Istanbul, Turchia, 12 dicembre 2021 (Murad Sezer, Reuters/Contrasto)

Il 12 dicembre a Istanbul più di diecimila persone hanno manifestato contro il forte rincaro dei generi alimentari causato dalla svalutazione della lira turca. I manifestanti hanno chiesto un netto adeguamento del salario minimo e un cambio di rotta nella politica economica del governo. Lo stesso giorno migliaia di persone sono scese in piazza anche nella capitale Ankara, scrive Die Tageszeitung. Il sindacato Disk, tra gli organizzatori delle proteste insieme ad alcuni movimenti studenteschi, ha sottolineato che sempre più spesso i turchi s’impoveriscono anche se hanno un lavoro. Intanto il crollo della lira turca non si ferma: il 13 dicembre, scrive il Financial Times, la valuta ha perso un ulteriore 5 per cento, superando la soglia delle 14 lire nei confronti del dollaro statunitense. Dall’inizio di settembre, da quando il presidente Recep Tayyip Erdoğan ha imposto una serie di tagli al costo del denaro convinto che non potessero far salire l’inflazione, la lira si è svalutata del 40 per cento. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1440 di Internazionale, a pagina 109. Compra questo numero | Abbonati