Sommario

410 (2/8 novembre 2001)

Arundhati Roy

Fermate la guerra

410 (2/8 novembre 2001)

Il punto

Fase di stallo

Le analisi di Stratfor e Jane’s

Africa e Medio Oriente

I berberi sfidano Algeri

pubblicità

Opinioni

Altri tempi

Asia e Pacifico

Apec, una strana uniformità

Europa

Le speranze di Belfast

pubblicità

Afghanistan

Nella palude afgana

I commenti della stampa internazionale

In copertina

Pillole amare

Editoriali

La scelta delle armi; una strada per il Medio Oriente; in memoria di un comandante

Analisi

I nuovi conflitti

Contro il terrorismo serve una nuova politica globale.

Opinioni

Desiderio e realtà

pubblicità

Opinioni

Esibizioni di forma

Dibattito

Missili e religione

Secondo uno scienziato le fedi sono armi pericolose.

Eric Hobsbawm

Guerra e pace

Un anno dopo la pace di Dayton la comunità internazionale non ha imparato a prevenire i conflitti annunciati. Come dimostra la paralisi degli Stati Uniti e dell’Europa di fronte alla guerra in Africa centrale.

Afghanistan

Un popolo nomade

Negli ultimi vent’anni milioni di afgani sono stati costretti a fuggire.

Inchiesta

Come hanno ucciso Massud

Il 9 settembre veniva assassinato il leader dell’opposizione afgana.

pubblicità

La rivoluzione tradita

Il primo ministro tunisino, Hamadi Jebali, ha annunciato mercoledì sera in un discorso alla nazione trasmesso in tv che sarà formato al più presto un “governo nazionale composto da tecnici privi di appartenenza politica”. L’annuncio arriva dopo una giornata di scontri e proteste in seguito all’uccisione a Tunisi, il 6 febbraio, dell'avvocato e leader dell’opposizione Chokri Belaid. Leggi

Discutere.

Uno dei compiti di un giornale è pubblicare articoli che facciano discutere. Questo è vero soprattutto quando c’è una guerra, e la macchina propagandistica lavora a pieno ritmo. L’articolo di Arundhati Roy che abbiamo pubblicato nel numero 407 ha suscitato molte reazioni tra i lettori di Internazionale, così come tra i lettori degli altri giornali che l’hanno pubblicato: Outlook in India, il Guardian in Gran Bretagna, Le Monde in Francia. Farà discutere anche l’articolo di Arundhati Roy che pubblichiamo questa settimana. Bene. Discutere fa bene. Soprattutto se le argomentazioni non sono pretestuose. Almeno altri due articoli di questo numero faranno discutere. Il primo è di Marc Cooper, dal Nicaragua. Il secondo è di Richard Dawkins. Che dice: “Riempire il mondo di religioni è come disseminare le strade di pistole cariche. Non c’è da meravigliarsi se vengono usate”. Leggi

Economia e lavoro

La Germania sull’orlo della recessione

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