Il 5 marzo Donald Trump spera di ottenere una vittoria netta nelle primarie del Partito repubblicano in vari stati (il cosiddetto “super martedì”), per fare un passo decisivo per staccare la rivale Nikki Haley e assicurarsi la nomination alle presidenziali di novembre.
Si vota in quindici stati. Dal Maine alla California, dal Texas alla Virginia, dall’Alaska all’Alabama, milioni di americani sono chiamati alle urne per scegliere i loro candidati democratici e repubblicani per le elezioni di novembre.
Rispetto alle elezioni del passato, quest’anno il “super martedì” non dovrebbe riservare sorprese. Sul fronte repubblicano, Trump è nettamente favorito contro Haley. Nonostante i suoi problemi legali, l’ex presidente, 77 anni, ha vinto tutte le primarie organizzate dal suo partito da gennaio.
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Nikki Haley, 52 anni, è l’unica candidata alle primarie repubblicane rimasta a contendere la vittoria a Trump. L’ex governatrice della South Carolina, che rappresenta l’ala più tradizionale del Partito repubblicano, promette di ripristinare la “normalità” di fronte al “caos” portato da Trump.
Attacca regolarmente il suo rivale per la sua età, chiedendogli di sottoporsi a un test per misurare le sue capacità intellettive. Ma gli elettori repubblicani non sembrano sensibili al tema. Secondo i sondaggi, Trump dovrebbe vincere in tutti gli stati in cui si vota il 5 marzo, potendo contare su una solida base di sostenitori.
A parte la vittoria simbolica nella capitale Washington, il 3 marzo, Nikki Haley ha subìto una sconfitta dopo l’altra, anche nello stato di cui è stata governatrice. Tuttavia, l’ex ambasciatrice delle Nazioni Unite è rimasta in corsa, insistendo sul fatto che gettare la spugna sarebbe stata “la via d’uscita più facile”.
Trump, che non smette di chiamare la sua rivale con soprannomi offensivi come “cervello di uccello”, sostiene che Haley “perderà ogni singolo stato” al voto del 5 marzo. In teoria le primarie potrebbero durare fino a luglio, ma la squadra di Donald Trump prevede una vittoria “entro il 19 marzo”, in particolare dopo i sondaggi favorevoli in Georgia e Florida.
Il miliardario vuole potersi concentrare prima possibile sulla sfida con il presidente uscente, il democratico Joe Biden, prima di essere assorbito dai suoi problemi legali, infatti il suo primo processo comincia il 25 marzo a New York.