29 luglio 2021 17:57

“Per un attimo la Terra si è sbarazzata del suo uomo più ricco”, ha titolato il New York Magazine accanto alla fotografia di Jeff Bezos in tuta spaziale. Il 20 luglio il padrone di Amazon ha compiuto un volo suborbitale durato circa dieci minuti a bordo della sua navicella spaziale privata.

L’11 luglio un altro miliardario, Richard Branson, aveva fatto un volo simile. E nella gara c’è anche un terzo miliardario, Elon Musk, il padrone della Tesla. L’obiettivo è il mercato dei viaggi spaziali, un’industria rivolta a turisti facoltosi.

In realtà, spiega Paris Marx su Nbc News, la competizione è per garantirsi contratti vantaggiosi con la Nasa e il Pentagono (quindi finanziamenti pubblici) per la fornitura di servizi e tecnologie.

Vista così, la gara dei miliardari è più una costosa operazione di pubbliche relazioni che la realizzazione di un sogno personale o una conquista scientifica. Appena tornato sulla Terra, Bezos ha voluto ringraziare “ogni impiegato di Amazon e ogni cliente di Amazon perché, ragazzi, siete voi che avete pagato per tutto questo”.

Come ha giustamente osservato la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez, “sì, i lavoratori di Amazon hanno pagato con salari più bassi, il blocco dei sindacati, un posto di lavoro disumano. E i clienti hanno pagato perché Amazon danneggia le piccole imprese abusando del suo potere di mercato”.

Tra l’altro, fa notare su The Conversation Eloise Marais, docente di geografia fisica nel Regno Unito, i razzi usati per questi voli emettono cento volte più CO2 per passeggero degli aerei normali: l’industria dei viaggi spaziali rischia di avere un impatto catastrofico sull’ambiente. Anche per questo, la Terra starebbe meglio senza miliardari.

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Questo articolo è uscito sul numero 1420-1421-1422 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati