Il 9 dicembre il governo iracheno ha annunciato la fine della “missione di combattimento” sul suo territorio della coalizione internazionale antijihadista guidata dagli Stati Uniti. Non è chiaro quanti dei 3.500 soldati stranieri resteranno in Iraq con compiti di formazione. Da anni i partiti e i gruppi armati sciiti
filoiraniani chiedono il ritiro di tutte le forze statunitensi, ricorda Al Jazeera. Ma in realtà non cambierà molto: la coalizione guidata dagli Stati Uniti ha concluso i combattimenti contro il gruppo Stato islamico (Is) all’inizio del 2020 e da allora si è concentrata nell’assistenza alle forze irachene. I jihadisti sono ancora attivi in Siria e in Iraq e negli ultimi mesi hanno compiuto diversi attacchi.

Questo articolo è uscito sul numero 1440 di Internazionale, a pagina 29. Compra questo numero | Abbonati