23 giugno 2010 00:00

1. Major Lazer & La Roux, Bulletproof (Nacey remix feat. Matt Hemerlein)

Il business della musica, al momento, è pazzariello: i La Roux, duo di electropop britannico che nel 2009 ha fatto sfracelli al debutto, consegna i propri master al duo di professori del remix, Diplo & Switch, nella loro seconda identità di sound system alla giamaicana. Loro rimaneggiano, tolgono, aggiungono ritmi, voci, musicisti e ne esce un mixtape disponibile per il download gratuito (maddecent.bandcamp.com/releases). Magari lavorano tutti per hobby; nel dubbio, scaricare subito, e portare via per l’estate danzereccia.

2. Jack Jaselli & The Great Vibes Foundation, Could you be loved

La canzone scritta da Bob Marley per mille chiringuito sulla spiaggia, strappata a Kingston e dotata di un groove a base di basso e chitarra stile Chili Peppers; rimasticata da un anglofilo filosofo milanese. È l’unica cover dell’album It’s gonna be rude, funky, hard. Correttamente, per un’energetica rivisitazione dello stradario rock e black. Come un Lenny Kravitz alle prese con il paradosso di porta Lodovica: seguendo le vecchie vie, a volte si arriva in luoghi appena più nuovi, e più freschi.

3. Clinton Fearon, Better days

Per ogni Jamaica jam genuina ci vuole anche un kingstoniano vero, con la tromba in mano e una nonchalance leonina nella voce, come questo sgarrupato quasisessantenne, reduce dai gloriosi Gladiators, dove era solo un ragazzo del coro, poi scappato a Seattle a farsi le musiche sue. Da cui, di recente, l’album Mi deh yah, ruvido diamante roots che non incanterà nessuno per originalità. Ma quel canto reggae che a seconda dei momenti sa essere rabbia e preghiera, speranza o pura pigrizia caraibica, dove trovarlo se non in un vecchio satanasso così?

Internazionale, numero 852, 25 giugno 2010