Il vicepremier Werner Kogler, a sinistra, e il cancelliere Sebastian Kurz arrivano per la cerimonia di giuramento del nuovo governo austriaco a Vienna, il 7 gennaio 2020. (Martin Juen, Sepa.Media/Getty Images)

L’ambizioso programma di Sebastian Kurz e dei verdi alla prova dei fatti

Il vicepremier Werner Kogler, a sinistra, e il cancelliere Sebastian Kurz arrivano per la cerimonia di giuramento del nuovo governo austriaco a Vienna, il 7 gennaio 2020. (Martin Juen, Sepa.Media/Getty Images)
08 gennaio 2020 11:25

Il 7 gennaio a Vienna c’è stato il giuramento del nuovo governo austriaco, che unisce due partiti finora lontani: i popolari e i verdi. È l’unica coalizione di questo tipo in Europa. In quattro paesi dell’Europa del nord i verdi sono al governo, ma con i socialdemocratici.

Nonostante lo scetticismo degli osservatori e dei mezzi d’informazione i popolari di Sebastian Kurz hanno assecondato la volontà dei verdi di trasformare l’Austria nel paese più ecologico d’Europa. Ci sarà una tassa sull’emissione di CO2, i biglietti degli aerei aumenteranno di dodici euro mentre diminuirà il prezzo dei treni. La complessa e ambiziosa agenda ambientale sarà nelle mani di Leonore Gewessler, 43 anni, ministra per l’ambiente, l’energia e le infrastrutture. Inoltre, per la prima volta il governo viennese conterà più donne che uomini: otto su quindici. La bosniaca Alma Zadić alla giustizia sarà la prima ministra proveniente da una famiglia di immigrati.

Il pragmatico capo dei verdi, Werner Kogler – futuro vicepremier – non nasconde la sua euforia: “Stiamo unendo l’economia all’ecologia”. L’economista di 57 anni promette una massiccia lotta contro la corruzione e per la trasparenza. Sarà abolito il segreto di stato: “Vogliamo una repubblica di vetro assolutamente trasparente. Ci sarà un mondo nuovo e sarà un mondo verde. Saremo pionieri in Europa”.

L’Austria punta a raggiungere la neutralità climatica nel 2040, dieci anni prima dell’Unione europea e della Germania. Molti punti del contratto di governo di trecento pagine sembrano utopistici, come “l’eliminazione di tutti i sistemi di riscaldamento basati su gasolio e carbone entro il 2035”. Tra le priorità dei verdi c’è anche la lotta contro la povertà infantile.

A sorpresa il congresso dei verdi a Salisburgo ha dato al programma un sostegno plebiscitario del 94 per cento.

Criticità
Non mancheranno i conflitti con l’Italia. Sull’autostrada del Brennero – già troppo intasata – il governo austriaco intende vietare il trasporto di merci come l’acciaio, il cemento, il legno e i materiali edili, da trasportare su rotaia. È un divieto già contestato dai trasportatori italiani che annunciano ricorsi a Bruxelles.

I popolari di Kurz occupano i ministeri più importanti: esteri, interno, economia, agricoltura e migrazione. Susanne Raab, 35 anni, sarà ministra all’immigrazione – un dicastero che Kurz aveva subito reclamato per il suo Partito popolare austriaco (Övp). Perentorio il suo no alla ripartizione dei migranti salvati nel Mediterraneo.

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Pur essendo in politica da sette anni, il leader politico di 33 anni resta il capo di governo più giovane dell’Unione europea. La sua promessa più importante è una riduzione delle tasse.

Con il giuramento del governo si dimette la cancelliera ad interim Brigitte Bierlein, prima donna scelta dal presidente Alexander Van der Bellen a governare il paese. Così a Vienna dopo sette mesi si conclude la lunga crisi aperta dal famoso scandalo dell’Ibiza gate, che ha portato all’uscita dalla politica del vicepremier Hanz-Christian Strache e alla sconfitta del suo partito di estrema destra Fpö.

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