29 gennaio 2021 15:03

Nel paese in cui il movimento #metoo è stato inizialmente guardato con sospetto – anche nei circoli femministi, come attesta la lettera di 100 donne sulla “libertà di importunare, indispensabile alla libertà sessuale”, firmata nel 2018, tra le altre, dalla scrittrice Catherine Millet e da Catherine Deneuve – l’esposizione della violenza sessuale più taciuta, l’incesto, sta ora creando un terremoto politico e sociale.

L’“affaire Duhamel”, lo scandalo in cui è coinvolto il celebre politologo Olivier Duhamel, fa tremare una grande parte dell’intellighenzia francese di sinistra e sta portando dimissioni a catena in tutti i centri del potere, nelle università dell’élite, tra le più alte cariche del governo, nel mondo dei vignettisti, o nelle direzioni delle più importanti case editrici parigine. Ogni giorno arriva una nuova destituzione o un nuovo mea culpa.

Olivier Duhamel, notissimo professore di diritto costituzionale, era un uomo di immenso potere: presidente del circolo culturale e di grande influenza politica Le siècle, presidente della Fondazione nazionale di scienze politiche, condirettore della rivista Pouvoirs, professore di spicco nell’università da cui esce l’élite politica francese, Science Po. È stato vicino a Nicolas Sarkozy, a François Hollande e aveva fatto parte del ristretto gruppo di invitati al ristorante La Rotonde dove si è celebrata la vittoria di Emmanuel Macron il giorno della sua elezione.

Ora due giovani lo accusano di pedofilia e incesto. Il 7 gennaio è uscito il libro di Camille Kouchner La familia grande, che denuncia gli abusi commessi sul fratello gemello dal patrigno, Duhamel. I gemelli sono figli di Évelyne Pisier, pioniera del femminismo, prima donna a insegnare diritto in Francia, scrittrice, amante di Fidel Castro. Il padre è Bernard Kouchner, cofondatore di Medici senza frontiere, ex parlamentare europeo e due volte ministro, della salute e degli esteri. Pisier, dopo la separazione da Kouchner, si era legata a Olivier Duhamel nel 1983, quando i due gemelli avevano otto anni. Si erano sposati quattro anni dopo.

Processo alla gauche caviar
Sulla stampa di destra è partito un processo simbolico alla generazione del ’68, accusata di aver cercato la libertà a tutti costi per poi occupare i posti chiave del potere culturale e politico, dettando le proprie leggi – e sentendosene poi al di sopra. Un’inchiesta di Le Point riprende il libro Histoire de la gauche caviar, di Laurent Joffrin, che descrive con precisione la mappa del 6ème arrondissement di Parigi –con qualche incursione in qualche strada dei confinanti 5ème e 7ème arrondissement – dove la gauche caviar, cioè i radical chic (che gli inglesi chiamano i champagne socialists), viveva in una situazione di endogamia totale.

Nei ricchi appartamenti del quartiere, racconta Le Point, “i genitori si ricordano delle barricate del 1968, evocano il loro passato maoista o trotskista, sognano guerriglie sudamericane”. Ma è ora arrivato il giorno in cui “i loro figli diventati quarantenni raccontano senza pietà le loro incoerenze”. L’estrema destra, su Valeurs Actuelles, va oltre: questo abuso sarebbe la terribile conseguenza “della libertà senza freni” voluta da questa generazione.

La pubblicazione del libro di Camille Kouchner arriva un anno esatto dopo la pubblicazione del volume Le consentement (Il consenso) di Vanessa Springora, che accusava di pedofilia il grande intellettuale e romanziere di sinistra Gabriel Matzneff. Lo scandalo Matzneff aveva già fatto cadere figure politiche e culturali importanti, in particolare al comune di Parigi. Nel 2019 l’attrice Adèle Haenel con una storica intervista a Mediapart aveva fatto cadere, dal canto suo, il muro del silenzio nel cinema francese.

Il punto in comune di queste tre donne – sottolineano Michèle Créoff, specialista in diritti dell’infanzia, e Magali Lafourcade, magistrata – è che “devi essere potente per poter raccontare una storia del genere, senza essere sottoposta alla doppia punizione che colpisce comunemente le vittime di violenza sessuale: dopo la violenza, la gogna. Di fronte alla forza della narrazione e al rigore dei giornalisti che hanno accompagnato la loro denuncia, nessuno ha osato mettere in discussione le parole di queste tre donne”.

E il loro racconto sta andando ora ben al di là dei circoli di potere parigini.

Sgretolare l’omertà
Secondo la sociologa Muriel Salmona, psichiatra e autrice del Libro nero delle violenze sessuali (2018), questa volta, l’omertà sull’incesto potrebbe sgretolarsi.

Su Twitter il #metooinceste ha ricevuto oltre 80mila segnalazioni in due giorni. Un fenomeno senza precedenti, per un trauma così difficile da elaborare. Sconosciute e sconosciuti raccontano alla luce del sole le violenze subite da fratelli, padri, zii.

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Di fatto, La familia grande è andato a toccare un’istituzione, sacrosanta, che si rivela anche una zona di non diritto e pericolosa, spiega Salmona: “La famiglia, uno spazio percepito come luogo sicuro e al di sopra di ogni sospetto, è diventata un’area dove è possibile distruggere, sfruttare e abusare sessualmente di un bambino, impunemente. Questa violenza si trova in tutti i ceti sociali, l’unico comune denominatore sono i rapporti di potere in atto in famiglia, dove gli aggressori in posizione dominante – uomini in nove casi su dieci – fanno regnare la loro legge”.

Un francese su dieci afferma di essere stato vittima di incesto. Secondo l’indagine Virage condotta dall’Ined nel 2015, un uomo su otto (13 per cento) e quasi una donna su cinque (18 per cento) afferma di aver subìto violenze in famiglia di natura psicologica, fisica o sessuale (compreso l’incesto) prima dei 18 anni. Sapendo che l’età media al momento della prima aggressione è di nove anni, “questo significa che, in una classe di quinta elementare, tre bambini hanno subìto o stanno per subire violenza sessuale”. In Italia mancano inchieste approfondite per capire il fenomeno, ma è anche arrivato il momento, secondo il garante dell’infanzia, che il paese “esca dell’oscurantismo dei dati”.

Per ora, il presidente Macron ha annunciato una riflessione sulla criminalizzazione dell’incesto, e si parla anche di alzare l’età del consenso. Il fratello di Camille Kouchner ha depositato una querela contro il patrigno e Olivier Duhamel si è dimesso “a causa di attacchi personali alla sua persona” da tutte le sue cariche. Tuttavia, l’affaire Duhamel non ha ancora svelato tutti i suoi segreti né finito di liberare definitivamente le vittime di un crimine.