La scrittrice francese Virginie Despentes. (Jean-François Paga)

Il femminismo è sempre una provocazione

La scrittrice francese Virginie Despentes. (Jean-François Paga)
10 settembre 2019 14:32

Da quando nel 1993 è uscito il suo primo romanzo, Scopami (Einaudi), la scrittrice francese Virginie Despentes, che sarà ospite del festival di Internazionale a Ferrara (4-5-6 ottobre 2019), è sempre stata in prima linea nelle lotte per la ridefinizione della femminilità e dell’identità sessuale. Recentemente in un’intervista al quotidiano The Guardian ha dichiarato che viviamo un’epoca di grandi cambiamenti grazie alla spinta di movimenti come #MeToo e Time’s up.

Questi movimenti hanno anche rinnovato l’interesse per il suo libro del 2006 King Kong theory (Fandango). Presentato in Francia come un manifesto del nuovo femminismo, affronta senza preconcetti e censure i temi della prostituzione, della pornografia e dello stupro, anche attraverso il racconto delle esperienze personali dell’autrice. Per Despentes, che dice di aver “abbandonato l’eterosessualità” quando aveva 35 anni, King Kong è la “metafora di una sessualità che oltrepassa i generi politicamente imposti dalla fine dell’ottocento. Va oltre la femminilità e la virilità”.

Despentes ha da poco completato la trilogia di romanzi Vernon Subutex (Bompiani), con protagonista il proprietario di un negozio di dischi caduto in disgrazia che si ritrova a vagare nelle strade della Parigi di oggi.

Virginie Despentes sarà a Ferrara il 5 ottobre per un incontro con il filosofo spagnolo Paul B. Preciado e per parlare dei suoi libri.

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