Teatro dell’opera di Amburgo.

Corpi mobili

Teatro dell’opera di Amburgo.
25 novembre 2017 15:34

Ci sono persone che portano il loro corpo come se fosse una porcellana cinese della dinastia Ming. Ci sono persone che non sono considerate come tali perché le loro gambe non possono camminare. Ci sono persone che vivono per trasformare il loro corpo in quello di Pamela Anderson o di Jean-Claude Van Damme. E altri ancora che hanno due chihuahua che chiamano Pamela e Jean-Claude.

Alcuni portano i loro corpi come un volgare cappotto di pelle, altri come se fosse una tuta trasparente. C’è chi si veste per essere nudo e chi si spoglia per rimanere vestito. Ci sono persone che guadagnano il loro pane quotidiano oscillando il bacino e chi invece non sa nemmeno di avere delle anche. C’è chi usa il proprio corpo come una pubblica piazza, e chi lo tratta come se fosse il sacro Graal.

C’è chi considera il proprio corpo come un conto in banca, e chi come se fosse un fiume. Certe persone sono chiuse nel loro corpo come se fosse Alcatraz, per altri la libertà è quello che può fare il corpo. Alcune persone agitano la loro capigliatura al ritmo di una chitarra elettrica. Altri sperimentano le scosse elettriche prodotte direttamente dal loro sistema nervoso centrale. Alcune persone non si permettono mai di uscire dal loro consueto repertorio di gesti, altri invece si fanno pagare per uscire da questo repertorio, ma solo all’interno del campo artistico.

Corpi in forma e corpi in fuga
Ci sono corpi utilizzati socialmente come fonte di piacere, come valore di conoscenza per gli altri; altri invece assorbono il piacere, il valore e la conoscenza. Ci sono persone che non sono considerate come tali a causa del colore della loro pelle. C’è chi cammina su un tapis roulant per mantenersi in forma e chi cammina per 600 chilometri a piedi per fuggire dalla guerra. C’è chi non possiede il proprio corpo, e chi invece crede che il corpo degli animali gli appartenga, così come quello dei bambini, delle donne, dei proletari, dei non bianchi.

Alcuni pensano di essere proprietari dei loro corpi come sono proprietari del proprio appartamento. Tra di loro alcuni passano il tempo a fare dei lavori e abbellimenti, mentre altri se ne prendono cura come se fosse una riserva naturale. Ci sono persone che credono di possedere il proprio corpo come il cow-boy possiede il suo cavallo. Lo montano, lo fanno galoppare, lo accarezzano o lo picchiano, gli danno da bere e da mangiare, e lo lasciano riposare per riprenderlo il giorno dopo. Non parlano con il loro corpo, così come non parlano con il cavallo. E si sorprendono quando si rendono conto che se il cavallo muore sono incapaci di continuare da soli.

Diverse prestazioni fisiche possono essere comprate con il denaro. Altre invece sono considerate inalienabili. Alcune persone sentono che il loro corpo è completamente vuoto. Altri lo considerano come un armadio pieno di organi. Ci sono persone che lo considerano come alta tecnologia, altri come uno strumento preistorico. Per alcuni gli organi sessuali sono organici e inseparabili dal loro corpo; per altri sono molteplici, non organici e possono cambiare forma e dimensione. Alcune persone fanno funzionare il loro corpo solo a base di glucosio, sotto forma alcolica o di zuccheri a rapido assorbimento.

C’è chi ama il proprio corpo più di qualunque altra cosa, e chi ne prova una vergogna indicibile

Ci sono persone che mandano nei loro polmoni tabacco mescolato a veleno, e chi invece fa funzionare il proprio corpo senza zucchero né sale né alcol né tabacco né glutine né lattosio né ogm né colesterolo. Ci sono persone che trattano il proprio corpo come se fosse il loro schiavo, altri come se fosse il loro re. Alcune persone non sono considerate come tali perché preferiscono vivere conformemente alle convenzioni sociali della femminilità anche se la loro anatomia le identifica come maschi. Ci sono quelli che fanno tutto rapidamente ma non hanno mai il tempo per niente, e chi invece fa le cose con lentezza ed è anche capace di non fare nulla.

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Alcune persone non sono considerate come tali perché i loro occhi non possono vedere. C’è chi prende il pene degli altri nelle proprie mani fino a farlo eiaculare, e chi mette le mani nella bocca degli altri per stendere della pasta bianca nei buchi dei denti. I primi sono chiamati lavoratori illegali, gli altri professionisti qualificati.

Ci sono persone che non sono considerate come tali perché preferiscono ottenere piacere sessuale con corpi i cui organi sessuali hanno forme simili alle loro. Ci sono persone che rilassano il loro sistema nervoso prendendo ansiolitici e quelle che preferiscono meditare. Alcuni trascinano il proprio corpo come se fosse un cadavere. Alcuni corpi sono eterosessuali ma si masturbano vedendo video pornografici gay. Altri corpi non sono considerati come tali perché possiedono un cromosoma in più o in meno.

C’è chi ama il proprio corpo più di qualunque altra cosa, e chi ne prova una vergogna indicibile. C’è chi sperimenta il proprio corpo come se fosse una bomba a orologeria che non sa disinnescare. E chi ne approfitta come se fosse un gelato. Alcune persone portano degli strumenti incorporati grazie ai quali il loro cuore può battere. Altri portano nel loro petto un cuore che appartiene a qualcun altro. E altri ancora portano dentro di sé un altro corpo che sta crescendo. Possiamo allora parlare di un corpo umano come se fosse un corpo unico?

(Traduzione di Andrea De Ritis)

Questo articolo è uscito sul quotidiano francese Libération.

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