01 settembre 2021 16:32

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Ciao! Sono un eterosessuale! Dopo trent’anni di matrimonio, mia moglie mi ha detto di essere lesbica. Abbiamo dei figli e ci vogliamo bene, motivo per cui abbiamo deciso di non divorziare. Abbiamo visto qualche psicologo e ci hanno tutti costretto a divorziare, anche se noi non vogliamo. Siamo convinti che la coppia aperta potrebbe soddisfare entrambi. E comunque ho sempre voluto fare sesso a tre! Abbiamo letto un po’ di libri sulla coppia aperta, e secondo noi può funzionare. In più sappiamo che come noi esistono altre coppie, e quindi è possibile! Il divorzio non è in programma. Le mie domande sono:

1. È normale che gli psicologi costringano due a divorziare anche se non vogliono?

2. Le coppie aperte possono essere splendide coppie?

–Shrinks Hereabouts Revel In Not Knowing Shit

Ciao! Sono gay! Ecco le mie risposte:

  1. Calma. Solo tua moglie può costringerti a divorziare, SHRINKS, e siete ancora sposati. Il che vuol dire che nessuno vi ha costretto a far niente. E anche se non definirei ciò che racconti come normale, SHRINKS, per molti terapisti e consulenti di coppia preservare e proteggere la monogamia – il fatto che le coppie la osservino, e il suo status di norma intoccabile – è il dovere principale.

Non so dove tu viva, SHRINKS, ma in una grande città come la mia una coppia sposata che veda più di un terapista ne troverà almeno uno disposto ad aiutarla nella transizione alla non monogamia. C’è però un modo molto semplice per chi come voi non vuole perder tempo con chi è contro la coppia aperta e/o sessualmente retrivo, ed è chiedere al/alla professionista in questione come la pensa sulla coppia aperta prima di prendere appuntamento.

Allargando l’inquadratura: è sconcertante constatare come per tanti consulenti di coppia un matrimonio non monogamo – o che deve diventarlo per preservare la felicità di entrambi – non vada salvato. Il pregiudizio contro le relazioni non monogame è così insidioso che perfino chi di mestiere aiuta le coppie intenzionate a rimanere insieme a capire come farlo le esorta a divorziare, pur di non considerare la monogamia.

E adesso veniamo al sesso a tre.

Tua moglie ti ha detto che è lesbica, SHRINKS, non bisessuale: ne consegue che non ti aspettano tanti bei terzetti. Se anche fosse bisessuale, SHRINKS, non significa che hai vinto la lotteria della fica e d’ora in poi farai tanto sesso a tre. O che ne farai in assoluto. Magari tu e tua moglie ne avete parlato, e a lei va di fare sesso con te anche se è lesbica – magari se la sente e/o è riesce a chiudere un occhio sul tuo uccello, e non vede l’ora di farlo a tre con te e una futura fidanzata – ma se non te l’ha detto lei, SHRINKS, è meglio che abbassi le aspettative e di molto. E se non te l’ha detto lei, e tu intanto ripetevi tutto emozionato ai terapisti che non vedevi l’ora di fare tanto sesso a tre ora che tua moglie era lesbica, SHRINKS, è possibile che i terapisti vi abbiano incitato a divorziare perché tua moglie, seduta accanto, segnalava panico con gli occhi.

  1. Le coppie aperte possono eccome essere splendide! E anche uno schifo! Se sei felice e tua moglie è felice e le sue future fidanzate e/o vostre terze sono felici, benissimo così. Ma se tu e/o tua moglie una volta aperta la coppia siete infelici, SHRINKS, dovrete chiuderla di nuovo o accettare il consiglio dei terapisti e darci un taglio.
Francesca Ghermandi

Sono una 36enne inglese che attualmente risiede in Medio Oriente. Sto frequentando un mio coetaneo, anche lui dell’Europa occidentale. È un rapporto all’inizio e cominciamo appena a conoscerci, ma siamo molto legati. Lui però è riuscito a venirmi dentro solo una volta. È un uomo sano e in forma, che fa esercizio, senza problemi di salute__. Ma allora perché una volta su due perde l’erezione, e quando non la perde deve “finire da solo”? Dice che non sa perché gli succede, ma che forse è perché quando è dentro di me “pensa troppo” per riuscire a venire, ed è spesso quello a fargli perdere l’erezione. Ti dicevo che viviamo in Medio Oriente perché qui per noi, non essendo sposati, rivolgerci a un professionista è impossibile. Io cerco di rassicurarlo, prolungo i preliminari, parliamo apertamente di cosa ci piace nel sesso, ma non serve. Devo dargli tempo? Ci sono sex toys che possono aiutare? Dovrei consigliargli di vedere uno psicologo quando torna a casa per le vacanze? La sua frustrazione aumenta a ogni tentativo fallito, e io mi sento impotente.

–Having A Realistic Discussion On Needs

Quel che ti dico ti sembrerà strano, HARDON, ma tu e il tuo fidanzato dovete guardare qualche porno gay (se non è troppo rischioso farlo dove vivete al momento). Anche nel porno gay tanti attivi “finiscono da soli”. Per un po’ – a volte un bel po’ – l’attivo scopa il passivo, dopodiché si sfila e viene masturbandosi. Ci sono attivi che a volte lo sfilano, se lo menano un po’ e poi lo rimettono. Il tuo fidanzato al momento pensa di deluderti facendo una cosa che nei porno gay sembra piacere quasi a tutti – menarselo tra una penetrazione e l’altra, e a volte “finire da soli” – e lo pensa perché glielo hai messo in testa tu, HARDON, o già ci pensava e tu gliel’hai confermato. Come puoi aiutarlo? Smettendola di trattare il funzionamento del suo cazzo come una patologia. Digli che va bene: che il sesso funziona anche se ogni tanto, mentre lo fate, lui ha voglia di masturbarsi; che funziona anche se preferisce “finire da solo”, come tutti i pornoattori gay e tante donne; e che va bene anche se per qualche ragione – compreso l’ammosciamento – preferisce evitare il rapporto vaginale e piuttosto leccartela. Alleggerisci la pressione sul suo cazzo, e vedrai che il cazzo risponderà.

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Dopo dieci anni di astinenza ho cominciato una storia esclusivamente sessuale con un uomo molto più giovane. È adorabile. E siamo d’accordo: senza impegno. È la prima volta che faccio sesso così a lungo con un quasi sconosciuto. Sono due mesi. È anche la prima volta che parlo dei miei desideri sessuali chiaramente. E questo è un bene. Niente dipendenze possessive, più libertà eccetera. Ma avendo più tempo a disposizione, e una tendenza a fantasticare, ha cominciato a seccarmi il fatto di doverci sempre basare sui suoi impegni__. Comprensibile: lavora e ha la custodia condivisa con l’ex, ed è più giovane di me. Razionalmente lo so e lo accetto, ma devo riconciliarmi con i limiti. Il sesso mi piace molto. Ed è quello che voglio.

–Somehow This Resentment Is Not Good

Secondo me devi chiederti perché vuoi sabotare una bella cosa. Ci sono limiti che hai posto tu a questo rapporto (nessun impegno, il sesso che ti piace) per motivi che immagino essere emotivi, STRING, e ce ne sono che ha posto lui (quando ha i figli no, quando lavora no) per ragioni puramente logistiche. Se quel decennio di astinenza e l’avversione per le dipendenze possessive erano una reazione a esperienze negative avute con altri partner - uomini invadenti o violenti - allora forse stai reagendo ai limiti di cui il tuo partner necessita come se tentasse di controllarti, forse perché così facevano gli altri. In realtà non è ovviamente lui a controllarti, ma fattori su cui a sua volta non ha controllo. Quando ti infastidisce, STRING, guardati allo specchio e ripeti: “Questa reazione, anche se comprensibile per i miei trascorsi e potenzialmente utile, in questo caso è un po’ irrazionale, oltre che ingiusta nei suoi confronti, e non lascerò che mi porti via del bel sesso con una persona che mi piace”. Tutte le volte che serve.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.