L’Italia secondo il rapporto dell’Istat

Lavoro, ripresa, pil: il Rapporto annuale 2015 dell’Istat mette in fila le ragioni di un cauto ottimismo ma chiede che il sud d’Italia entri nell’agenda politica del governo

Ecco i lavori più richiesti in Italia secondo l’Istat

20 maggio 2015 15:17

Studiate linguaggio dei software o fisioterapia, se volete avere qualche chance in più. Ma imparate anche a gestire un hotel, i segreti della saldatura elettrica, la gestione del tempo, ad accogliere i turisti e a guidare un trattore. Conferme e sorprese, nella classifica delle 70 professioni “vincenti” fatta dall’Istat. Che, dati alla mano, ha studiato l’andamento delle professioni, raggruppate in 508 categorie, dal 2011 al 2014: anni nei quali nel complesso l’occupazione è scesa di 319mila unità, ma il lavoro nel gruppo delle “vincenti” è aumentato di 1,4 milioni di occupati. Si tratta di lavori ad alta come a bassa specializzazione, di nuovissimo conio o ottocenteschi. Eccoli, nella classificazione dell’Istat che li divide in quattro gruppi:

Professioni specializzate tecniche (12 professioni, 632mila occupati). Sono soprattutto in ambito tecnologico e scientifico, con elevato livello di istruzione e forti competenze tecnico-meccaniche. Le principali: responsabili della produzione industriale, analisti e progettisti di software, imprenditori e tecnici della gestione di cantieri edili e di servizi, specialisti di saldatura elettrica, esercenti nelle attività ricettive.

Professioni specializzate non tecniche (22 professioni, 2,1 milioni di occupati). Anche queste richiedono una buona preparazione intellettuale, ma con scarse competenze tecnologiche. Comprendono professioni sanitarie come fisioterapia e riabilitazione; specialisti nei rapporti con il mercato; addetti alla logistica, nella gestione del trasporto delle merci; contabili; addetti alla vendita e alla distribuzione; professori delle scuole medie; capotreni e capostazioni; farmacisti; educatori.

Professioni tecniche operative (16 professioni, 890mila occupati): mestieri di carattere manuale, ma che richiedono competenze nell’uso di attrezzature. Esercenti nella ristorazione, agricoltori e operai agricoli, manutenzione del verde, costruttori di determinati utensili, odontotecnici, assemblatori di apparecchiature elettroniche, cuochi in alberghi e ristoranti, allevatori.

Professioni elementari (20 professioni, 2,9 milioni di occupati). Richiedono un livello di preparazione complessivamente basso. I principali esempi: badanti, servizi di pulizia di uffici e negozi, magazzinieri, livelli esecutivi nei servizi sanitari e sociali, addetti alle mense, custodi, camerieri, cassieri, autisti.

Confrontate con il totale delle professioni, le “vincenti” vedono una quota superiore di donne, di stranieri e – sia pur di poco – di laureati.

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Claudia Grisanti
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