Un’operazione dell’esercito per eliminare i papaveri da oppio nello stato di Sinaloa, l’8 dicembre 2016.

La lotta contro l’oppio consumato negli Stati Uniti

Un’operazione dell’esercito per eliminare i papaveri da oppio nello stato di Sinaloa, l’8 dicembre 2016.
24 maggio 2017 12:44

L’esercito messicano sostiene che la sua lotta contro la crescente produzione di oppio, destinato al mercato statunitense, è ostacolata dalla comparsa di piccole gang che si contendono i terreni incolti e senza controllo dove crescono papaveri selvatici, molto resistenti.

Le gang hanno fatto sprofondare lo stato di Guerrero in una lotta per il controllo dei campi di papavero, trasformando le valli povere e montuose e le famose spiagge in uno dei luoghi più sanguinosi del Messico.

Nei giorni di un’operazione per l’eliminazione di papaveri nelle montagne dello stato, il colonnello Isaac Aarón Jesús García, comandante di una base di Ciudad Altamirano, spiega che la violenza del conflitto è aumentata due anni fa, quando la gang Los Viagra ha cominciato a pretendere l’autorità sul territorio, dando il via a una guerra per ottenere il monopolio sulla produzione di droga.

Ogni giorno si scoprono nuovi cadaveri, alcuni gettati per strada, altri abbandonati in fosse comuni. L’anno scorso il sindaco di Ciudad Altamirano è stato ucciso, e un giornalista è stato freddato in un autolavaggio.

Il numero di consumatori di eroina negli Stati Uniti aumenta in modo esponenziale e gli effetti collaterali si vedono qui

Dalla sua linea del fronte nella lotta contro l’eroina, Jesús García vede un legame diretto tra l’aumento nell’uso di droga negli Stati Uniti – che ha causato circa 13mila morti nel 2015 – e le brutali violenze nel suo paese. “Il numero di consumatori di eroina negli Stati Uniti aumenta in modo esponenziale e gli effetti collaterali si vedono qui”, racconta Jesús García.

L’uso di eroina negli Stati Uniti è quintuplicato negli ultimi dieci anni e la dipendenza è più che triplicata: l’aumento più rilevante riguarda uomini con un basso reddito.

Jesús García dice che la ricerca di campi di papavero in una delle regioni più povere e meno accessibili, che si trovano sopra le spiagge di Acapulco e Ixtapa, non finisce mai.

La sua squadra, insieme ad altre, invia regolarmente delle truppe di terra per ricognizioni che possono durare anche un mese. Si accampano e poi si spargono nei dintorni, arrivando a eliminare decine di migliaia di piccole coltivazioni ogni anno.

In cima alle montagne
Abbiamo raggiunto uno di questi terreni, che si trova a sei ore da Ciudad Altamirano, dopo un viaggio su strade tortuose piene di polvere che si arrampicano sulle montagne. Il campo è irrigato da uno spruzzatore montato su un palo, che riesce a raggiungere meno di un ettaro di papaveri. Dei sacchi di fertilizzante sono impilati lì vicino. Sono tecniche di coltivazione rudimentali, ma secondo i soldati indicano una specializzazione di chi si occupa dei campi. Una decina di soldati si sparpaglia e taglia le piante con il machete.

Secondo gli ufficiali dell’esercito le gang usano una varietà di papaveri che rendono di più e producono un oppio molto potente da terreni sempre più piccoli. Questo valore aggiunto ha trascinato le gang in una violenta concorrenza.

Nei piccoli villaggi di montagna l’oppio è stato coltivato per decenni, spesso raccolto dalle famiglie, spiegano degli ufficiali dell’esercito, ma vista la crisi delle coltivazioni di caffè e il diffondersi dell’oppio negli Stati Uniti le coltivazioni sono aumentate.

La raccolta è diventata centrale nell’economia dello stato di Guerrero, che dipende anche dalle rimesse degli emigrati.

Un ufficiale dell’esercito dice che il campo che abbiamo visitato può produrre circa tre chili di oppio, venduto a 950 dollari al chilo ai narcotrafficanti che lo rivendono a ottomila dollari al chilo.

“Non ci sono molte alternative qui”, dice una donna che vende bibite e snack in una capanna a ridosso di una strada sporca. Suo marito coltiva papaveri, e chiunque decida di intraprendere questo business si ritrova a fare i conti con i ricatti delle gang.

(Traduzione di Virginia Pietromarchi)

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