Una manifestazione a Vienna dopo l’annuncio delle dimissioni del vicecancelliere Heinz-Christian Strache, il 18 maggio 2019. (Getty Images)

In Austria le elezioni europee si fanno improvvisamente interessanti

Una manifestazione a Vienna dopo l’annuncio delle dimissioni del vicecancelliere Heinz-Christian Strache, il 18 maggio 2019. (Getty Images)
20 maggio 2019 17:15

Ventotto giornalisti raccontano la campagna elettorale nel proprio paese in vista delle elezioni europee del 26-29 maggio 2019. La serie è realizzata in collaborazione con VoxEurop.

A una settimana dalle elezioni europee, una bomba politica è esplosa all’interno del governo austriaco, provocando il collasso della coalizione di centrodestra al potere e spingendo il primo ministro a indire elezioni anticipate. La rivista tedesca Der Spiegel e il quotidiano Süddeutsche Zeitung hanno pubblicato online un video in cui si vede il vicecancelliere Heinz-Christian Strache, capo del Partito della libertà (Fpö) di estrema destra, portare avanti una trattativa in una villa di Ibiza con una donna che si è presentata come nipote di un oligarca russo.

In cambio di grandi somme di denaro che sarebbero state investite in Austria, Strache, palesemente ubriaco, ha promesso contratti governativi con compensi gonfiati.

Inoltre, nel video, il capo dell’Fpö suggerisce alla donna di acquistare il più grande quotidiano austriaco Kronen Zeitung per orientarne la linea editoriale a favore del suo partito. Anche il leader ungherese Viktor Orbán, con l’aiuto degli oligarchi locali, è riuscito ad assumere il controllo del panorama mediatico del suo paese.

Sodalizi compromettenti
Lo “scandalo Ibiza” ha scosso profondamente l’Austria. Migliaia di persone si sono riunite davanti alla cancelleria di Vienna chiedendo l’espulsione dell’estrema destra dalla coalizione di governo. Il cancelliere conservatore Sebastian Kurz non ha potuto far altro che accettare le dimissioni del suo vicecancelliere (che da giovane ha preso parte a simulazioni belliche neonaziste) e prendere atto della fine della coalizione con l’Fpö. “Quando è troppo è troppo”, ha dichiarato Kurz riferendosi ai diversi incidenti causati dalle dichiarazioni razziste degli esponenti dell’Fpö e ai loro contatti con i gruppi neonazisti.

All’interno del parlamento europeo l’Fpö fa parte del blocco Europa delle nazioni e della libertà insieme alla Lega di Matteo Salvini e al Rassemblement national di Marine Le Pen. Come Salvini e Le Pen, anche Strache è amico di Vladimir Putin. L’Fpö ha addirittura stretto un accordo di collaborazione con il partito di Putin, Russia unita. Strache e i suoi amici sono assidui frequentatori del primo ministro ungherese Viktor Orbán, il cui partito, Fidesz, fa ancora formalmente parte del Partito popolare europeo (Evp) anche se la sua adesione al gruppo è stata sospesa.

L’Fpö, il partito della patria, si è rivelato disposto a vendere la patria a un oligarca russo

Alla vigilia del voto per eleggere il parlamento europeo, l’Övp è nettamente il partito favorito. I “neri”, come vengono chiamati, sono da sempre il partito degli imprenditori, degli agricoltori e della popolazione delle zone rurali con una formazione cattolica. Nel 2017 il trentenne Sebastian Kurz ha assunto il controllo del partito insieme a un gruppo di amici, ne ha cambiato il colore ufficiale (dal lugubre nero a un azzurro brillante), ha vinto le elezioni promettendo cambiamenti e riforme e si è alleato con il partito di destra Fpö snobbando il partner tradizionale, il Partito socialdemocratico (Spö). Da allora l’Austria ha virato nettamente a destra.

Carte sparigliate
Oggi i socialdemocratici si contendono il secondo posto con l’Fpö. Secondo i sondaggi, i Verdi e i liberali di Neos non raggiungono il 10 per cento delle intenzioni di voto. Per decenni i democratici-cristiani e i socialdemocratici hanno governato l’Austria, spesso formando grandi coalizioni.

La situazione è cambiata nel 2015, quando l’afflusso di un gran numero di profughi ha provocato una spaccatura nel paese. Molti lavoratori dipendenti, lo zoccolo duro dell’elettorato socialdemocratico, hanno cominciato a votare per i blu anziché per i rossi, spaventati dalla concorrenza dei nuovi arrivati (il fiordaliso blu era il simbolo segreto dei nazisti ai tempi in cui il partito era illegale).

Anche per questo non c’è da stupirsi se l’immigrazione è stata il tema principale nel dibattito in vista delle europee. Ora, però, lo scandalo Ibiza ha sparigliato le carte. L’Fpö, il partito della patria, si è rivelato disposto a vendere la patria (e le sue risorse idriche) a un oligarca russo.

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La campagna elettorale in Austria è simile a quella a cui stiamo assistendo in altri paesi europei, dove il conflitto tradizionale tra destra e sinistra è stato sostituito da quello tra la destra populista e il resto dello spettro politico. Una cosa è certa: le elezioni di quest’anno saranno estremamente interessanti.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

Ventotto giornalisti raccontano la campagna elettorale nel proprio paese in vista delle elezioni europee del 26-29 maggio 2019. La serie è realizzata in collaborazione con VoxEurop.

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