Nothing personal.

I migliori libri di fotografia del 2017 

Nothing personal.
22 dicembre 2017 15:21

The iceberg
Giorgio Di Noto, Edition Patrick Frey
Spegnete la luce e chiudete le persiane. Per sfogliare questo libro bisogna essere al buio. Accendete la piccola torcia a luce ultravioletta che è dentro la scatola insieme al volume e, come per magia, le fotografie stampate con inchiostri invisibili affioreranno dalle pagine bianche. Entrerete nel dark web, la parte più oscura del web sommerso, quello non indicizzato dai normali motori di ricerca. The iceberg presenta le immagini usate in queste reti per promuovere la vendita di sostanze stupefacenti: quelle delle droghe, visibili solo all’ultravioletto, e quelle usate dai venditori per attirare l’attenzione dei compratori. Un libro che riflette in modo intelligente e sorprendente sulla natura del web.

The iceberg.

Nothing personal
Richard Avedon, James Baldwin, Taschen
James Baldwin e Richard Avedon erano amici al liceo. Nel 1964, entrambi coinvolti nella lotta per i diritti civili, decidono di pubblicare Nothing personal. Ritratti spietati, testi polemici, impaginazione inventiva e rigorosa: una riedizione fondamentale, accompagnata da un libretto sulla genesi del libro.

Night procession
Stephen Gill, Nobody books
Usando delle macchine fotografiche a infrarossi con dei sensori e piazzandole tra gli alberi di una foresta, Stephen Gill ha catturato la vita notturna degli animali. Il fotografo racconta di aver sempre voluto provare a dare più spazio alla casualità degli eventi e incoraggiare i soggetti a fare le loro mosse. Con questo progetto ci è riuscito. È la natura a parlare, come se ogni animale si presentasse, uno alla volta, in una processione notturna. Sfogliando il libro ci troviamo davanti a un mondo che altrimenti non potremmo conoscere. E alla fine troviamo un libretto di sedici pagine con le parole dello scrittore norvegese Karl Ove Knausgård.

Buzzing at the sill.

Buzzing at the sill
Peter van Agtmael, Kehrer
Dopo essere stato in Iraq e in Afghanistan per raccontare l’intervento militare statunitense, il fotografo conclude un’ideale trilogia tornando a casa, nelle metropoli, nelle strade e nelle periferie che mostrano i nervi scoperti di un paese che non si è mai veramente ripreso dall’11 settembre 2001. In 72 scatti l’autore riflette su temi come la memoria, la guerra, la famiglia, e ci restituisce una narrazione oscura e disperata sull’America contemporanea.

General view
Thomas Albdorf, Skinnerboox
Che senso ha andare in un posto che abbiamo già visto in tante fotografie su internet? E perché scattarne delle altre se già ce ne sono così tante? Da queste domande è nato il lavoro di Thomas Albford che ha esplorato il parco nazionale di Yosemite, uno dei luoghi più fotografati al mondo, senza esserci mai stato. Albdorf ha messo insieme immagini prese da Google street view e le ha poi rielaborate. Il volume è il diario di un viaggio mai esistito e un modo per riflettere sul modo in cui internet cambia la nostra percezione della realtà.

Sleeping by the Mississippi.

Sleeping by the Mississippi
Alec Soth, Mack
Nel 1999 Alec Soth fece il primo di una serie di viaggi in auto lungo il fiume Mississippi. Partendo da Minneapolis, la città dove è nato, e diretto in Louisiana, fotografò le persone che incontrava sulla strada, spesso donne e uomini che vivevano in solitudine o ai margini, tra cui prostitute e finti predicatori. Lo stile documentario, paziente e attento ai dettagli, è stato avvicinato da alcuni critici al lavoro sulla società statunitense di Robert Frank, The americans, del 1958. Questa nuova edizione di Sleeping by the Mississippi – dopo la prima pubblicata da Steidl nel 2004 – include due scatti inediti.

On abortion
Laia Abril, Dewi Lewis
Ogni anno 47mila donne nel mondo muoiono per pratiche di aborto non adeguate. Partendo da questo e da molti altri dati raccolti, la fotografa spagnola Laia Abril ha cominciato il suo lavoro intitolato On abortion. Il libro, progettato da Ramon Pez, unisce le interviste e le storie sul passato e sul presente trovate da Abril. Un’inchiesta trasversale e approfondita, in cui la fotografia è usata per forzare lo spettatore a conoscere la guerra quotidiana di migliaia di donne nel mondo. E senza drammatizzazione o voyeurismo.

Scelti da Christian Caujolle

Museum Bhavan
Dayanita Singh, Steidl
Nove piccoli libri a fisarmonica, riuniti in un cofanetto in tela, che riprendono l’essenza della mostra dell’artista e fotografa indiana più creativa. Non è un catalogo, ma una dichiarazione che sembra dire che il libro può legittimamente prendere il posto dell’allestimento in un museo.

As it may be.

As it may be
Bieke Depoorter, Aperture
Fedele al suo modo di esplorare immergendosi nelle società che documenta,
dopo la rivoluzione del 2011 la fotografa è tornata regolarmente in Egitto. Ha realizzato i ritratti in interni delle persone che l’hanno ospitata e gli ha chiesto di scrivere sulle foto. Un’altra modalità di narrazione.

The last son
Jim Goldberg, Super Labo
La seconda parte di un brillante progetto in tre volumi, autobiografico e universale,
che combina collage, scrittura ed elementi grafici con immagini molto personali. Una complessa relazione padre-figlio pubblicata magnificamente.

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