01 dicembre 2021 16:32

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Mio marito (maschio etero di 42 anni) e io (femmina bisessuale di 38) finora siamo stati una coppia chiusa, ma con una fantasia molto vivace. Stiamo insieme da quasi quattro anni, e in passato abbiamo entrambi avuto la nostra dose di partner (occasionali e più stabili). Durante il sesso ci piace parlare delle fantasie che facciamo su altre persone, che siano reali (ex partner) o immaginarie (il bellissimo istruttore di surf che ho avuto durante un viaggio). Una volta, mentre mio marito me la leccava, gli ho chiesto di raccontarmi delle altre fiche che si era goduto in passato, e lui ha citato una delle sue ex – con cui si è lasciato dieci anni prima che ci conoscessimo – dicendo che in seguito gli era capitato di pensare a lei mentre la leccava e/o scopava con altre, me compresa. La cosa mi ha eccitato. Parecchio__. Ho cominciato a tirare in ballo questa donna mentre scopavamo, gli ho chiesto di raccontarmi di più, fantasticando di conoscerla e di leccare quella fica che gli era piaciuta così tanto. Come altri ex partner, anche lei è entrata a far parte del filmino mentale/verbale a cui a volte ricorriamo facendo sesso.

Poi un giorno, parlando di tutt’altro, salta fuori che erano fidanzati ufficialmente, che il motivo della rottura è che non sono riusciti a far funzionare il rapporto a distanza dopo che lui si è trasferito nel paese dove viviamo, e che per superare quella relazione gli ci sono voluti anni. Mi è sceso tutto. Non solo, adesso mi sento pure a disagio al pensiero di tutte le volte che l’abbiamo introdotta nelle nostre fantasie. Non che lui abbia fatto niente di male – non gli ho mai chiesto esattamente quanto fosse seria la loro storia, né perché fosse finita – ma non riesco a scacciare la sensazione irrazionale che la sua sia stata un’omissione. Anche a me a volte capita di pensare a esperienze passate, quando mi masturbo o faccio sesso, ma mai con gente a cui sono stata legata in modo stabile, né agli uomini con cui ho convissuto, sono stata sposata oppure ho avuto un figlio. Sono esperienze emotivamente troppo intense per mescolarle alla mia vita sessuale di oggi in modo sano e distaccato. So che mio marito può elaborare e sentire le cose diversamente, ma non riesco a non considerare il suo comportamento come l’equivalente di me se durante il sesso pensassi al mio ex marito__: non l’ho mai fatto, e mi metterebbe un casino a disagio anche solo pensarlo. Non mi sento minacciata dalla sua ex – non sono in contatto e vive in un altro emisfero – in più gli credo quando dice di non avere strascichi significativi con nessuna delle sue ex, lei compresa. Ma sapere che è stata una delle donne più importanti della sua vita mi fa sembrare le fantasie che la riguardano – espresse ad alta voce, con me – un po’ “stonate”. E adesso ho questa sensazione non solo su di lei, ma sul passato di mio marito in generale. Come me ne libero? Hai qualche idea?

–Turned On Turns Into Turn Off

Se pensare al passato di tuo marito e parlarne non ti eccita più, TOTITO, smetti di pensarci e di parlarne. Se invece vuoi tornare a goderti con lui quelle fantasie – i discorsi zozzi sulle persone con cui siete stati – devi provare a ragionare con te stessa.

Facciamo un tentativo.

Allora, tuo marito doveva sposarsi con questa donna e presumibilmente hanno convissuto per un po’, ma per qualche ragione il suo rapporto con lei soddisfa solo uno dei tuoi tre (un po’ arbitrari) requisiti per stabilire a quali fiche non sia il caso di pensare mentre fai sesso con tuo marito. Ok, era una relazione seria, ma alla fine non si sono sposati, né hanno avuto figli. Non solo: se avessero voluto stare insieme, avrebbero trovato un modo nonostante la distanza. Se lei avesse voluto rimanere con tuo marito più di quanto volesse rimanere nel paese dove viveva quando si sono lasciati, avrebbe potuto sposarlo e trasferirsi all’estero. Allo stesso modo, se tuo marito avesse voluto rimanere con lei più di quanto volesse rimanere dove viveva quando si sono lasciati, avrebbe potuto sposarla e trasferirsi a sua volta. Nessuno dei due ha fatto questa scelta, TOTITO, e immagino che il motivo, per entrambi, fosse che era sì una storia seria, ma non tanto quanto suggerirebbe quel “fidanzati ufficialmente”. Sì, certo: uno dei due deve averlo proposto (probabilmente tuo marito), e l’altra deve aver detto di sì (probabilmente la sua ex). Ma le parole costano poco, e “fidanzati ufficialmente” sono appunto solo parole. Era una promessa, e anche seria, ma alla fine una promessa al vento.

E adesso, visto che oggi mi sento ardito, voglio azzardare un paio di conti.

Dici che sei stata con tuo marito, che ha 42 anni, per quattro anni. Con la sua ex futura moglie è finita dieci anni prima che vi conosceste. Il che significa che tuo marito, quando il fidanzamento è stato annullato, doveva averne 28 al massimo. Ipotizzando che siano stati insieme per qualche anno, quando si sono conosciuti ne aveva quanti, sui 25? Ne consegue che, quando tuo marito le ha chiesto di sposarlo, la sua corteccia prefrontale – ovvero la parte del cervello deputata alle funzioni esecutive come le decisioni, i programmi a lungo termine e i ragionamenti complessi – non aveva neppure finito di formarsi.

Insomma hai davanti una scelta. Puoi attribuire a quel fidanzamento ufficiale un grande significato, oppure considerare le informazioni comprovate – il fatto che entrambi abbiano preferito il posto in cui vivevano alla relazione, l’età che avevano quando si sono fidanzati ufficialmente – e considerare il loro rapporto assai meno significativo di quanto l’espressione “fidanzati ufficialmente” lascerebbe intendere.

Detto tutto ciò, se sentir parlare delle fiche passate di tuo marito attualmente non giova alla tua fica, digli che per il momento non vuoi più sentirne parlare. Se poi durante il sesso ti accorgi che ti mancano i discorsi zozzi, anziché parlare delle splendide scopate che vi siete fatti con altre persone in passato, TOTITO, provate a parlare di tutte quelle che vi farete in futuro.

Francesca Ghermandi

Da qualche mese faccio sovente sesso con un mio collega (io donna bisessuale, lui uomo etero). Va tutto bene, ci piacciamo molto (ci siamo perfino detti ti amo), ma ci sono un paio di problemi. Primo: io ho 23 anni e lui 40. La differenza d’età non mi disturba e più di tanto non ci penso, ma è rilevante per tante persone a cui voglio bene. Secondo, non sono in cerca di una storia seria, perché non ero single da un pezzo e sto vivendo una sorta di “fase zoccola”, mentre lui a quanto pare vorrebbe l’esclusività. Ho già cercato di lasciarlo o rallentare il passo, ma lui attraversa un periodo nero e ha bisogno di me. Gli ho migliorato la vita, e lui le mie condizioni mentali, ma su di me esercita anche una cattiva influenza e mi ha fatto riprendere alcune brutte abitudini. Come se non bastasse, in ufficio è appena arrivato un nuovo collega, che sembra interessato a me, ed è carino, e quasi mio coetaneo. Ci intendiamo alla grande, e non mi dispiacerebbe fare un tentativo. Non so se chiudere con l’altro, né come farlo qualora volessi. Qualche consiglio su come sfilarsi con delicatezza?

–Pretty Horrible At Something Easy

Quando dici “sfilarsi con delicatezza”, sappi che in realtà mi stai chiedendo l’impossibile: vuoi che ti spieghi come chiudere il rapporto in modo così impercettibile che lo scaricato non se ne accorga nemmeno e non ne sia turbato. Sorry, PHASE, ma un modo per chiudere con il collega che ti stai scopando per cominciare a scoparti il collega che preferiresti scoparti senza che l’attualmente scopato scopra di essere stato scaricato perché potessi scoparti un altro collega non esiste. Se a opporsi alla relazione per la differenza di età fossero solo i tuoi parenti, ti esorterei a rimanere con lui. Ma tu vuoi chiudere, e il rapporto non è sano (non specifichi quali siano le brutte abitudini che ti ha fatto riprendere, PHASE, ma immagino non si tratti di parcheggiare in doppia fila o mettersi le dita nel naso). Non puoi rimanere con lui solo perché ha bisogno di te.

P.S. Dovrei dirti che non si scopa con i colleghi – sta scritto qui, nella mia spiegazzatissima copia di Rubriche di consigli per principianti – ma non lo farò perché quel treno è già partito, ha deragliato ed è volato in un burrone.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.