◆ Il pianeta è avviato su una strada, quella del cambiamento climatico, per molti aspetti ignota. L’Organizzazione meteorologica mondiale ha pubblicato il suo rapporto annuale in concomitanza con l’apertura a Glasgow della conferenza sul clima Cop26. Nonostante il rallentamento economico dovuto alla pandemia di covid-19, nel 2020 le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera hanno raggiunto livelli record. La concentrazione di anidride carbonica è superiore del 149 per cento rispetto all’era preindustriale, quella di metano del 262 per cento e quella di biossido di azoto del 123 per cento.

Il 2021 si dovrebbe chiudere con nuovi record. Secondo le stime, la temperatura media supererà di 1,09 gradi quella del periodo 1850-1900, nonostante un leggero raffreddamento dovuto al fenomeno climatico periodico della Niña. Il 2021 dovrebbe piazzarsi tra il quinto e il settimo posto nella classifica degli anni più caldi. Sono stati registrati molti eventi estremi. Il 14 agosto, per la prima volta, ha piovuto sulla vetta più alta della Groenlandia, a più di tremila metri di quota. La parte ovest del Nordamerica è stata investita da un’ondata di caldo anomala (a Lytton, in Canada, le temperature hanno raggiunto i 49,6 gradi). Piogge eccezionali hanno colpito la provincia cinese dell’Henan, l’Europa occidentale, l’Amazzonia e l’Africa orientale, mentre in Madagascar è in corso una grave siccità. Molti di questi eventi sono stati resi più probabili dalla crisi climatica.

Questo articolo è uscito sul numero 1434 di Internazionale, a pagina 104. Compra questo numero | Abbonati