Gli italiani residenti all’estero e altre storie

06 luglio 2015 13:46
  1. Per la prima volta in vent’anni, il numero degli italiani residenti all’estero è aumentato più di quello degli immigrati residenti in Italia. Le cause e le conseguenze analizzate sul sito di Redattore sociale.
  2. E, sempre a proposito di cambiamenti demografici in Europa, un istituto federale di ricerca tedesco ha creato una mappa dettagliatissima al riguardo – la prima che raccoglie i dati di tutti i paesi del continente.
  3. Il Marshall project, in collaborazione con il New York Magazine, ha pubblicato un lungo e bellissimo articolo sulla prigione di Rikers: la nascita e l’evoluzione del carcere, la vita quotidiana dei detenuti e delle guardie, i loro racconti, la violenza, la solitudine, la paura.
  4. “Insomma, la democrazia in crisi sembra essere convinta di poter reggere meglio il colpo di ciò che l’ha distrutta in passato – l’odio – rispetto a ciò che potrebbe distruggerla in futuro. È un calcolo senza visione, stupido”. Fabio Chiusi riflette sul linguaggio d’odio senza censure e il razzismo sempre più esibito di Matteo Salvini.
  5. Di come la televisione (che si dava per morta con la crescita dei nuovi mezzi di comunicazione) ha trovato il modo di monetizzare importanza e influenza – mentre i modelli di business del web sono schiavi del puro traffico.
  6. Se di recente siete stati a un concerto di grandi dimensioni, è probabile che l’abbia organizzato Live Nation: Lidia Baratta per Linkiesta spiega come la multinazionale ha creato un vero e proprio monopolio sull’intera filiera.
  7. Il gruppo Stato Islamico utilizza disabili, senza fissa dimora, bimbi (anche di 6-8 anni) e mogli schiave come kamikaze: attingendo sia dai paesi poveri, sia dall’Europa (in aggiunta, potete leggere sullo Spiegel le punizioni terribili previste dalla legge dei jihadisti e gli altri orrori della vita quotidiana sotto il califfato).
  8. Per evitare la diffusione del virus ebola, in Sierra Leone è necessario seppellire tutti i cadaveri entro 24 ore in un luogo autorizzato e con l’aiuto di un team di esperti. Ma con la diminuzione di nuovi casi di malattia, i più ricchi e potenti hanno ricominciato con le sepolture tradizionali – mettendo a rischio il resto della popolazione.
  9. “There are two fundamental forces at work here: one is the loss of leverage, with more aspiring journalists than there are jobs and an environment in which content is becoming increasingly commoditized. The other is a shift in identity, with a generation of younger workers less familiar with unions who’ve built personal brands that they can transfer to other media companies”. Un’interessante analisi sulla difficoltà o impossibilità da parte dei giornalisti digitali a creare unioni sindacali e fronti comuni.
  10. In un suo saggio del 2003, Jesse Browner ha scritto una frase (non particolarmente originale o brillante) sui pasti condivisi con altre persone. Sorprendentemente la frase è diventata virale, spargendosi un po’ ovunque sul web. Come mai?
  11. Kari Leibowitz ha passato un anno a Tromsø, in Norvegia, dove l’inverno è lunghissimo e quasi senza luce. Eppure, i tassi di depressione sono molto bassi e la vita durante questa stagione è tutt’altro che spiacevole.
  12. Il primo luglio 2015 il cantautore americano Sufjan Stevens ha compiuto quarant’anni: sul Post c’è una rassegna ragionata e commentata di alcune sue canzoni.
  13. La situazione (e i costi sociali) dell’obesità in Italia in uno studio presentato di recente a Roma: il 10 per cento della nostra popolazione è obeso, il 40 per cento è in sovrappeso e le proiezioni per i prossimi quindici anni sono piuttosto sconfortanti.
  14. “The disproportion between the size of the question proposed, and the simplicity of the pretended answer, is the primary marketing hook”. Sam Leith sulla diffusione della non-fiction superficiale: libri che sembrano (o sono) articoli allungati su temi terribilmente semplificati – qual è la chiave della vita sulla Terra, qual è l’equazione che ha cambiato il mondo, quali sono le sei idee che hanno creato la modernità eccetera.

Correzione 6 luglio 2015
Nella versione precedente di questo articolo avevamo scritto che Per la prima volta in vent’anni, il numero di italiani residenti all’estero supera quello degli immigrati residenti in Italia.

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