L’attimo prima, mi appartiene.

Non è poeta né poetessa.

È solo mia madre.

Madre contorsionista che corre, si agita e

pulisce il culo al figlio invalido al ritmo

[delle sue digestioni.

Inspirazione, espirazione, applausi, pacca

sulla coscia, scroscio di luce.

Sale sul palco e tutto scompare.

Dimentica l’annuncio, la violenza dell’annuncio.

Dimentica il foglio stropicciato e il lutto

per quel maschio robusto fin dal grembo.

“Se lo tiene, signora,

deve sapere, signora,

che non camminerà mai, signora!”.

Dimentica.

Tutto scompare.

Come scompare il padre di un bambino invalido.

Scroscio di luce.

Non vede il coraggio che le scorre, discreto,

sera dopo sera, dal grembo.

Lisette Lombé

Lisette Lombé è una scrittrice, artista e attivista belgo-congolese nata nel 1978. Nel 2015 è stata una delle fondatrici del collettivo L-Slam. Questa poesia, tradotta dal francese da Francesca Spinelli, è tratta dalla sua terza raccolta, Brûler, brûler, brûler. L’Iconoclaste, Parigi 2020. Tutti i diritti riservati per tutti i paesi.

Questo articolo è uscito sul numero 1434 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati