Khalifa Abo Khraisse

È un regista e sceneggiatore libico. Scrive le Cartoline da Tripoli.

Lascio pezzi del mio cuore in Italia

Negli spostamenti per presentare L’ordine delle cose ho riflettuto sul mondo che continua a cambiare insieme alle definizioni di ciò che consideriamo patria. Leggi

Il razzismo in Libia ha radici profonde

“Non è facile essere neri in Libia”, mi ha detto Noah. Sono d’accordo ma in Libia non lo ammettiamo, e ci ripetiamo che siamo tutti uguali agli occhi di Allah. Leggi

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La Libia ha ancora spazio per la bellezza

La bellezza qui in Libia è una necessità, un importante fattore di sopravvivenza, naturalmente accanto al talento di nascondersi sotto gli occhi di tutti. Leggi

La voce di un poeta spaventa le autorità libiche

A Tripoli un uomo si è suicidato come Mohamed Bouazizi, che innescò la rivoluzione tunisina. Ora si vuole nascondere la sua storia. Leggi

Un tragicomico inizio di Ramadan a Tripoli

Il 26 maggio, un giorno prima dell’inizio del Ramadan, diverse milizie provenienti da Misurata e da qualche altra città hanno ricominciato a combattere a Tripoli. Leggi

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Nei centri per migranti in Libia dettano legge i miliziani

Sapevo già abbastanza di come vanno le cose in Libia, ma era la prima volta che potevo vedere al lavoro le unità di contrasto all’immigrazione irregolare. Leggi

Affidare i migranti alla guardia costiera libica è inutile e pericoloso

Pensate davvero di poter addestrare dei miliziani e trasformarli in soldati e ufficiali disciplinati? E convincerli a rispettare i diritti umani? Leggi

La costituzione libica si presenta misera e fragile

La quarta bozza della carta costituzionale riporta i militari in primo piano e discrimina le donne. Leggi

I baby sitter dei politici libici

La comunità internazionale invita continuamente i politici di Tripoli a sedersi e a fare pace. Leggi

Con la troupe in Tunisia sognando di tornare al caos e al caffè libici

Cercavo un modo per sottrarmi al pensiero dell’inevitabile addio che incombeva quando ho mostrato a Paola, assistente alla produzione, i romanzi di Murakami che avevo con me. Le ho spiegato che una volta tornato a casa non avrei fatto altro che fumare, bere caffè e leggere. Paola ha preso il suo zaino e mi ha mostrato la copertina di Kafka sulla spiaggia, perciò immagino che avesse progetti simili ai miei. Leggi

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In Libia la nostra vita ormai è in mano alle milizie

Avrei dovuto essere in Italia il 20 marzo per lavorare con Andrea Segre sul set del film L’ordine delle cose. Il 23 marzo siamo stati convocati e siamo rimasti lì per quattro ore dopo l’orario di chiusura solo per sentirci dire che per avere il visto dovevamo fornire un estratto conto bancario. Il punto però è che la mia banca è stata incendiata e distrutta negli scontri scoppiati il mese scorso a Tripoli. Leggi

A Tripoli sotto le bombe è difficile anche curarsi

“Quando torni dalla Tunisia?”. Ho capito che qualcosa non andava quando mia sorella ha chiesto di parlare con me al telefono. Da quando ero partito per la Tunisia, il 19 febbraio, a Tripoli c’erano stati violenti scontri. Avevo programmato di restarci per qualche giorno per un lavoro, ma subito dopo la partenza ho temuto che si sarebbe scatenato l’inferno: tutti gli indicatori puntavano in quella direzione e io sapevo che era solo una questione di tempo. Leggi

L’accordo sui migranti con l’Italia crea una Guantanamo in Libia

Il 2 febbraio il primo ministro italiano e il primo ministro del governo di accordo nazionale libico Fayez al Serraj hanno firmato un memorandum di intesa per fermare l’arrivo dei migranti in Europa. Nel memorandum si dichiara l’intenzione di rinchiuderli nei centri di detenzione di prossima costruzione in Libia e di offrire sostegno finanziario e addestramento alle forze di sicurezza libiche affinché sorveglino i confini della Libia. Leggi

In Libia si spengono le luci della cultura e della scienza

Le autorità della Libia orientale hanno sequestrato a un posto di blocco un camion che trasportava libri, viaggiando dalla città di Tobruk a Bengasi. La confisca è stata spiegata in questi termini: “I libri promuovevano lo sciismo, il sufismo, il cristianesimo, l’ebraismo, il secolarismo, l’ateismo, la Fratellanza musulmana, la pornografia e la stregoneria. C’erano inoltre dei libri dell’organizzazione ebrea di Daesh”, il nome in arabo del gruppo Stato islamico. Leggi

Cantando sotto la pioggia di Tripoli in attesa di tempi migliori

All’inizio del 2017 la situazione a Tripoli non era incoraggiante. Le interruzioni di energia elettrica duravano almeno quindici ore al giorno, erano stati sospesi i servizi idrici e mancava il gas per uso domestico. A completare il quadro è arrivata un’improvvisa ondata di freddo e forti piogge. Leggi

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I tuareg libici sono dei cittadini che per lo stato non esistono

Romanzi e film descrivono quanto di bello e poetico c’è nel modo di vita delle tribù nomadi, ma pochi parlano delle ingiustizie e delle difficoltà che questa gente subisce. Sono dei paria, costretti a continuare a vagare perché l’unica alternativa che hanno è abbandonare la loro identità. Leggi

La Libia è un paese in caduta libera senza rete di sicurezza

Da più di una settimana a Tripoli circolano nuovi appelli alla disobbedienza civile. Molti attivisti hanno cercato di organizzare manifestazioni in città, ma solo un piccolo gruppo di persone è riuscito a radunarsi. Non credo però che la disobbedienza civile potrà cambiare le cose. Il ricorso a forme di protesta non violente di solito ha lo scopo di influenzare l’azione legislativa o le politiche del governo, ma nel nostro caso su chi di preciso dovremmo fare pressione? Leggi

Il castello Rosso di Tripoli racconta una ribellione scomparsa dai libri di storia

Gomah al Mahmudi lottò contro i turchi dal 1835 al 1858, unificò le tribù occidentali e liberò l’area dalla Tunisia a Tripoli. Eppure è un eroe di cui si parla raramente. Leggi

In Libia aumentano le sparizioni di chi sostiene il pensiero laico

Secondo Ernest Hemingway, “se un prosatore conosce abbastanza quello di cui sta scrivendo può omettere le cose che conosce (…). La dignità del movimento di un iceberg è dovuta al fatto che soltanto un ottavo di esso emerge dall’acqua”. A Tripoli puoi scrivere quanto vuoi e cercare mantenere fede a queste parole: perfino un nono dell’iceberg basta a metterti in guai seri. Leggi

Racconto agli italiani una Tripoli senza stereotipi

“L’idea di Cartoline da Tripoli è di offrire ai lettori qualcosa di diverso. Italiani e libici hanno molto in comune, ma ci concentriamo solo sulle differenze culturali”. Khalifa Abo Khraisse, intervistato al festival di Internazionale a Ferrara, parla dei rapporti tra la Libia e l’Italia e spiega cosa significa essere un regista in un paese senza una cultura cinematografica. Leggi

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