Italieni

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Miami Beach è un surreale frullato di banalità

04 luglio 2016 20:21


Miami Beach
Di Carlo Vanzina. Con Ricky Memphis, Max Tortora, Paola Minaccioni, Giampaolo Morelli. Italia, 2016, 88’

Sarebbe difficile pensare a una cornice più adatta di Miami per raccontare (se proprio c’era la necessità di farlo) la storia di tre adolescenti e dei loro genitori che fanno un viaggio dopo gli esami di maturità. Miami è una meta desiderata sia dai genitori sia dai figli e, nonostante ciò, in questo frullato cinematografico la città finisce per essere praticamente invisibile. Una diciassettenne in fuga, il tipico immobiliarista seducente e, tanto per (non) cambiare, l’ineluttabile confronto tra Roma e Milano fatto dei consueti stereotipi, sono alcuni degli elementi di Miami Beach e non tradiscono le aspettative, garantendo una commedia romantica mediocre.

Lontani anni, e chilometri, dal più riuscito South Kensington, i fratelli Vanzina cercano di darsi un tono all’americana che purtroppo risulta troppo vecchio, forzato e soprattutto ha l’aria di una formula riciclata, con fiumi di citazioni che riescono con molta fatica a spingersi oltre la soglia del banale. Si comportano bene gli attori, chi più chi meno, nonostante le battute scontate che si ritrovano a recitare. Presto quella che sembra un’amara sensazione diventa la certezza di una pellicola in cui sembrano essere stati investiti solo un po’ di soldi, anziché talento o creatività.

Questo articolo è stato pubblicato il 1 luglio 2016 a pagina 70 di Internazionale, nella rubrica Italieni. Compra questo numero | Abbonati

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