Nelle ultime due settimane di settembre almeno cinque migranti di origine irachena sono morti per assideramento in Polonia, nell’area intorno a Usnarz Górny. Il 2 settembre il governo di Varsavia aveva proclamato lo stato d’emergenza in due regioni di confine con la Bielorussia per impedire l’ingresso ai migranti. Il 30 settembre il parlamento ha prorogato la misura per sessanta giorni, scrive Balkan Insight. Le organizzazioni per i diritti umani accusano la polizia di frontiera polacca di rimandare i migranti in Bielorussia e chiedono di mettere fine a questa pratica, contraria alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951 e alle leggi dell’Unione europea.

Questo articolo è uscito sul numero 1430 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati