Alfio Marchini visita il quartiere Tor Sapienza di Roma, il 14 marzo 2016. (Roberto Monaldo, Lapresse)

A Roma Alfio Marchini è l’ultima scommessa di Berlusconi

Alfio Marchini visita il quartiere Tor Sapienza di Roma, il 14 marzo 2016. (Roberto Monaldo, Lapresse)
29 aprile 2016 17:22

Ha perso i capelli, la moglie, una parte del suo impero (Mediaset Premium è stata venduta a Vivendi, mentre il Milan, la sua squadra di calcio, potrebbe essere rilevato da alcuni imprenditori cinesi). Pensavamo che Silvio Berlusconi avesse ancora un po’ di fiuto, di senso politico, di logica nei ragionamenti. Niente di tutto ciò. Le elezioni municipali di Roma, il cui primo turno si svolgerà il 5 giugno, lo dimostrano.

Dopo aver candidato Guido Bertolaso, ex capo della protezione civile, il leader di Forza Italia ha deciso improvvisamente di cambiare cavallo per guidare la cosiddetta destra moderata nella battaglia per Roma. È vero che Bertolaso, inquisito più volte, non sembrava il miglior candidato in una città segnata dal caso Mafia capitale, uno degli scandali più clamorosi degli ultimi anni in Italia.

La pagina spiegazzata del berlusconismo

Ma più del senso morale sono stati i sondaggi a spingere Berlusconi a licenziare il suo candidato per dare ufficialmente il suo appoggio ad Alfio Marchini, un imprenditore che si definisce “libero dai partiti” e gode del favore dei centristi. Bertolaso non aveva mai superato il 10 per cento nelle intenzioni di voto al primo turno, molto meno della candidata dell’estrema destra, Giorgia Meloni, sostenuta dalla Lega nord. Quest’ultima raccoglierebbe all’incirca gli stessi voti del candidato di centrosinistra Roberto Giachetti e sarebbe superata solo da Virginia Raggi del Movimento 5 stelle.

Dietro a questa scelta dell’ultimo minuto, è in gioco quel che rimane della credibilità politica e dell’autorità di Silvio Berlusconi. Rifiutandosi di sostenere Meloni, che potrebbe spaventare l’elettorato centrista, l’ex cavaliere pensava di poter obbligare tutta la destra a compattarsi dietro al suo candidato e alle sue decisioni, come ha fatto per vent’anni. Ma non è andata così. Meloni, 39 anni, e Matteo Salvini, il quarantenne segretario federale della Lega nord, hanno rifiutato di piegarsi alla strategia del vecchio capo che compirà ottant’anni a settembre, decidendo di voltare la pagina spiegazzata del berlusconismo.

Così ecco l’ultima scommessa di Berlusconi: far arrivare Marchini (51 anni e arie da Alain Delon) al secondo turno, superando Meloni e Giachetti per poi affrontare (ammesso che gli ultimi sondaggi abbiano ragione) Raggi. Un’ultima vittoria dell’amor proprio o l’ultima sconfitta dell’ex premier?

(Traduzione di Federico Ferrone)

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