Il 19 febbraio il presidente ultraliberista argentino Javier Milei affronta il quarto sciopero generale in poco più di due anni di mandato, indetto dai sindacati contro il suo progetto di deregolamentazione del mercato del lavoro.

Per ventiquattr’ore treni, autobus, aeroporti, porti, banche e uffici pubblici saranno paralizzati o funzioneranno a ritmo ridotto.

Secondo le previsioni, l’adesione allo sciopero sarà molto più alta rispetto al precedente, indetto nell’aprile 2025 a difesa del potere d’acquisto dei cittadini.

La compagnia di bandiera Aerolíneas Argentinas ha annunciato la cancellazione di 255 voli, di cui una trentina internazionali.

La mobilitazione segna un’intensificazione delle tensioni sociali in Argentina – a quattro mesi dal successo elettorale di Milei, uscito rafforzato dalle legislative di metà mandato – nel giorno in cui la riforma del lavoro potrebbe essere approvata dalla camera dei deputati.

“Milei deve capire che gli argentini non l’hanno votato per essere privati dei loro diritti”, ha dichiarato alla vigilia dello sciopero Cristian Jerónimo, co-leader della Confederazione generale del lavoro (Cgt), il principale sindacato del paese.

La riforma comprende varie misure volte a rendere più flessibile il mercato del lavoro: facilita i licenziamenti, riduce i limiti massimi delle indennità, consente aumenti nell’orario di lavoro e limita il diritto di sciopero, ampliando i servizi considerati essenziali.

Secondo il governo, il progetto di legge di “modernizzazione del lavoro” incoraggerà la regolarizzazione di gran parte del lavoro nero, rafforzando l’economia argentina.

La Cgt sostiene invece che “non modernizzerà il paese, ma alimenterà la precarietà”.

Approvato l’11 febbraio dal senato in seguito ad alcune concessioni fatte dal governo, in particolare sui contributi dei datori di lavoro alla copertura sanitaria, il progetto di legge potrebbe essere approvato il 19 febbraio dalla camera dei deputati con ulteriori modifiche, tra cui l’abbandono delle indennità decrescenti in caso di malattia. In questo caso, il testo tornerebbe al senato la prossima settimana.

La Cgt non ha indetto manifestazioni in occasione dello sciopero, ma alcuni sindacati minori e gruppi di sinistra hanno annunciato una mobilitazione davanti al parlamento.

Dal dicembre 2023 le politiche di austerità e deregolamentazione volute da Milei hanno già causato la perdita di quasi 300mila posti di lavoro tra settore pubblico e privato, secondo il segretariato del lavoro argentino.

Milei si trova attualmente a Washington, dove il 19 febbraio parteciperà alla riunione inaugurale del “consiglio di pace” di Donald Trump.