La procura federale tedesca ha dichiarato di aver aperto un’indagine sull’attentato a Parigi in cui un turista tedesco-filippino è stato ucciso da un francese, che era già noto per la sua affiliazione al gruppo Stato islamico ed era affetto da disturbi psichiatrici.
“Abbiamo aperto un’indagine”, ha detto all’Afp un portavoce della procura federale, confermando le informazioni pubblicate dal settimanale tedesco Der Spiegel.
Il ministro dell’interno francese, Gérald Darmanin, ha parlato di un “fallimento” nelle cure psichiatriche dell’uomo, un islamista radicale, che il 2 dicembre ha ucciso un giovane turista tedesco-filippino e ha ferito altre due persone vicino alla Torre Eiffel a Parigi. L’uomo aveva giurato fedeltà al gruppo Stato islamico.
A fine ottobre, la madre del presunto attentatore, Armand Rajabpour-Miyandoab, aveva espresso la sua preoccupazione per il comportamento del figlio, già segnalato e rilasciato nel 2020 dopo una condanna a cinque anni di carcere, nel 2016, per aver pianificato un altro attacco nel quartiere commerciale parigino della Défense, che non è riuscito a portare a termine. L’uomo era stato sottoposto anche a cure psichiatriche.
“I medici hanno ritenuto in più occasioni che stesse meglio”, ha detto il ministro Darmanin, proponendo che le autorità “possano chiedere l’obbligo di trattamento” per una persona indicata come affiliata a gruppi terroristici e che è sotto controllo per disturbi psichiatrici.
Massima allerta
L’attentato è avvenuto a pochi mesi dalle Olimpiadi che si terranno a Parigi nell’estate del 2024 e meno di due mesi dopo l’attacco di Arras che a metà ottobre è costato la vita a un insegnante e ha portato all’innalzamento al massimo livello di allerta del piano nazionale contro gli attacchi terroristici.
Parlando in arabo in un video, il presunto attentatore Rajabpour-Miyandoabun, un franco-iraniano di 26 anni, ha dato “il suo sostegno ai jihadisti che agiscono in diverse aree”, ha detto il procuratore antiterrorismo Jean-François Ricard il 3 dicembre. Nel suo account X, ex Twitter, appaiono anche “numerosi post su Hamas, Gaza e più in generale sulla Palestina”, secondo il magistrato. L’aggressore, che è in custodia cautelare, non ha esercitato il diritto a non rispondere, secondo una fonte vicina al caso.
L’attacco ha avuto luogo intorno alle 20.30 del 2 dicembre, in un luogo turistico della capitale, vicino al ponte Bir Hakeim che attraversa la Senna. Il turista ucciso, 23 anni, aveva la doppia nazionalità tedesca e filippina. È stato colpito da “due colpi di martello e quattro coltellate”, ha detto il pubblico ministero.
L’aggressore ha anche preso di mira con un martello due uomini – un francese di 60 anni e un britannico di 66 anni – che sono rimasti leggermente feriti. Ma è stato fermato dalle forze dell’ordine poco dopo l’attacco. La ministra dell’interno tedesca Nancy Faeser ha parlato di un “crimine abominevole”.
La madre dell’aggressore aveva informato le autorità di essere preoccupata per il figlio che “si stava chiudendo in se stesso”, ha sottolineato il pubblico ministero. La polizia aveva tentato invano di assicurarsi che fosse visitato da un medico e di ricoverarlo con la forza, cosa che non era stata possibile in assenza di disturbi conclamati, secondo una fonte vicina al caso.
“Proveniente da una famiglia non religiosa”, Armand Rajabpour-Miyandoab si è convertito all’islam all’età di 18 anni, nel 2015, ed è caduto “molto rapidamente” nelle reti dell’“ideologia jihadista”, secondo il pubblico ministero.
“La creazione di questo account su X all’inizio di ottobre, poi la preoccupazione della madre nello stesso mese, solleva interrogativi su un’azione preparata da diverse settimane”, ha detto una fonte vicina al caso.
Durante la sua detenzione, Armand Rajabpour-Miyandoab è stato sottoposto a un trattamento che prevedeva un rigoroso monitoraggio psichiatrico ed è stato controllato da un medico. “Questo monitoraggio è stato efficace fino alla fine del periodo di prova, il 26 aprile 2023”, ha aggiunto il pubblico ministero.
Il 4 dicembre il portavoce del governo Olivier Véran ha stimato che il percorso “medico, amministrativo e penale” del sospettato è stato conforme “alla legge”. In Francia sono circa 5.200 le persone segnalate per essersi radicalizzate, di queste 1.600 sono monitorate dalla Direzione generale della sicurezza interna (Dgsi), secondo una fonte dell’intelligence, che precisa che il 20 per cento delle cinquemila persone controllate soffre di disturbi psichiatrici.
Il ministro dell’interno, che ritiene che la Francia sia “permanentemente sotto una minaccia degli islamisti radicali”, ha chiesto “estrema vigilanza” durante Hanukkah, la festa ebraica delle luci, che comincia il 7 dicembre.