Roberta Carlini

È giornalista e saggista. Si occupa di economia, lavoro, politica, società, questioni di genere. È stata condirettrice di Pagina99 e, dal 1999 al 2005, vicedirettrice del quotidiano il manifesto. Ha contribuito a far nascere e diretto ingenere.it ed è cofondatrice di sbilanciamoci.info. Il suo ultimo libro è Come siamo cambiati. Gli italiani e la crisi (Laterza 2015). È su Twitter: @robertacarlini

Roma ha un problema con gli asili nido

Nel 2017 le domande d’iscrizione sono state 4.725 in meno rispetto a quattro anni fa. I problemi riguardano le rette e le scelte politiche fatte finora. Leggi

La trappola della povertà da cui l’Italia non riesce a uscire

L’Italia è in testa in Europa per il rischio povertà, ma le contromisure finora sono fallite. Ecco cosa c’è che non va. Leggi

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Perché le donne continuano a guadagnare meno degli uomini

Il gender pay gap, il differenziale retributivo di genere, è una realtà che resiste al tempo, riducendosi molto più lentamente di tutti gli altri divari tra uomini e donne (in lavoro, istruzione, presenza nelle istituzioni e nei posti di potere). E in molti posti si è riaperto in conseguenza della crisi economica. Leggi

Cosa vuole la lobby delle università telematiche dal senato 

Le università telematiche italiane sono unite contro l’ultimo atto della ex ministra Stefania Giannini, che gli ha imposto di rispettare il rapporto tra il numero di studenti e quello dei professori. La pattuglia favorevole alle telematiche è formata da rappresentanti di tutto il parlamento. Una sintonia rara quando si tratta di altre vicende legate all’istruzione. Leggi

Alla protezione civile non servono nuove regole ma più controlli

Si può dire, che a ogni inizio decennio lo stato italiano ha visto in modo diverso il concetto di protezione, tant’è che lo stesso campo d’azione della protezione civile si è allargato e ristretto come una fisarmonica, dal 1992, anno della sua istituzione, alla “riforma storica” che ha cominciato il suo iter parlamentare nel 2015. Leggi

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Tibex, sardex e le altre monete alternative che hanno sempre più successo in Italia

Un ristoratore siciliano, un imprenditore di sistemi antincendio, una consulente d’azienda, un pasticciere, uno che fa formazione professionale, una giovane pubblicitaria, un ottico… metti una sera a cena con persone che mai avrebbero pensato di trovarsi insieme, per piacere o per affari. E che adesso hanno in comune una moneta che non c’è: a Roma si chiama tibex, e cerca di imitare le gesta del più famoso sardex, l’enfant prodige delle monete complementari. Leggi

È giusto usare soldi pubblici per salvare i risparmiatori che si sono fidati delle banche?

Ci sono due atteggiamenti opposti, riguardo alla recente crisi delle banche e all’intervento pubblico del governo italiano nel Monte dei Paschi di Siena. Il primo risponde allo slogan: “Non con i nostri soldi” e contesta che si aprano i cordoni della spesa pubblica per salvare le banche. Il secondo invece è: “Giù le mani dal risparmio” e invoca a gran voce la protezione dei risparmiatori che sono o rischiano di diventare vittime dei guai degli istituti a cui hanno affidato, in vari modi, i loro soldi. Leggi

Il salvataggio del Monte dei Paschi lascia più dubbi che certezze

Per salvare la banca toscana alla fine è dovuto intervenire lo stato. Ma la politica è sempre stata nel palazzo, dalla creazione dell’istituto che doveva finanziare l’attività dei pascoli della zona (i “paschi”) ai tempi recenti. La finanza facile della fine del secolo scorso ha portato solo a pericolose avventure per i risparmiatori, mentre servirebbe soprattutto una maggiore vigilanza. Leggi

Il voto dei metalmeccanici sul nuovo contratto riguarda tutti i lavoratori

L’ultima volta che i metalmeccanici hanno firmato un contratto unitario, nelle loro fabbriche c’erano trecentomila occupati e un quarto di produzione in più, e 185mila ore di cassa integrazione in meno. Queste tre cifre da sole già danno la principale novità del contratto nazionale dei metalmeccanici: il fatto stesso che ci sia il contratto. Che è sottoposto al voto in fabbrica fino al 21 dicembre. Leggi

Per Matera capitale della cultura comincia la corsa contro il tempo

Trecentosessantacinque giorni per farlo, mezz’ora per distruggerlo. La storia del carro della Madonna della Bruna di Matera è una metafora perfino troppo perfetta di quello che è successo alla città che è partita con una lunga rincorsa per costruire la sua candidatura a capitale europea della cultura per il 2019, l’ha conquistata e festeggiata e poi l’ha smontata, bocciandola di fatto nel voto amministrativo. Leggi

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Il governo in soccorso di Mediaset o Mediaset in soccorso del governo?

L’avvocato Niccolò Ghedini che si affida alla magistratura. Silvio Berlusconi che incita a “resistere, resistere, resistere”. Il governo che corteggia gli emiri del Qatar e rifiuta i capitalisti europei. Paradossi, involontaria comicità e vendette della storia permetterebbero di raccontare la vicenda Bolloré-Mediaset come una commedia all’italiana. Ma non c’è niente da ridere. Leggi

Quanto ha pesato la disoccupazione sul risultato del referendum

Dopo l’esito del referendum costituzionale, è importante guardare da vicino i dati sulla distribuzione del voto e la loro correlazione con quelli economici e sociali: non sempre netta e prevedibile, e a volte sorprendente. Ma utile per provare a capire cos’è successo invece di inveire contro chi non ha capito niente, sport molto praticato da tutti e due gli schieramenti. Leggi

I mercati non votano 

I mercati non si sono spaventati per la vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti, ma temono come la peste il fatto che in Italia la costituzione resti così com’è. Questa è la situazione, stando ai commenti, alle previsioni, alle analisi autorevoli sui mezzi d’informazione. Leggi

Lavorare invecchia, soprattutto in Italia

Al contrario di altri paesi europei, in Italia le fasce d’età più avanzate sono le sole nelle quali l’occupazione cresce. È come un esercito senza rimpiazzi. Siamo in testa nella classifica dei paesi più “maturi”, quanto a età della sua forza lavoro. Con giganteschi problemi e contraddizioni. Come quelle che emergono tra opposte rivendicazioni: intere categorie che si battono per avere l’anticipo della pensione, e altre che lottano per non andarci. Leggi

Legge di stabilità, i giovani possono attendere

Il giovane Renzi si trasforma da rottamatore in benefattore di anziani? A leggere quel che già si sa della manovra 2017, sì. Ma per valutarne l’equità dal punto di vista della solidarietà tra le generazioni, è bene allargare un po’ il campo a quel che è successo alla distribuzione del reddito e del benessere negli ultimi anni. E alle ultime manovre. Leggi

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Nella chiesa divisa sull’accoglienza ai migranti

“Eh sì, il papa piace, il papa parla dritto al cuore, tutti sono per il papa. Ma poi, quando parla di immigrati…”. Don Beppe Gobbo lascia la frase a metà. È in prima fila, don Beppe, con molti altri. Quelli che, la domenica in cui sono caduti alcuni muri europei e papa Francesco ha invitato ogni parrocchia a prendersi una famiglia di profughi, hanno esultato per il sostegno ricevuto con quell’invito. Leggi

La scuola ricomincia tra confusione e mezze rivoluzioni

I circa otto milioni di studenti che nei prossimi giorni metteranno piede nelle quarantamila scuole statali italiane non troveranno ad attenderli grandi novità. E non solo perché la riforma non ha scelto di incidere su programmi, ordinamenti, organizzazione dell’istruzione. Ma anche perché di fatto entrerà in vigore solo nel 2016, cioè con l’inizio del prossimo anno scolastico.  Leggi

Chi guadagna dall’abolizione delle tasse sulla prima casa

“Tagliare le tasse fa bene, ha un effetto positivo su chi ne beneficia se questo ritiene che l’abbattimento sia permanente”, ha detto il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan alla platea di Comunione e liberazione. La stessa davanti alla quale, il 25 agosto, il presidente del consiglio Matteo Renzi aveva ribadito la sua promessa di cancellare Imu e Tasi sulla prima casa dal 2016.  Leggi

La Buona scuola non cancella il precariato

Ventitremila maestre della scuola materna. Dai venti ai trentamila supplenti annuali. Più le migliaia di abilitati entrati in graduatoria fuori tempo massimo per mano del giudice. Senza contare le decine di migliaia di iscritti alle liste d’attesa d’istituto. È abbastanza nutrita la schiera dei precari rimasti dopo il piano straordinario di assunzioni della Buona scuola.  Leggi

La guerra geografica della buona scuola

A tre giorni dalla chiusura delle domande per il piano straordinario di assunzioni abbinato dal governo alla riforma della scuola, è evidente nei numeri quel che era scritto nel mondo della scuola, a caratteri cubitali, da decenni: la maggior parte dei precari da assumere sta al sud, mentre gli insegnanti servono di più al nord. E non è – stavolta – colpa di Renzi. Leggi

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