20 febbraio 2021 13:28

Mogwai, To the bin my friend, tonight we vacate the earth
Una delle tante cose belle della fine della pandemia sarà potersi gustare di nuovo esperienze come un concerto dei Mogwai, con quel muro di suono, quei momenti di quiete apparente che attraversano i loro brani e spesso preannunciano improvvise esplosioni sonore. Ascoltando il decimo album della band scozzese, As the love continues, tutte queste sensazioni tornano in mente in un colpo solo.

Prendete il primo pezzo del disco, To the bin my friend, tonight we vacate the earth: parte lento, guidato da una melodia di pianoforte, e poi decolla con un intreccio tra chitarre e sintetizzatori, come la colonna sonora di un film immaginario. Oppure ascoltate il brano finale, It’s what I want to do, mum, innescato da un lento arpeggio di chitarra e anch’esso destinato a un grande crescendo.

Altrove prevale l’elettronica, come in Dry fantasy, oppure il pop, nel singolo Richie Sacramento, cantato dal polistrumentista Stuart Braithwaite. A tratti c’è spazio perfino per il post grunge (Drive the nail). As the love continues è un piccolo Bignami di tutte le anime dei Mogwai. Gli anni passano, ma la loro ispirazione continua, come l’amore citato nel titolo del disco.


Massimo Pericolo, Bugie
Alessandro Vanetti, in arte Massimo Pericolo, è un fuoriclasse del rap italiano. Ha attitudine, scrive testi brillanti e provocatori e ha alle spalle un producer di alto livello come Crookers. Il nuovo singolo Bugie – nel quale affronta temi come l’ipocrisia, gli equivoci del successo, i social network, il carcere (vissuto di persona) e il difficile rapporto con suo padre – è il solito pugno nello stomaco ma è soprattutto un ottimo pezzo, nel quale mostra una nuova maturità compositiva. C’è chi, come Patrizio Ruviglioni su Rolling Stone, lo definisce addirittura “un cantautore”, per la capacità di fotografare la realtà e di fare domande scomode.

Ci sono vari versi di Bugie da tenersi a mente, da “senza virtù si fanno figli con i vizi” a “Preferisco chi si impicca a chi riscatta un fallimento facendosi una famiglia”, fino a “Una puttana le ha prese da un albanese / però lavora in strada per colpa del mio paese”, che fa venire in mente un capolavoro dell’hip hop italiano come Lo straniero dei Sangue Misto (nel 1994 Neffa rappava “Quando vedo il tunisino all’angolo che spaccia / la nera presa a schiaffi dal magnaccia / io so che è tutto made in Italy, perciò / non chiedermi se canto Forza Italia o no”).

Dopo lo splendido album d’esordio Scialla semper, Massimo Pericolo conferma di non essere una meteora: già Moonlight popolare, registrata insieme a Mahmood, era convincente. Bugie è ancora meglio. Non vedo l’ora che esca il secondo disco.


Venerus, Lucy
Il cantautore milanese Venerus ha appena pubblicato il suo album d’esordio, Magica musica, prodotto da Mace. L’album raccoglie quindici pezzi e si fa apprezzare soprattutto nella seconda parte, quella aperta da Lucy, un pezzo che mescola funk in stile Daptone Records e atmosfere beatlesiane (l’omaggio a Lucy in the sky with diamonds è evidente fin dal titolo).

Tra l’altro Crookers compare anche in Magica musica, e assiste Venerus in un altro brano molto interessante, la ballata cosmica Eden. Ma anche Namasté, arricchita dalla voce del rapper Rkomi, e l’acustica Ck sono pezzi che non tutti saprebbero scrivere e suonare così. Venerus è bravo e il suo disco d’esordio è una dimostrazione del suo talento, anche se forse, se avesse tagliato qualche pezzo dalla tracklist, il risultato finale sarebbe stato migliore.


Maassai, To fly (feat. Kumbaya)
Se vi piace l’hip hop un po’ sperimentale di Earl Sweatshirt, Mavi e MIKE, apprezzerete sicuramente anche Maassai, rapper di Brooklyn che ha appena pubblicato il nuovo album With she shifts. Nove tracce, poco più di 17 minuti di durata. Un flow multiforme, che a tratti fa quasi pensare a Erykah Badu. Gran classe.


Kings of Leon, Echoing
L’ottavo album dei Kings of Leon, intitolato When you see yourself, verrà pubblicato il 5 marzo 2021 ed è stato prodotto da Markus Dravs, già al lavoro su tre dischi degli Arcade Fire (Neon Bible, The suburbs e Reflektor) e sul precedente album dei Kings of Leon, Walls, uscito nel 2016. Questo è il nuovo singolo, e non è male.


P.S. Playlist aggiornata, buon ascolto!

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