Nella battaglia degli appelli e dei ricorsi fatti dai candidati alle elezioni presidenziali libiche, in programma il 24 dicembre, ci sono più domande che risposte, scrive Al Wasat. Le candidature del maresciallo Khalifa Haftar, di Saif al Islam Gheddafi e dell’attuale primo ministro Hamid Dbaibah sono state prima respinte e poi riammesse dopo il ricorso in tribunale. È una prova della fragilità delle istituzioni e delle altissime tensioni nel campo della sicurezza, scrive il quotidiano libico. Ogni volta i cittadini si chiedono: l’esclusione di uno dei candidati porterà a una ripresa degli scontri armati? “Nel paese regna l’incertezza e gli scenari possibili sono tanti: dal rinvio delle elezioni a un nuovo ciclo di violenze una volta esaurite le vie legali”.

Questo articolo è uscito sul numero 1439 di Internazionale, a pagina 34. Compra questo numero | Abbonati