21 dicembre 2022 19:35

Quando mi sono fidanzato con mia moglie, ho cercato di sfiorare la questione del cuckolding, ma non è andata bene. Per introdurre l’argomento le ho detto che non ritenevo la monogamia fondamentale, ed è rimasta turbata. Ha pensato che volessi fare sesso con altre donne. Non è così. L’ho rassicurata al riguardo e ho lasciato perdere il discorso, ma lei ancora non mi crede. Ogni volta che si sente insicura, tira fuori quella conversazione di cinque anni fa. Io non ti conosco e qui c’è l’anonimato, per cui non ho motivo di mentire: non voglio fare sesso con donne che non siano mia moglie. Voglio che lei faccia sesso con altri uomini. Voglio essere il suo cuckold. Voglio che mi tradisca. In rete ho visto uomini sposati che fanno la vita dei miei sogni (se le cose che pubblicano sulle loro esperienze di cuckold sono vere). L’idea che certi uomini abbiano ciò che io vorrei mi deprime. Come hanno fatto? E io come faccio? Mi azzardo a parlare di nuovo di monogamia?

Difficulties Renegotiating Expectations Around Monogamy

Sono andato su Twitter – forse per l’ultima volta – a cercare uno degli uomini di cui parli, DREAM, uno di quelli che fanno la vita dei tuoi sogni e ne pubblicano le prove sui loro social media. Su Twitter si chiama @CyclicCycle, DREAM, mentre sua moglie è @Miss_On_Top. Lui è riuscito a ottenere ciò che tu vorresti. Come ha fatto? E tu come puoi fare?

“Risposta sintetica: con un sacco di comunicazione, letture, podcast e pazienza”, risponde Cycle.

Cycle non è mai stato geloso. Semmai il contrario. “Anche prima che il cuckolding entrasse a far parte del mio vocabolario mentale”, spiega, “mi ha sempre eccitato molto che altri uomini ci provassero con la mia ragazza, le offrissero da bere, eccetera”.

Un bel giorno Cycle ha conosciuto la donna che sarebbe diventata sua moglie, e pur essendo la loro vita sessuale variegata e fantasiosa, non sempre il cuckolding ne ha fatto parte. Ma quando Cycle ha deciso di affrontare l’argomento, DREAM, è stato sincero ed esplicito. Per dirla in altri termini, DREAM, non ha commesso il tuo stesso errore. Non ha parlato di monogamia in generale, ma del suo nascente interesse per il cuckolding in particolare. Non ha sfiorato la questione, l’ha presa di petto.

“Va detto che, con il tipo di sessualità che avevamo, il passo per arrivare al cuckolding non è stato troppo lungo”, prosegue Cycle. “E anche se credo che inizialmente sia stato utile viverlo più come una variante sessuale che come alternativa alla monogamia, questo non significa che siamo passati da zero a cento in un secondo”.

Allargando l’inquadratura…

Quando guardi i social network degli uomini che vivono felicemente il loro cuckolding – quando ti fai le seghe guardandoli – devi ricordarti che quelli che vedi per primi sono i post più recenti. Nel senso che vedi il punto di arrivo, DREAM, non quello di partenza.

Stringendo l’inquadratura…

Hai esordito parlando di non monogamia anziché di cuckolding, e non si sa come pensavi che fosse tua moglie a portarti da zero a cento, ovvero che ti sentisse pronunciare le parole “non monogamia” e, anziché pensare ciò che quasi tutti penserebbero sentendo il partner affrontare l’argomento “non monogamia” (“Vuole scopare con altre!”), tu, DREAM, speravi o che tua moglie avesse una reazione così positiva da permetterti di deviare sul tuo kink non monogamico (“Voglio che tu scopi con altri!”) o addirittura che traesse la conclusione opposta a quella più probabile (“Vuole che io scopi con altri!?!”). E devi sapere che 1. non è così che funziona, e 2. non è l’approccio giusto.

“Ricordo di aver discusso con mia moglie la possibilità di stabilire regole nostre, e di mettere a punto una nostra dinamica à la carte”, dice Cycle, “cosa che l’ha rassicurata molto. Non ha guastato anche il fatto che la castità facesse già parte del nostro repertorio sessuale. Col tempo ci siamo avvicinati a una dinamica Flr/cuckolding più tradizionale, ma lasciando che le cose si evolvessero naturalmente” (Flr = “rapporto di coppia a guida femminile”.)

La moglie di Cycle aveva molti dubbi sul fatto di aprire la coppia, DREAM, anche se l’apertura - come desiderato da Cycle - avrebbe riguardato solo lei. Hanno quindi cominciato lentamente, giocando a fantasticare e parlando delle loro fantasie, per poi affrontare una serie di “primi appuntamenti” a basso impegno/cuor leggero/piccoli passi con altri uomini. Solo quando entrambi si sono sentiti a proprio agio nella dimensione teorica del cuckolding sono passati a quella pratica, ossia i rapporti sessuali tra la moglie di Cycle e altri uomini.

E la questione non era solo ciò che Cycle voleva per sé, DREAM, ma ciò che Cycle voleva per sua moglie e, cosa ancor più importante, ciò che sua moglie voleva per sé.

“Quando ci siamo messi insieme, io avevo già avuto parecchie esperienze in più di mia moglie”, spiega Cycle. “Ecco perché una delle cose che desideravo più sinceramente era che lei potesse avere altri partner. Questo per dire che il cuckolding, tra noi, serve molto più a soddisfare le sue voglie, i suoi bisogni e i suoi desideri”.

Seguite Cycle su Twitter: @CyclicCycle.

Illustrazione di Francesca Ghermandi

Io e mia moglie ci conosciamo da dieci anni. Ci siamo innamorati perdutamente, abbiamo avuto una vita erotica e sessuale ricca ed esplorato insieme la non monogamia etica. L’anno scorso è cambiato qualcosa: un calo della passione che io ho erroneamente attribuito a una sua assenza di desiderio nei miei confronti. Poi mia moglie ha cominciato ad andare in terapia, cosa che ha fatto emergere il suo disturbo da dismorfismo corporeo (Ddc). In passato riusciva a tenerlo nascosto; solo ogni tanto lasciava intendere di sentirsi insoddisfatta di sé. Avevamo cominciato a frequentare insieme uno psicoterapeuta per parlare della non monogamia etica applicata al nostro rapporto, ma lei mi ha chiesto di non accennare al suo Ddc durante le sedute. Poco tempo fa ha deciso che continuare era troppo doloroso. Ne abbiamo discusso tra di noi in due occasioni, e l’ultima volta mi ha detto di voler escludere la penetrazione vaginale. Farsi vedere o toccare nuda la fa soffrire/vergognare troppo. La comunicazione di coppia approfondita non è il nostro forte, in parte per la vergogna, il dolore e il senso di colpa che il disturbo le provoca, nonché per l’effetto cumulativo di diversi suoi traumi passati. Ci amiamo moltissimo e io mi sono impegnato a essere un compagno forte e presente. Alla luce di queste poche informazioni, DAN, avresti qualche consiglio per aiutarmi a gestire le difficoltà? Non voglio peggiorare la situazione, né creare ulteriori problemi, ma rivoglio la donna che amo.

Lamenting Over Sorrowful Times

La donna che ami non l’hai persa. Fa ancora parte della tua vita e in qualche modo fate ancora sesso. O meglio, io parto dal presupposto che un po’ di sesso lo facciate ancora. Specifichi che tua moglie ha escluso la penetrazione vaginale, LOST, insieme a… be’, a qualsiasi contatto sessuale che le richieda di farsi vedere e/o toccare nuda. Così non è che rimanga molto. Ma devo supporre che qualcosa sia rimasto, LOST, per quanto poco, altrimenti avresti detto che tua moglie ha interrotto ogni contatto sessuale. Tu però non l’hai detto… e io supporrò che non sia successo… almeno per ora.

Tua moglie ha chiaramente un gran lavoro da fare in terapia, LOST, e tu puoi essere presente e al tempo stesso chiaro su ciò di cui hai bisogno/che ti aspetti/che speri per il vostro futuro insieme… un futuro in cui speri di ristabilire il legame sessuale. Se lei non se la sente di discutere i tuoi ragionevoli bisogni, le tue aspettative e le tue speranze in modo adeguato – o se vive i tuoi bisogni, le tue aspettative e le tue speranze come una forma di coercizione – forse mettere la relazione in pausa mentre lavora in terapia potrebbe giovarle.

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Perché – perché, perché, perché – i giovani maschi cis gay di oggi insistono nel chiamare il proprio culo “fica” e derivati? Ho sentito che ne parlavi nel podcast. Come donna titolare di una vera vagina, lo trovo incredibilmente offensivo e voglio che SMETTANO.

Your Assholes NOT Of Pussies’ Equal

Quand’ero un giovane maschio cis gay, YANOPE, la maggior parte dei giovani maschi cis gay respingeva – con veemenza – ogni accenno al fatto che il loro culo potesse somigliare, nella forma o nella funzione, alla vagina femminile. E in genere non volevano che il culo fosse associato ai genitali femminili perché li trovavano ripugnanti, e peggio ancora non ne facevano mistero. Oggi i giovani gay hanno un rapporto decisamente migliore con vulve e vagine – alcuni addirittura si scopano/frequentano/sposano uomini gay e bisessuali che hanno vulve e vagine – e non ne fanno mistero. Insomma, YANOPE, quel che sto dicendo è: di che morte vuoi morire? Di maschi gay cis per i quali la fica è un orrore ripugnante e che rifiutano stizziti ogni paragone e associazione? O di maschi gay cis per i quali la fica è cosa potente e meravigliosa e che sono ben felici di fare loro stessi paragoni e associazioni? A me la risposta sembra scontata.

P.S. Ho avuto modo di constatare – ehm – che i giovani gay tendono a fare ciò che lamenti soprattutto a letto. Non durante le riunioni su Zoom, né a cena con le amiche lesbiche. Non vedo quindi come possa toccarti. Ma se anche fosse, YANOPE, tu non puoi controllare quel che dice a letto la gente - se non quella con cui fai sesso tu - e cercare di dettare condizioni è una perdita di tempo.

(Traduzione di Matteo Colombo)