Dopo il bombardamento a nord di Sanaa, in Yemen, il 23 agosto 2017. (Khaled Abdullah, Reuters/Contrasto)

Il mondo in breve

Dopo il bombardamento a nord di Sanaa, in Yemen, il 23 agosto 2017. (Khaled Abdullah, Reuters/Contrasto)
23 agosto 2017 13:49
  • Almeno 35 persone sono state uccise in un raid aereo vicino alla capitale yemenita Sanaa. Lo riferisce Al Jazeera, aggiungendo che secondo le prime notizie la maggior parte delle vittime sono civili. Apparentemente il bombardamento aveva come obiettivo un albergo vicino alla capitale. La tv Al Masirah, vicina ai ribelli che controllano la città, attribuisce il raid alla coalizione araba a guida saudita, che sostiene il governo di Abd Rabbo Mansur Hadi. Secondo le Nazioni Unite, dal marzo del 2015 la guerra nello Yemen – che vede da una parte i ribelli houthi alleati con le forze leali all’ex presidente Ali Abdallah Saleh e, dall’altra, le forze fedeli ad Hadi – ha fatto almeno diecimila morti.
  • Il viceammiraglio statunitense Joseph Aucoin, comandante della settima flotta del Pacifico, è stato rimosso dall’incarico dopo la collisione del 21 agosto tra il cacciatorpediniere Uss John S. McCain e una petroliera nelle acque di Singapore. L’incidente era costato la vita a dieci marinai ed è il quarto episodio nel Pacifico nel corso del 2017 che ha visto coinvolte navi militari statunitensi. Sull’incidente alcuni denunciano ciberattacchi, ma anche il forte stress a cui sono esposti gli equipaggi in una zona calda per le minacce della Corea del Nord e le tensioni con la Cina per le isole del mar Cinese meridionale.
  • Il governo egiziano ha cancellato l’incontro del ministro degli esteri con il consigliere di Donald Trump, Jared Kushner, che però incontrerà il presidente Abdel Fattah al Sisi. L’Egitto protesta contro la decisione degli Stati Uniti di tagliare 95,7 milioni di dollari di aiuti economici e fondi destinati al settore militare del paese. Gli Stati Uniti hanno bloccato i fondi, e ritardato l’erogazione di circa altri 195 milioni di dollari, se non migliorerà il rispetto dei diritti umani da parte del governo egiziano.
  • Sono cominciate inAngola le operazioni di voto per le elezioni presidenziali che metteranno fine a 38 anni di potere di José Eduardo Dos Santos. Dos Santos è apparso all’ultimo comizio elettorale di João Manuel Gonçalves Lourenço, candidato del Movimento popolare per la liberazione dell’Angola (Mpla), al potere dal 1975. Secondo tutte le previsioni Lourenço sarà il prossimo capo dello stato. A sfidare l’Mpla è Isaias Samakuva, candidato dell’Unione nazionale per la totale indipendenza dell’Angola (Unita), l’ex movimento di guerriglia passato alla politica. L’Angola è il secondo maggior produttore di petrolio del continente africano dopo la Nigeria: una produzione da 1,8 milioni di barili al giorno che rappresentano quasi il 70 per cento del pil e il 95 per cento delle sue esportazioni.
  • Le autorità di Hong Kong hanno proclamato il livello di allerta massima per il passaggio del tifone Hato: scuole, aeroporti e la borsa sono stati chiusi.Il tifone accompagnato da venti con raffiche di 168 chilometri orari, aveva provocato la morte di tre persone a Macao e si è poi diretto verso la Cina continentale.
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