17 febbraio 2021 14:39

Nadav Eyal
Revolt
La nave di Teseo, 556 pagine,22 euro

Secondo il giornalista israeliano Nadav Eyal c’è un filo rosso che lega fenomeni che siamo abituati a considerare molto lontani tra loro: il crescere del nazionalismo nei paesi dell’occidente è legato al rafforzamento del controllo che il governo cinese opera sui suoi cittadini; l’estinzione di molte specie animali e vegetali non è separata dal fondamentalismo; il sentimento d’insicurezza che domina una gran parte della classe media mondiale è legato alla crisi delle nascite; la diffusione delle fake news alla gestione delle migrazioni e alle proteste populiste.

Il legame sta nel fallimento dell’ordine globalizzato che si è stabilito dopo la seconda guerra mondiale, un sistema politico ed economico che, pur avendo avuto il merito di migliorare le condizioni di vita di moltissime persone, ha fatto aumentare in modo esponenziale le disuguaglianze e ha scatenato la catastrofe climatica.

Alternando reportage dai luoghi in cui questi processi sono particolarmente visibili, ricordi personali di appartenente a quella “generazione x” che ha visto l’ordine sgretolarsi e studi storici e geopolitici, Eyal invita a considerare le ragioni di complottisti, rivoltosi e noglobal che, spiega, condividono molte più cose di quanto sembri. E suggerisce che l’unico modo per uscire da questa crisi delle crisi è immaginare un governo globale capace di rispondere a bisogni sempre più impellenti.

Questo articolo è uscito sul numero 1396 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati