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Gli Stati Uniti al voto

 

Donald Trump è il nuovo presidente degli Stati Uniti. Il candidato repubblicano è andato meglio del previsto. Ha conquistato gli stati tradizionalmente repubblicani e ha ribaltato i pronostici in diversi stati contesi.


  • 09 Nov 2016 10.24

Questo liveblog è chiuso. Qui c’è il nuovo liveblog.

  • 09 Nov 2016 09.37

Il presidente russo Vladimir Putin si congratula con Donald Trump con un messaggio su Telegram.

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  • 09 Nov 2016 09.25

“Finita la campagna elettorale adesso comincia il vero lavoro. Amo l’America e lavorerò per voi”. Lo ha detto Donald Trump in un hotel di New York nel suo discorso dopo la vittoria alle elezioni presidenziali.

  • 09 Nov 2016 09.09
Donald Trump parla ai suoi sostenitori dopo la vittoria a Manhattan, New York, il 9 novembre 2016.
  • 09 Nov 2016 08.56
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  • 09 Nov 2016 08.53

Hillary Clinton ha chiamato Donald Trump, riconoscendo la sconfitta. Lo ha detto Donald Trump parlando ai suoi sostenitori nel quartier generale della sua campagna.

  • 09 Nov 2016 08.41

L’Associated press assegna la vittoria a Donald Trump, dopo che si è aggiudicato anche il Wisconsin. Subito dopo tutti i mezzi d’informazione statunitensi assegnano la vittoria al candidato repubblicano.

  • 09 Nov 2016 08.35

Tutte le borse europee hanno aperto in calo, dopo la notizia dell’avanzata elettorale di Donald Trump.

  • 09 Nov 2016 08.29

Secondo alcuni giornalisti, Donald Trump sarebbe appena arrivato nel quartier generale della sua campagna elettorale al Marriott, dove i suoi sostenitori aspettano che prenda la parola.

  • 09 Nov 2016 08.22

Hillary Clinton vince nel Maine

Si aggiudica così i suoi quattro grandi elettori. Ma il risultato, che le permette di arrivare a 218 grandi elettori, non le basta per tornare in corsa per la presidenza.

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  • 09 Nov 2016 08.10

John Podesta, il capo della campagna elettorale di Hillary Clinton, si è rivolto ai sostenitori della candidata democratica riuniti al Javits center di New York dicendo che Clinton non terrà un discorso né commenterà i risultati finché non saranno definitivi.

  • 09 Nov 2016 07.42

Il candidato repubblicano Donald Trump si aggiudica anche gli stati della Pennsylvania, secondo il New York Times e l’Associated Press, e dell’Alaska, secondo la Cnn. I due stati attribuiscono rispettivamente 20 e 3 grandi elettori. In questo modo Trump raggiungerebbe 267 grandi elettori sui 270 necessari per la vittoria. Le speranze di vittoria di Clinton si riducono drasticamente. Tra gli stati più importanti che restano da assegnare, il Michigan, il Wisconsin e il New Hampshire.

  • 09 Nov 2016 07.37

Il punto alle 7.30

Il candidato repubblicano Donald Trump è ancora in vantaggio dopo aver conquistato molti stati chiave. Ma le speranze di Hillary Clinton non sono ancora del tutto svanite. Ecco la situazione alle 7.30:

  • Donald Trump può contare su 244 grandi elettori contro i 215 di Clinton. Per vincere ne servono 270.
  • Trump ha vinto in stati importanti come la Florida, il North Carolina e l’Ohio. Le sue ultime vittorie sono state nell’Iowa e nello Utah. Rimangono da aggiudicare i grandi elettori di Michigan, Wisconsin, Pennsylvania, New Hampshire, Arizona e Alaska.
  • I candidati repubblicani hanno mantenuto anche la maggioranza alla camera dei rappresentanti e al senato di Washington.
  • I mercati internazionali stanno reagendo negativamente alla notizia della possibile vittoria di Trump. In Giappone l’indice Nikkei ha perso il 5 per cento.
  • 09 Nov 2016 07.24

I repubblicani mantengono anche il controllo del senato

Con la vittoria in Pennsylvania del candidato repubblicano Pat Toomey il partito conservatore mantiene il controllo della camera alta. La sua vittoria in Pennsylvania è un brutto segno per Hillary Clinton, perché i risultati nello stato non sono ancora definitivi.

  • 09 Nov 2016 07.11

Donald Trump ha vinto nello Utah

Il candidato repubblicano ora ha 244 grandi elettori. Trump è ancora avanti di poco in Pennsylvania. Hillary Clinton resta in vantaggio nel voto popolare.

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  • 09 Nov 2016 07.00

C’è silenzio tra i sostenitori di Hillary Clinton, nel quartier generale della campagna elettorale democratica a New York.


  • 09 Nov 2016 06.51

I repubblicani mantengono la maggioranza alla camera dei rappresentanti

Anche se non riusciranno a ripetere il risultato delle ultime elezioni, che gli avevano garantito una maggioranza di 247 seggi, i candidati repubblicani alla camera hanno già ottenuto più dei 218 seggi necessari per controllare l’assemblea legislativa federale.

  • 09 Nov 2016 06.49

I sostenitori di Trump festeggiano la vittoria in Ohio


  • 09 Nov 2016 06.41

In Oklahoma vince il sì alla pena di morte. Il 67 per cento dei cittadini ha votato a favore della proposta 776, che rende legale la pena di morte aggiungendo una nuova sezione alla costituzione. È il primo stato a offrire protezioni costituzionali per la pena capitale.

  • 09 Nov 2016 06.34

Donald Trump vince in Iowa, Clinton in Nevada

Gli stati attribuiscono entrambi sei grandi elettori. Trump ora può contare su 244 voti nel collegio elettorale, Clinton su 215.

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  • 09 Nov 2016 06.25

Il Nevada va a Hillary Clinton

  • 09 Nov 2016 06.13

Il punto alle 6

Continua l’avanzata di Donald Trump, che ha consolidato il suo vantaggio su Clinton, nonostante i pronostici che lo davano per sfavorito. Ecco un riassunto della situazione:

  • Il candidato repubblicano Donald Trump si è aggiudicato 244 grandi elettori sui 270 necessari a vincere le presidenziali, contro i 209 della sua avversaria democratica Hillary Clinton.
  • Trump ha sferrato un duro colpo a Clinton vincendo in Florida e in North Carolina, due stati contesi che assegnano 44 grandi elettori. Il candidato repubblicano ha vinto anche in Ohio ed è leggermente in testa in Pennsylvania.
  • I risultati sono ancora incerti per gli stati del Michigan e del Wisconsin, che saranno decisivi per l’esito finale del voto e che secondo i pronostici dovevano vedere la vittoria certa di Clinton.
  • In California è passato il referendum sull’uso ricreativo della marijuana, mentre Florida e North Dakota si sono aggiunti agli stati che autorizzano la marijuana per scopi terapeutici.
  • 09 Nov 2016 06.09

Il candidato repubblicano ha vinto in un altro degli stati in bilico, che assegna sei grandi elettori. Secondo la Cnn, Trump è in vantaggio anche in Pennsylvania, ribaltando anche in questo caso tutti i sondaggi.

  • 09 Nov 2016 05.45

La California legalizza l’uso della marijuana per scopi ricreativi. Il consumo di marijuana sarà legale per gli adulti sopra i 21 anni, che potranno possederne legalmente una trentina di grammi e coltivare fino a sei piante. La cosiddetta Proposition 64 è passata con il 55 per cento dei voti a favore.

Altri quattro stati, Nevada, Arizona, Massachusetts e Maine, hanno votato per legalizzare la marijuana a scopo ricreativo, mentre gli elettori di Florida, Montana, North Dakota e Arkansas si sono espressi sull’uso terapeutico della cannabis. Florida e North Dakota hanno votato a favore, quindi sono diventati 27 in tutto gli stati che autorizzano l’uso di marijuana.

  • 09 Nov 2016 05.37

Donald Trump ha vinto anche in Florida

Il candidato repubblicano ha conquistato un altro degli stati in bilico, che assegna ben 29 grandi elettori. Adesso ha 216 grandi elettori e la possibilità che diventi il prossimo presidente degli Stati Uniti si fa sempre più concreta.

Ecco il riassunto della situazione:

  • 09 Nov 2016 05.22

Clinton ha vinto in Oregon, ma anche questo risultato non cambia la sostanza della corsa alla presidenza.

  • 09 Nov 2016 05.10

Donald Trump ha vinto in North Carolina, Hillary Clinton in California

La California (55 grandi elettori) era ampiamente prevista e la vittoria di Clinton non cambia la sostanza per quanto riguarda la corsa alla presidenza. La vittoria di Trump in North Carolina (15 grandi elettori) invece è un’ottima notizia per il candidato repubblicano. L’esperto di statistiche Nate Silver a questo punto dà a Clinton il 49 per cento di possibilità di diventare presidente, le stesse di Donald Trump.

  • 09 Nov 2016 05.01

Chiusi i seggi in cinque stati

  • California (55 grandi elettori)
  • Idaho (4 grandi elettori)
  • Oregon (7 grandi elettori)
  • Washington (12 grandi elettori)
  • Hawaii (4 grandi elettori)
  • 09 Nov 2016 04.56
Sostenitori di Hillary Clinton seguono in diretta i risultati a New York.
  • 09 Nov 2016 04.50

I mezzi d’informazione statunitensi danno per vincente la candidata democratica. Il Colorado assegna nove grandi elettori.

  • 09 Nov 2016 04.40

I mercati hanno reagito in modo negativo ai primi risultati delle elezioni statunitensi. Male soprattutto i titoli asiatici e il peso messicano.

  • 09 Nov 2016 04.39

Hillary Clinton conquista la Virginia, ma potrebbe non bastare

Hillary Clinton ha conquistato la Virginia, che le garantisce 13 grandi elettori. Dopo la vittoria di Trump in Ohio, la candidata democratica non può permettersi di perdere il Wisconsin e soprattutto il Michigan.

  • 09 Nov 2016 04.28

Donald Trump conquista l’Ohio

Il candidato repubblicano ha conquistato uno dei più importanti stati in bilico, aggiudicandosi 18 grandi elettori. Lo conferma la Cnn. Alle scorse elezioni l’Ohio era andato a Barack Obama. A questo punto Donald Trump ha 167 grandi elettori ed è seriamente in corsa per la presidenza degli Stati Uniti.

Ecco il riassunto della situazione, stato per stato:

Ecco il conteggio dei grandi elettori:

  • 09 Nov 2016 04.18

Hillary Clinton ha vinto in New Mexico, Trump in Missouri

La Cnn ha assegnato altri due stati: la candidata repubblicana ha conquistato il New Mexico, che rappresenta cinque grandi elettori, Donald Trump ha vinto in Missouri, conquistando dieci grandi elettori. Siamo ancora ad un testa a testa per la presidenza.

  • 09 Nov 2016 04.01

Donald Trump ha vinto nel Montana

Il candidato repubblicano ha conquistato lo stato che assegna tre grandi elettori, secondo la Cnn.

  • 09 Nov 2016 04.01

Chiusi i seggi in quattro stati

  • Iowa (6 grandi elettori)
  • Montana (3 grandi elettori)
  • Utah (6 grandi elettori)
  • Nevada (6 grandi elettori)
  • 09 Nov 2016 03.40

Il punto alle 3.40

Rispetto ai sondaggi, i primi risultati del voto statunitense sembrano abbastanza sorprendenti. Ecco un riassunto della situazione:

  • Gli elettori stanno votando per eleggere il 45° presidente degli Stati Uniti. I seggi si sono chiusi in molti stati, ma non si chiuderanno tutti prima delle sei (ora italiana).
  • Donald Trump sta andando meglio del previsto. Sta conquistando gli stati tradizionalmente repubblicani e inoltre è molto competitivo negli stati contesi come Florida, Ohio e Georgia.
  • Il caso più sorprendente però è quello della Virginia, dove Clinton era considerata nettamente favorita (almeno cinque punti di vantaggio). Se vincesse in questo stato, Trump avrebbe una seria possibilità di arrivare alla soglia dei 270 grandi elettori necessari per ottenere la presidenza.
  • Al momento Donald Trump ha conquistato 139 grandi elettori, Hillary Clinton 104.

Ecco la mappa provvisoria del voto, stato per stato:

Ecco il grafico provvisorio dei grandi elettori:

  • 09 Nov 2016 03.36

Donald Trump ha vinto in Louisiana

Il candidato repubblicano ha vinto in Louisiana, che assegna otto grandi elettori. Hillary Clinton invece ha vinto in Connecticut, conquistando sette grandi elettori.

  • 09 Nov 2016 03.15

Donald Trump è in vantaggio in Virginia, aumentano le sue chance

A sorpresa, il candidato repubblicano è in vantaggio in Virginia. I sondaggi in Virginia prevedevano una vittoria di Hillary Clinton con cinque punti di vantaggio. Se Trump vincesse anche in Florida e in North Carolina, dove attualmente è in vantaggio, potrebbe conquistare 209 grandi elettori. Se a questi si aggiungessero Georgia, Ohio, Arizona, South Carolina, Iowa e Nevada, il miliardario newyorchese potrebbe diventare presidente degli Stati Uniti.

  • 09 Nov 2016 03.11

Hillary Clinton ha vinto nello stato di New York, ma Trump avanza

La Cnn ha assegnato altri stati. Hillary Clinton ha vinto nello stato di New York. Trump ha conquistato stati tradizionalmente repubblicani come Kansas, North Dakota, South Dakota, Wyoming, Texas e Nebraska.

Ecco il riassunto della situazione, in attesa dei risultati della Florida e degli altri stati in bilico come la Virginia, dove Trump è a sorpresa in vantaggio secondo i primi risultati:

Ecco la situazione temporanea riguardo ai grandi elettori.

  • 09 Nov 2016 03.01

Chiusi i seggi in quattordici stati

  • Chiusi i seggi in quattordici stati
  • New York (29 grandi elettori)
  • Minnesota (10 grandi elettori)
  • South Dakota (3 grandi elettori)
  • Nebraska (5 grandi elettori)
  • North Dakota (3 grandi elettori)
  • Michigan (16 grandi elettori)
  • Colorado (9 grandi elettori)
  • Louisiana (8 grandi elettori)
  • New Mexico (5 grandi elettori)
  • Texas (38 grandi elettori)
  • Arizona (11 grandi elettori)
  • Arkansas (6 grandi elettori)
  • Wisconsin (10 grandi elettori)
  • Wyoming (3 grandi elettori)
  • 09 Nov 2016 02.49

I repubblicani potrebbero mantenere la maggioranza alla camera

Le proiezioni della Nbc sembrano confermare un risultato atteso: i repubblicani conservano la maggioranza alla camera. Sul fronte del senato il repubblicano Todd Young ha vinto il seggio dell’Indiana al senato e ora i repubblicani hanno buone possibilità di mantenere la maggioranza alla camera alta.

  • 09 Nov 2016 02.46

Hillary Clinton ha più grandi elettori

La candidata democratica, al momento, ha raccolto 68 grandi elettori contro i 66 di Donald Trump. Si tratta di risultati molto provvisori. Per conquistare la presidente servono 270 grandi elettori sui 538 totali.

  • 09 Nov 2016 02.37

Donald Trump ha vinto in Alabama

Il candidato repubblicano ha vinto in Alabama, lo stato del sud che assegna nove grandi elettori.

  • 09 Nov 2016 02.34

I democratici statunitensi a Roma aspettano i risultati elettorali


I democratici statunitensi a Roma aspettano i risultati delle elezioni negli Stati Uniti, collegati alla Cnn in un ristorante della capitale. Tutti sono preoccupati di vedere cosa succederà in Florida. Anthony Quattrone, presidente di Democrats Abroad, spiega che la maggioranza dei democratici in Italia ha votato per Bernie Sanders durante le primarie, per questo in molti ora vorrebbero che Sanders abbia un ruolo nel prossimo governo, se Hillary Clinton dovesse vincere le elezioni. Quattrone è abbastanza sicuro che Clinton possa farcela contro Trump, ma non è altrettanto sicuro che i democratici possano conquistare la camera.

  • 09 Nov 2016 02.33

Per Nate Silver Hillary Clinton ha il 75 per cento di possibilità di diventare presidente

FiveThirtyEight, il sito fondato dall’esperto di statistiche Nate Silver, ha pubblicato le nuove previsioni sulle elezioni: Hillary Clinton ha il 75 per cento di possibilità di diventare presidente contro il 24 per cento di Trump. I repubblicani hanno il 56 per cento di possibilità di conquistare il senato e i democratici il 44 per cento.

  • 09 Nov 2016 02.23

In Florida è un testa a testa

In Florida, con l’88 per cento dei voti scrutinati, Donald Trump ha un leggerissimo vantaggio: il 48,5 per cento dei voti contro il 48,4 per cento di Hillary Clinton.

  • 09 Nov 2016 02.13

Assegnati sette stati a Hillary Clinton

L’Associated Press ha assegnato altri stati. Hillary Clinton ha vinto in Illinois, Massachusetts, Maryland, New Jersey, Delaware, Rhode Island e District of Columbia. Clinton aveva già conquistato il Vermont.

Donald Trump ha vinto in Oklahoma, Mississippi, Tennessee e South Carolina. Precedentemente a Trump erano già stati assegnati Indiana, Kentucky e West Virginia.

Ecco il riassunto della situazione:

  • 09 Nov 2016 02.03

Chiusi i seggi in sedici stati, più Washington DC

  • Alabama (9 grandi elettori)
  • Connecticut (7 grandi elettori)
  • Delaware (3 grandi elettori)
  • Washington DC (3 grandi elettori)
  • Il resto della Florida (29 grandi elettori)
  • Illinois (20 grandi elettori)
  • Maine (4 grandi elettori)
  • Maryland (10 grandi elettori)
  • Massachusetts (11 grandi elettori)
  • Mississippi (6 grandi elettori)
  • Missouri (10 grandi elettori)
  • New Hampshire (4 grandi elettori)
  • New Jersey (14 grandi elettori)
  • Oklahoma (7 grandi elettori)
  • Pennsylvania (20 grandi elettori)
  • Rhode Island (4 grandi elettori)
  • Tennessee (11 grandi elettori)
  • 09 Nov 2016 01.44

L’ufficio elettorale del North Carolina ha deciso di estendere di un’ora il voto in otto circoscrizioni nella contea di Durham e in una circoscrizione della contea di Columbus, dove si sono verificati gravi problemi tecnici nel sistema di voto.

  • 09 Nov 2016 01.34

La Cnn ha assegnato il West Virginia (cinque grandi elettori) a Donald Trump. Trump, secondo la Cnn, ha già conquistato il Kentucky (undici grandi elettori) e l’Indiana (otto grandi elettori). Clinton ha vinto in Vermont (tre grandi elettori). In tutti e quattro questi stati i risultati erano ampiamente previsti.

  • 09 Nov 2016 01.31

Chiusi i seggi in Ohio

Le urne si sono chiuse in Ohio, North Carolina e West Virginia. Ohio (18 grandi elettori) e North Carolina (15 grandi elettori) sono due stati in bilico.

  • 09 Nov 2016 01.06

Donald Trump ha vinto in Kentucky e Indiana, Hillary Clinton in Vermont

L’Associated Press e la Cnn hanno assegnato i primi tre stati: Kentucky (undici grandi elettori) e Indiana (otto grandi elettori) sono andati a Trump, il Vermont (tre grandi elettori) a Clinton. In questi stati i risultati erano ampiamente previsti.

  • 09 Nov 2016 01.03

Chiusi i seggi in sei stati

Le urne si sono chiuse in Florida (la maggior parte dei seggi), South Carolina, Virginia, New Hampshire, nel resto del Kentucky e dell’Indiana.

  • 09 Nov 2016 00.32

Sparatoria vicino a un seggio in California

Una sezione è stata chiusa nella città di Azusa, in California, dopo che c’è stata una sparatoria nelle vicinanze. Almeno una persona è morta, fa sapere il Los Angeles Times, e ci sono diversi feriti. L’aggressore è in fuga.

  • 09 Nov 2016 00.23

Chiusi i primi seggi

A mezzanotte, ora italiana, si sono chiusi i seggi nella parte orientale del Kentucky e nella maggior parte dell’Indiana. In questi due stati dovrebbe vincere il candidato repubblicano Donald Trump con ampio vantaggio sulla democratica Hillary Clinton. L’Indiana assegna undici grandi elettori, il Kentucky otto, ma nessuno dei due è considerato decisivo per il risultato finale.

  • 09 Nov 2016 00.05

L’importanza di vincere il senato

L’8 novembre gli statunitensi non votano solo per eleggere il presidente. Dovranno anche rinnovare la totalità della camera e un terzo del senato. Attualmente entrambi i rami del congresso sono nelle mani dei repubblicani. È estremamente difficile che i democratici riescano a recuperare la maggioranza alla camera (dove repubblicani hanno 59 seggi di vantaggio), quindi l’attenzione è concentrata soprattutto sul senato.

I democratici nelle ultime settimane hanno concentrato molti sforzi e risorse economiche sugli stati in bilico, dove si gioca la maggioranza alla camera alta: Nevada, Missouri, Indiana, North Carolina, Pennsylvania e New Hampshire. Questo perché, se anche Hillary Clinton Clinton dovesse entrare alla Casa Bianca, non potrebbe fare molto senza avere almeno il senato dalla sua parte. Come ha spiegato l’economista Paul Krugman in una column uscita sul New York Times due settimane fa:

Una vittoria di Clinton con una sconfitta dei democratici al senato non sarebbe inutile. Eviterebbe l’incubo di una presidenza Trump e bloccherebbe anche il drastico piano di tagli alle spese e privatizzazioni che il presidente della camera dei rappresentanti Paul Ryan ha già promesso di attuare nel caso in cui Trump dovesse, in qualche modo, riuscire a vincere. Ma lascerebbe poco margine per iniziative apprezzabili.

In realtà neanche un senato a guida democratica permetterebbe a Clinton di legiferare davanti a una maggioranza repubblicana implacabilmente ostruzionista alla camera. Le permetterebbe, tuttavia, di assegnare il seggio della corte suprema lasciato libero dalla morte di Antonin Scalia a febbraio del 2016. La cosa avrebbe importanti conseguenze, in particolare per la politica ambientale. Negli ultimi anni del suo mandato il presidente Obama ha spinto per una svolta ambientalista. Per esempio ha usato le sue prerogative per imporre norme più severe sulle emissioni per i tir. Ma la parte più importante di questa svolta, il Clean power plan, che ridurrebbe sensibilmente le emissioni di gas serra prodotte dalle centrali a carbone, è attualmente bloccata da un veto della corte suprema. Una conquista del senato da parte dei democratici rimuoverebbe questo ostacolo.

Secondo Five Thirty Eight, il sito di previsioni fondato da Nate Silver, i democratici sono favoriti di pochissimo per prendere il controllo del senato.

È possibile quindi che la corsa al senato finisca in pareggio, cioè che entrambi i partiti si ritrovino con 50 seggi. In quel caso diventa fondamentale il risultato delle presidenziali: negli Stati Uniti il vicepresidente ricopre la carica di presidente del senato. In caso di vittoria di Clinton sarebbe il suo vice democratico Tim Kaine, se dovesse vincere Trump quel ruolo spetterebbe al repubblicano Mike Pence.

  • 08 Nov 2016 23.56
Democratici statunitensi aspettano la chiusura delle urne in un locale di Roma.
  • 08 Nov 2016 23.47

L’affluenza degli elettori neri in North Carolina è in calo, secondo gli exit poll

Lo scrive sul suo sito l’esperto di statistiche Nate Silver. All’uscita dai seggi, solo il 21 per cento dei votanti si è identificato come nero (nel 2012 erano il 23 per cento). Il North Carolina è uno degli stati in bilico.

  • 08 Nov 2016 23.35

Piccoli problemi con il sistema di voto in Colorado

Per circa venti minuti i sistemi per il voto elettronico non hanno funzionato e alcune persone che volevano registrarsi sul momento hanno dato un voto provvisorio.

  • 08 Nov 2016 23.24

A che ora chiudono i seggi. Tra poco più di mezz’ora chiuderanno i seggi in Indiana e Kentucky. All’una chiuderanno le urne in Florida, uno degli stati chiave per determinare il risultato delle elezioni.

  • 08 Nov 2016 22.43
Grace Bell Hardison, 100 anni, riceve una spilla con la scritta “I voted today” dopo aver votato a Belhaven, in North Carolina. Nei giorni scorsi c’erano stati dei tentativi di impedire a Hardison di iscriversi al registro elettorale, come ha denunciato il presidente Barack Obama.
  • 08 Nov 2016 22.20

I democratici davanti ai repubblicani nel voto anticipato in Florida

Dal voto anticipato in Florida arrivano buone notizie per Hillary Clinton: gli elettori registrati al Partito democratico che hanno votato sono 90mila in più rispetto a quelli registrati al Partito repubblicano. Solitamente c’è una forte correlazione tra il partito a cui i votanti sono registrati e il voto che poi esprimeranno. Quindi, anche se questo dato non è indicativo del risultato finale, offre comunque informazioni interessanti per uno degli stati decisivi.

  • 08 Nov 2016 22.09

Bernie Sanders ha votato

Il senatore del Vermont, sconfitto alle primarie da Hillary Clinton, ha dichiarato: “Spero che oggi sconfiggeremo Trump e che lo sconfiggeremo davvero. Penso che quando c’è una campagna come quella di Trump, basata sul fanatismo e sul tentativo di dividerci è una cosa molto brutta per il nostro paese”.


  • 08 Nov 2016 21.38

Respinto il ricorso di Donald Trump sul voto anticipato in Nevada

Il candidato repubblicano aveva fatto causa al responsabile di un seggio nella contea di Clark, in Nevada, per aver tenuto i seggi aperti “due ore oltre la chiusura stabilita”. La giudice Gloria Sturman però ha dichiarato che non aprirà nessun procedimento.

  • 08 Nov 2016 21.17

Ci sono problemi con il voto elettronico nella contea di Durham, in North Carolina. Vengono usate schede di carta e i tempi d’attesa potrebbero aumentare. Lo scrive su Twitter il giornalista del New Yorker Jelani Cobb.

  • 08 Nov 2016 20.39

La storia delle presidenziali nelle prime pagine del New York Times. Guarda la gallery.

  • 08 Nov 2016 20.05

Il punto alle venti

Gli statunitensi stanno votando per eleggere il 45° presidente degli Stati Uniti. La scelta è tra la candidata democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump. I seggi chiudono tra mezzanotte e le sei (ora italiana).

  • Per FiveThirtyEight, il sito fondato dal giornalista ed esperto di statistica Nate Silver, Hillary Clinton avrebbe oltre il 71 per cento di possibilità di vincere.
  • Sono più di 46 milioni gli statunitensi che hanno già votato con il voto anticipato, e rispetto agli anni precedenti è stato registrato un netto incremento di votanti ispanici e di donne.
  • Sono segnalate lunghe code ai seggi in Georgia, North Carolina e Arizona. Per il Washington Post sono situazioni ampiamente previste, perché in molti stati del sud guidati dai repubblicani sono in vigore leggi che limitano l’accesso al voto.
  • Gli ultimi dati hanno rivelato che questa è stata la campagna elettorale più costosa della storia: sono stati spesi in totale più di sette miliardi di dollari da parte dei candidati, dei loro partiti politici, dei comitati elettorali e organizzazioni politiche a loro favore.
  • Il presidente Barack Obama ha invitato gli statunitensi ad andare a votare. “E assicuratevi che lo facciano anche i vostri amici, i vostri familiari e chiunque conosciate”, ha scritto in un tweet.
  • Non si vota solo per eleggere il presidente. Si rinnova anche la camera dei deputati e un terzo del senato. In molti stati i cittadini votano per scegliere i nuovi governatori e si esprimono su una serie di proposte di iniziativa popolare che vanno dalla legalizzazione della cannabis all’abrogazione della pena di morte.
  • 08 Nov 2016 19.36

Donald Trump non ha ancora perso

Dopo un anno trascorso nel Regno Unito, sono tornato negli Stati Uniti per seguire le elezioni presidenziali da una piccola città dell’Indiana, portando con me l’esperienza della Brexit. Il 24 giugno molti britannici si sono svegliati con l’impressione di vivere in un paese diverso. Ci sono molte lezioni che possiamo trarre dal referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Europa. Per le elezioni statunitensi, voglio elencarne tre.

  • 08 Nov 2016 19.15

Un infiltrato tra i gay della destra americana

“Hai sentito? Gli omosessuali hanno finalmente raggiunto la vera parità. Ora possiamo esibire il nostro diritto a essere di destra e intolleranti come gli etero. Ma com’è davvero la vita di un gay di destra?”. Leggi il fumetto di Sam Wallman.

  • 08 Nov 2016 19.00

Il presidente Barack Obama ha invitato gli statunitensi ad andare a votare. “E assicuratevi che lo facciano anche i vostri amici, i vostri familiari e chiunque conosciate”, ha scritto in un tweet.

  • 08 Nov 2016 18.35

Perché ci sono lunghe file ai seggi

Come era già successo nelle settimane scorse durante le operazioni per il voto anticipato, anche oggi in molti stati sono segnalate lunghe code ai seggi in molti stati. Nel suo editoriale di oggi il Washington Post spiega che queste situazioni erano ampiamente state previste, perché in molti stati del paese sono in vigore delle leggi che limitano l’accesso al voto.

Queste leggi sono state approvate soprattutto in alcuni stati del sud governati dai repubblicani, come Georgia, North Carolina e Arizona. “Tra le misure approvate c’è la riduzione del numero di seggi dove si può votare. Altri provvedimenti obbligano gli elettori a presentare un documento d’identità e riducono i giorni a disposizione per il voto anticipato. Queste misure colpiscono generalmente gli elettori appartenenti alle minoranze e alle fasce più povere della popolazione, persone che generalmente votano per i democratici”.

File davanti a un seggio a Los Angeles, l’8 novembre 2016.

Il New York Times spiega che le code alle urne possono essere un segno di salute della democrazia ma anche un problema. “Il punto è che alcuni gruppi di elettori hanno più probabilità di trovare code ai loro seggi. I dati mostrano che storicamente, nelle zone urbane abitate soprattutto da cittadini appartenenti alle minoranze, le file sono lunghe il doppio di quelle dei quartieri bianchi. Inoltre, i votanti delle minoranze sono sei volte più esposti degli altri al rischio di aspettare più di un ora per esprimere il loro voto. Queste situazioni”, continua il New York Times, “possono avere ripercussioni negative anche per il futuro: i dati mostrano che gli elettori che aspettano per più di un’ora il loro turno per votare hanno meno probabilità di votare alle elezioni successive. Secondo alcune stime, nel 2014 200mila elettori non hanno votato perché scoraggiati dalle file che avevano trovato nel 2012”.

A questo si aggiunge la preoccupazione di intimidazioni e disordini ai seggi, soprattutto da parte degli elettori di Donald Trump. Nelle ultime settimane il candidato ha affermato più volte che il sistema è truccato, ha detto che ci saranno brogli e ha invitato i suoi sostenitori a vigilare sulle operazioni elettorali.

  • 08 Nov 2016 18.25

Per FiveThirtyEight, il sito fondato dal giornalista ed esperto di statistica Nate Silver, Hillary Clinton avrebbe oltre il 71 per cento di possibilità di vincere.

  • 08 Nov 2016 18.21
Un uomo arriva in un seggio del Bronx, a New York.
  • 08 Nov 2016 18.00
  • 08 Nov 2016 17.52

Quanto costa diventare presidente degli Stati Uniti

La campagna elettorale statunitense del 2016 sarà ricordata per tanti motivi: per i tanti scandali che hanno colpito i due candidati, per il fatto che una donna potrebbe essere eletta presidente per la prima volta e perché non si era mai visto un candidato come Donald Trump. Ma anche per i costi. Gli ultimi dati hanno rivelato che questa è stata la campagna elettorale più costosa della storia: sono stati spesi in totale più di sette miliardi di dollari da parte dei candidati, dei loro partiti politici, dei comitati elettorali e organizzazioni politiche a loro favore.

Infatti le campagne elettorali statunitensi, oltre a essere molto lunghe (Hillary Clinton ha cominciato la sua 576 giorni fa e Trump 511) sono anche le più dispendiose. La candidata democratica insieme ai così detti super pacs (political action committees) e ai comitati ufficiali ha raccolto 1,3 miliardi di dollari, in media 697mila al giorno. Mentre il suo avversario repubblicano in totale ha raccolto una cifra molto inferiore: 795 milioni di dollari, 226mila al giorno. Dei soldi a disposizione, i democratici ne hanno spesi il 93 per cento e i repubblicani il 96 per cento.

I soldi sono ricavati dalle donazioni da parte di enti esterni interessati a favorire la vittoria del candidato che sostengono. Per queste elezioni, la maggior parte delle donazioni sono arrivate da aziende che operano nel settore finanziario, che in tutto hanno donato 103 milioni di dollari, di cui 92 milioni per Hillary Clinton. Le compagnie del settore tecnologico hanno donato in tutto 16 milioni, di cui 15 milioni per la candidata democratica e il resto per il repubblicano. Anche le industrie farmaceutiche, mediatiche e dei trasporti hanno preferito finanziare Clinton. Invece Trump ha ricevuto un sostanzioso supporto dai settori agricolo, elettrico e delle risorse naturali, ma è lui stesso il suo principale finanziatore.

I soldi vengono spesi dai candidati in corsa alla Casa Bianca e dai loro comitati elettorale ufficiali in diverse attività. La pubblicità sui mezzi d’informazione è il settore in cui i candidati investono di più. Per esempio, Hillary Clinton ha speso più della metà del suo budget per apparire in televisione e sui giornali, in tutto 237 milioni. Mentre Trump ne ha spesi 68 in mezzi d’informazione tradizionali e digitali. Altre spese includono spostamenti, alloggi, cibo, poster, volantini, materiale elettronico e staff. La candidata democratica ha anche puntato molto sulla sua squadra, spendendo 45 milioni. Nelle ultime nove elezioni presidenziali, quindi dal 1980, ha sempre vinto il candidato che aveva speso la maggiore somma di denaro per la campagna.

  • 08 Nov 2016 17.42

Donald Trump ha votato nel suo seggio di Midtown Manhattan insieme a sua moglie Melania Trump. “Tutto va molto bene, in generale”, ha detto Trump ai giornalisti che lo aspettavano al seggio.


  • 08 Nov 2016 17.30
Il candidato repubblicano Donald Trump e la moglie Melania votano a New York.
  • 08 Nov 2016 17.20

I risultati delle ultime quattro presidenziali.

  • 08 Nov 2016 17.15

Donald Trump ha votato nel suo seggio di Midtown Manhattan insieme a sua moglie Melania Trump. “Tutto va bene, in generale”, ha detto Trump ai giornalisti che lo aspettavano al seggio.

  • 08 Nov 2016 17.07

Dal New Yorker a Time, la gallery con le copertine delle riviste statunitensi sui due candidati.

  • 08 Nov 2016 16.59

Sergio Arellano ha un’aria piuttosto rilassata per essere uno che fa un lavoro apparentemente impossibile. Sulla targa della porta del suo piccolo ufficio nella sede del Partito repubblicano dell’Arizona, alla periferia di Phoenix, c’è scritto “direttore delle iniziative strategiche”, che non rende bene l’idea di quanto il suo compito possa essere frustrante e complicato: convincere gli elettori di origine latinoamericana a votare per i repubblicani alle prossime elezioni, cioè a votare per Donald Trump, il candidato più detestato dalle minoranze che si sia mai presentato alle elezioni presidenziali.

Il reportage dall’Arizona di Alessio Marchionna tra gli ispanici che vogliono dare una lezione a Donald Trump.

  • 08 Nov 2016 16.12
Elettori attendono il loro turno per votare a Christmas, in Florida.
  • 08 Nov 2016 15.52

Più ispanici e più donne tra chi ha votato in anticipo

Sono più di 46 milioni gli statunitensi che hanno già votato con il voto anticipato, e rispetto agli anni precedenti è stato registrato un netto incremento di votanti ispanici. Storicamente il voto degli ispanici alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti non ha un ruolo cruciale; nel 2012, per esempio, Barack Obama non ha avuto bisogno del loro sostegno per vincere. Quest’anno invece i latinos potrebbero decidere l’esito delle elezioni.

Anche se i voti anticipati non possono predire chi sarà il vincitore in modo definitivo, sono tuttavia buoni indicatori di quali risultati ci si possano aspettare. Inoltre forniscono informazioni sull’elettorato, che quest’anno si è rivelato particolarmente diversificato per classe sociale, genere, età e provenienza, anche grazie alla forte presenza dei votanti ispanici in stati come la Florida e il Nevada. Negli ultimi giorni prima dell’8 novembre, i latinos e i neri sono andati alle urne in gran numero, ridando ottimismo alla campagna elettorale dei democratici in quei due stati. In Florida i votanti ispanici sono aumentati del 9,8 per cento rispetto al 2012, mentre in North Carolina dell’1,8 per cento e in Georgia dell’1,7 per cento.

Un notevole aumento è stato riscontrato anche nel voto anticipato da parte dei cosiddetti unaffiliates, cioè quei cittadini che non sostengono nessun partito, soprattutto in Florida e North Carolina, dove c’è stato un aumento rispettivamente del 22 e del 40 per cento rispetto al 2012. Secondo Michael McDonald, che dirige il progetto U.S. Elections, la maggior parte dei votanti indipendenti sono giovani appartenenti a diverse minoranze etniche, che tendono a non affiliarsi ad alcun partito.

Ci sono dati interessanti anche sul voto femminile: un numero significativo di donne ha votato in anticipo. In Florida le donne hanno espresso il 55 per cento del totale dei voti anticipati. In North Carolina sono andate a votare 55mila donne in più rispetto al 2012.

Le informazioni che emergono dal voto anticipato del 2016 sono molto simili a quelle del 2012, con la differenza che quest’anno l’ondata di votanti ispanici potrebbe essere sufficiente a compensare il forte sostegno di cui gode Donald Trump tra i bianchi della classe media e operaia in stati in bilico come Florida e Ohio.

  • 08 Nov 2016 15.29

Bernie Sanders contesta il fatto che le elezioni si tengano di martedì: “Il giorno delle elezioni dovrebbe essere festivo così che tutti avrebbero il tempo e l’opportunità di votare”.

  • 08 Nov 2016 15.02

Hillary e Bill Clinton dopo aver votato

Hillary Clinton e il marito Bill hanno votato alle 8 di mattina (ora locale) nella sede della scuola elementare di Chappaqua, New York. Ai giornalisti Clinton ha risposto: “È una sensazione che rende umili, Dan, perché io so quanta responsabilità c’è in questo e così tante persone contano sul risultato di queste elezioni, per quello che significa per il nostro paese e farò del mio meglio se sarò così fortunata da vincere oggi”, ha detto Clinton.


  • 08 Nov 2016 14.56

Negli ultimi dieci giorni di campagna elettorale Donald Trump ha guadagnato consensi, secondo i sondaggi, sia a livello nazionale sia a livello statale. Ma per il candidato repubblicano il percorso verso la vittoria resta comunque pieno di ostacoli. Ecco cosa deve fare e cosa dovrebbe succedere perché possa vincere.

  • 08 Nov 2016 14.48
La candidata democratica Hillary Clinton e il marito Bill salutano i sostenitori dopo avere votato a Chappaqua, nello stato di New York.
  • 08 Nov 2016 14.20

I sondaggi prevedono una vittoria di Hillary Clinton contro Donald Trump alle presidenziali dell’8 novembre, ma sul lungo periodo il clintonismo non è adatto a battere il trumpismo. Per incanalare positivamente la rabbia popolare cavalcata da Trump serve una linea molto più radicale.

Leggi tutto l’articolo di Bhaskar Sunkara Contro le idee di Trump serve più sinistra.

  • 08 Nov 2016 14.16

Hillary Clinton e suo marito Bill hanno votato a Chappaqua, New York. All’arrivo al seggio la presidente è stata salutata dai suoi sostenitori, ma non ha voluto parlare con la stampa.

  • 08 Nov 2016 14.12

Seggi aperti in Florida, Delaware, Georgia, Illinois, Louisiana, Massachusetts, Maryland, Michigan, Missouri, New Hampshire, Pennsylvania, Rhode Island, South Carolina e alcune parti del Tennessee.

  • 08 Nov 2016 13.19

Il punto alle 13.30

  • Sono cominciate le operazioni di voto per eleggere il 45° presidente degli Stati Uniti: le urne sono aperte in sette stati. Gli elettori devono scegliere tra la candidata democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump.
  • I seggi chiuderanno tra mezzanotte e le sei (ora italiana).
  • Hillary Clinton ha chiuso la sua campagna elettorale a Philadelphia e ha lanciato il suo ultimo spot, un video di due minuti intitolato Tomorrow. Bon Jovi, Lady Gaga, Madonna e Bruce Springsteen hanno dato il loro appoggio a Clinton. Donald Trump, invece, nell’ultimo giorno di campagna era a Scranton, in Pennsylvania.
  • Il primo paese che ha votato è stato Dixville Notch, nel New Hampshire, dove si sono aperte le urne a mezzanotte. Ha vinto Hillary Clinton con quattro voti contro i due di Trump, poco dopo sono arrivati anche i risultati di Millsfield, dove Trump ha invece ottenuto una netta vittoria con 16 voti contro i quattro di Clinton.
  • Il candidato vicepresidente per i democratici Tim Kaine ha votato con sua moglie Anne Holton a Richmond, in Virginia.
  • L’8 novembre negli Stati Uniti non si voterà solo per eleggere il presidente. Si rinnoverà anche tutta la camera dei deputati e un terzo del senato e in molti stati i cittadini voteranno per scegliere i nuovi governatori e si esprimeranno su una serie proposte di iniziativa popolare.
  • Secondo la media degli ultimi sondaggi, Hillary Clinton è in vantaggio di tre punti su Donald Trump.
  • 08 Nov 2016 12.43

Il candidato vicepresidente per i democratici Tim Kaine ha votato con sua moglie Anne Holton a Richmond, in Virginia.

  • 08 Nov 2016 12.39

Negli Stati Uniti si vota anche su marijuana, armi e altro. L’8 novembre negli Stati Uniti non si voterà solo per eleggere il presidente. Si rinnoverà anche tutta la camera dei deputati e un terzo del senato e in molti stati i cittadini voteranno per scegliere i nuovi governatori e si esprimeranno su una serie proposte di iniziativa popolare. Ecco le questioni più interessanti in gioco.

  • 08 Nov 2016 12.25
  • 08 Nov 2016 12.17

La giornata elettorale è cominciata: urne aperte in sette stati. Gli elettori possono andare a votare nello stato di New York, Connecticut, una parte dell’Indiana, una parte del Kentucky, Maine, New Jersey e Virginia. Tra un’ora apriranno i seggi in Florida, Delaware, Georgia, Massachusetts, Maryland, Michigan, New Hampshire, Pennsylvania, Rhode Island, South Carolina, una parte del Tennessee.

  • 08 Nov 2016 12.10

Il New York Post, di proprietà di Rupert Murdoch, durante le primarie ha appoggiato la candidatura di Donald Trump, ma è rimasto neutrale durante la campagna per le elezioni generali.

  • 08 Nov 2016 11.45

A Washington la suspense è ancora alta. Alla presidenza dovrebbe arrivare una donna, perché Hillary Clinton ha riconquistato un buon vantaggio nei sondaggi. Tuttavia – oltre al fatto che c’è sempre un margine d’errore, che non avremo certezze fino al momento dei risultati definitivi e che in alcuni stati indecisi la corsa è talmente serrata che potrebbero esserci dei riconteggi – l’unica cosa sicura è che circa la metà degli elettori, maggioranza o meno, avrebbe preferito Trump.

Leggi tutto l’articolo di Bernard Guetta La metà degli elettori preferisce Donald Trump anche in Europa.

  • 08 Nov 2016 11.20
A Dixville Notch, in New Hampshire, dove si è votato dalla mezzanotte dell’8 novembre e ha vinto Hillary Clinton con quattro voti contro i due di Trump.
  • 08 Nov 2016 11.12

Perché si vota di martedì? Negli Stati Uniti si vota di martedì, un giorno feriale, a differenza della maggior parte dei paesi nei quali si vota durante il fine settimana. Le origini di questa tradizione risalgono all’ottocento, quando negli Stati Uniti la maggior parte della popolazione viveva in zone rurali e per raggiungere le aree di voto poteva essere necessario anche un giorno di viaggio. Per non interferire con le funzioni religiose della domenica, si stabilì che le elezioni dovevano tenersi di martedì per consentire agli elettori di mettersi in viaggio il lunedì. Inoltre la tradizione prevede che si voti il martedì successivo al primo lunedì del mese.


  • 08 Nov 2016 10.33
  • 08 Nov 2016 10.27

L’America è cinema, e nel grande schermo americano siamo tutti abituati a rispecchiarci e proiettarci da più di un secolo. Dunque non può stupire che nel kolossal della grande corsa alla Casa Bianca ci rispecchiamo anche noi europei, vedendoci ingigantiti tutti i segni della crisi politica e sociale che accomuna le democrazie occidentali di qua e di là dall’Atlantico. Del resto, i ruoli dei protagonisti sono così ben riusciti, anche e soprattutto nello loro contraddizioni interne, da sembrare pensati a tavolino.

Leggi l’articolo La prima donna, l’ultimo uomo di Ida Dominijanni.

  • 08 Nov 2016 10.23

Hillary Clinton ha chiuso la sua campagna elettorale a Philadelphia e ha lanciato il suo ultimo spot, un video di due minuti intitolato Tomorrow.


  • 08 Nov 2016 10.16

Urne aperte in New Hampshire. È il primo stato a dare il via alle operazioni di voto. A Dixville Notch si è votato dalla mezzanotte dell’8 novembre e ha vinto Hillary Clinton con quattro voti contro i due di Trump. Poco dopo sono arrivati anche i risultati di Millsfield, dove Trump ha invece ottenuto una netta vittoria con 16 voti contro i quattro di Clinton.

  • 08 Nov 2016 10.06

Come si elegge il presidente degli Stati Uniti? Il successore di Barack Obama sarà eletto in maniera indiretta: dovrà ottenere i voti di almeno 270 grandi elettori su 538. In base alla sua popolazione ogni stato federale elegge un numero determinato di grandi elettori. California, Texas, Florida e New York hanno diritto a più di un quarto dei grandi elettori, mentre Montana, Wyoming, North Dakota, South Dakota, Alaska, Delaware e Vermont, hanno diritto solo a tre ciascuno. Chi può diventare grande elettore? È obbligato a rispettare il voto popolare? Come si vota di preciso? L’articolo di Le Monde.