30 giugno 2020 13:24

Durante gli ultimi mesi di scorpacciate di serie tv con i miei figli adolescenti, mi sono reso conto che quasi tutte le famiglie protagoniste sono altamente disfunzionali. Secondo te è una forzatura o il riflesso di una situazione reale? – Mirko

Quando ero piccolo la tv era popolata da famiglie perfette: Casa Keaton, Genitori in blue jeans, Super Vicki. La gran parte delle sitcom degli anni ottanta aveva per protagonisti nuclei familiari giovani, bianchi, etero, con la battuta pronta e apparentemente sempre felici. Per fortuna negli anni novanta è arrivata Beverly Hills 90210 che ha cominciato a mettere in crisi questo modello di famiglia. Nei primi anni duemila poi a farla da padrona era Una mamma per amica. La premessa non era certo un quadretto ideale: Lorelai, una ragazza rimasta incinta a sedici anni, cresce da sola la figlia dopo aver rotto i rapporti con i genitori. Ci sono almeno due forzature evidenti: primo, mamma e figlia vanno sempre d’accordo come due migliori amiche e, secondo, mangiano tutte le sere hamburger, cibo cinese e pizza senza ingrassare di un grammo.

Nelle serie per ragazzi che hanno successo oggi c’è un’evidente latitanza degli adulti: in Stranger things, Skam Italia o anche il recentissimo Curon i genitori sono tutti troppo presi da se stessi per poter aiutare i figli. Non so se questo rifletta la realtà attuale, ma di certo ci dice qualcosa sull’immagine che abbiamo delle dinamiche familiari, ormai lontana anni luce dall’ideale di perfezione delle sitcom anni ottanta. Perché quella, sì, era davvero una grossa forzatura.

Questo articolo è uscito sul numero 1364 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati