29 maggio 2020 17:15

Siamo ancora lontani dall’immunità di gregge

Il nuovo coronavirus resterà in circolazione ancora per molto tempo. “È la conclusione di una serie di studi condotti in vari paesi per quantificare il numero di persone infette”, scrive il New York Times.

I ricercatori sono tutti concordi sul fatto che i numeri ufficiali dei contagiati sottostimano di molto il numero reale di infezioni. Ma alcuni studi basati su un ampio numero di test stimano che le persone con gli anticorpi all’infezione sono ancora una piccola percentuale della popolazione. Questo significa che l’immunità di gregge, che si raggiunge quando la maggior parte della popolazione in una data area è immune e quindi il virus non riesce più a diffondersi, è ancora molto lontana.

Non è chiaro quale sia la soglia precisa che consente di raggiungere l’immunità di gregge nel caso del nuovo coronavirus, ma molti esperti credono che sia tra il 60 e l’80 per cento della popolazione.

Gli studi hanno considerato le migliori stime disponibili, ma sono dati approssimativi e possono sopravvalutare l’immunità nei luoghi in cui ci sono poche infezioni . Le date si riferiscono alla pubblicazione dello studio. La ricerca su Wuhan, in Cina, ha valutato l’immunità solo tra le persone tornate al lavoro, non nella popolazione generale. (New York State; Public Health England; Carlos III Health Institute; Wu et al., Journal of Medical Virology; City of Boston; The Public Health Agency of Sweden)

Il grafico mostra che anche nelle città più colpite finora dal covid, come New York, negli Stati Uniti, e Wuhan, in Cina, la grande maggioranza della popolazione è ancora vulnerabile al virus. “I dati sono simili anche nei paesi che hanno optato per lockdown più morbidi con l’obiettivo di favorire l’immunizzazione della popolazione, come la Svezia e il Regno Unito.

Secondo Michael Mina, epidemiologo di Harvard, “l’immunità di gregge non ci sarà per molto tempo. A meno di voler deliberatamente far diffondere il virus, ma questo è un approccio che nessun paese è ormai disposto ad adottare”.

Questi studi sono stati condotti analizzando i risultati dei cosiddetti test sierologici, che rilevano la presenza di anticorpi nei campioni di sangue. Un metodo che consente di intercettare anche le persone asintomatiche e quelle già guarite dal covid-19. Gli esperti, tuttavia, avvertono che questi test non sono ancora del tutto affidabili, perché possono dare falsi negativi (gli anticorpi non sono rilevati, ma in realtà sono presenti) e falsi positivi (gli anticorpi non ci sono, ma sono rilevati). Utili per condurre ricerche epidemiologiche, come in questo caso, i test non sono ancora abbastanza sensibili e specifici per dare risposte sicure sul piano individuale.