli pagare la fedeltà a Gheddafi e il fatto di essere neri. Leggi

Lettera d’amore per il mestiere più bello del mondo

A Tripoli non si è festeggiata la fine dell’anno. È stata una notte come tante. Non abbiamo spesso occasioni per far festa. L’ultima mi è capitata mesi fa, a Roma. Leggi

Il silenzio dell’imam di Tripoli sui migranti in Libia

Parla di tutto e ammonisce tutti. Ma sulle condizioni dei migranti trattati come schiavi e rinchiusi nei centri preferisce non dire niente. Leggi

Una danza per scacciare il dolore della Libia

Nel folclore libico esiste Busadia, un “africano” con il tamburo partito in cerca della figlia rapita. Oggi le milizie lo getterebbero in un centro di detenzione. Leggi

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Chi sta distruggendo la cultura in Libia

Sulla scena libica ci sono tanti personaggi venuti fuori dal nulla. Sono diventati eroi nella Libia postbellica, arrivando a occupare cariche pubbliche. E qualcuno di loro ha deciso di mettere la parola fine alla libertà di espressione. Leggi

Il caos in Libia non deve far rimpiangere Gheddafi

Vorrei che le cose non fossero andate come sono andate, che la situazione in Libia oggi fosse diversa, ma sbaglia chi dice che era meglio con Gheddafi. Leggi

L’autorità di Fayez al Sarraj è grande solo fuori della Libia

La distruzione di una moschea sufi, protetta dalla sovrintendenza archeologica, mostra che il governo riconosciuto dall’Italia è inconsistente nel proprio paese. Leggi

Il mio posticino preferito a Roma

All’inizio sembra avere tutte le caratteristiche – e i difetti – delle grandi città. Ma ci sono bellissimi angolini che si rischia di perdere se si seguono, come fanno i turisti, gli itinerari più ovvi. Io ho trovato il mio. Leggi

Lascio pezzi del mio cuore in Italia

Negli spostamenti per presentare L’ordine delle cose ho riflettuto sul mondo che continua a cambiare insieme alle definizioni di ciò che consideriamo patria. Leggi

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