Il 20 novembre l’ex presidente georgiano Mikhail Saakashvili ha accettato di mettere fine allo sciopero della fame di protesta contro la sua incarcerazione, dopo che il ministero della giustizia ha autorizzato il suo trasferimento in un ospedale militare accogliendo le raccomandazioni dei medici. Saakashvili, al potere dal 2003 al 2013, aveva lasciato il paese dopo la vittoria dell’oligarca filorusso Bidzina Ivanishvili alle presidenziali, spiega Georgia Today. Quindi si era stabilito in Ucraina, dove aveva sostenuto il movimento Euromaidan ed era stato eletto governatore della regione di Odessa. Nel 2018 era stato condannato in contumacia da un tribunale georgiano a sei anni di carcere per abuso d’ufficio. Il 1 ottobre era tornato in Georgia per prendere la guida dell’opposizione in vista delle elezioni amministrative, ma era stato subito arrestato.

Questo articolo è uscito sul numero 1437 di Internazionale, a pagina 25. Compra questo numero | Abbonati