Nel dicembre 2020 su Nature Astronomy è stato pubblicato uno studio in cui un breve segnale luminoso era interpretato come un’esplosione stellare avvenuta nella galassia Gn-z11. Due nuovi studi, pubblicati sulla stessa rivista, suggeriscono invece che la sorgente più probabile del segnale era un rottame o un satellite in orbita intorno alla Terra. In ogni caso, dal dibattito scientifico in corso emerge che la quantità di detriti nello spazio è ormai tale da interferire con le osservazioni astronomiche. Nell’illustrazione: detriti in orbita

Questo articolo è uscito sul numero 1430 di Internazionale, a pagina 99. Compra questo numero | Abbonati