La sera del 10 dicembre una serie di tornado ha colpito duramente il midwest e il sud degli Stati Uniti, causando almeno novanta morti e lasciando decine di migliaia di persone senza casa. I danni maggiori sono stati registrati in Kentucky, dove i morti accertati sono almeno ottanta, ma il bilancio finale sarà con molta probabilità più grave. Il Lexington Herald Leader spiega che il Kentucky ha vissuto un anno particolarmente difficile: “A febbraio una tempesta di ghiaccio aveva lasciato 150mila persone senza elettricità nella zona orientale. A luglio c’era stata un’inondazione nella regione settentrionale. Poi, in autunno, era arrivata un’ondata particolarmente violenta di contagi di covid-19”. Il Washington Post scrive che “la storia è piena di tornado devastanti in questo mese dell’anno, ma quelli che hanno colpito gli Stati Uniti il 10 dicembre sono di un altro livello, tanto che molti esperti dicono di non aver mai visto niente del genere in tempi recenti, per violenza e durata”. Negli ultimi anni gli scienziati sono riusciti a stabilire un legame diretto tra il riscaldamento del pianeta e l’aumento di fenomeni estremi come uragani, ondate di calore e siccità. Ma nel caso dei tornado è più difficile farlo, in buona parte perché si tratta di eventi più brevi, più contenuti e più rari. In ogni caso, la maggior parte degli esperti è convinta che l’innalzamento delle temperature faccia aumentare i tornado in un periodo dell’anno in cui generalmente non dovrebbero verificarsi, cioè nella stagione fredda. Questi fenomeni meteorologici si formano quando c’è aria calda e umida vicino al suolo e aria fredda e secca più in alto. Il pomeriggio del 10 dicembre le temperature nelle zone colpite erano intorno ai 26 gradi centigradi, decisamente superiori alla media di questo periodo dell’anno. A Memphis è stata registrata la temperatura stagionale più alta degli ultimi 103 anni. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1440 di Internazionale, a pagina 20. Compra questo numero | Abbonati